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Guida all’installazione di Ubuntu

Ciao a tutti, sono lieto di presenarvi la mia guida sull’installazione di ubuntu 😀
Che cos’è Ubuntu? Ubuntu è una distribuzione Open Source che integra al suo interno il kernel GNU/linux ed è basato sul sistema operativo Debian.
E’ divisa in tre varianti con altrettanti ambienti grafici detti Desktop Environment (cioè l’insieme dei programmi che caratterizza l’aspetto del sistema opertivo, ma non solo): Ubuntu con Gnome, Kubuntu con Kde e Xubuntu con Xfce; i primi due sono ideali per sistemi recenti, il terzo è più leggero ed adatto a macchine più datate.
In più, ubuntu ed i suoi “fratelli” sono disponibili nella versione “alternate”, cioè adatta a sistemi che utilizzano meno di 256 MB di RAM.
All’interno di Ubuntu troviamo già tutto il materiale di cui abbiamo bisogno per lavorare con la nostra macchina non appena installato: una suite per l’ufficio, un software di masterizzazione, un editor di filmati, un player audio e video, programmi per manipolazione delle immagini, un broweser web, un client di messaggistica istantanea compatibile con moltissime piattaforme e chi più ne ha più ne metta, il tutto open source e gratuito!
Ubuntu come possiamo vedere, non ha nulla da invidiare ai sistemi Microsoft, eccezione fatta per i videogiochi creati dalle case: dato l’esiguo numero di utenti che utilizzano piattaforme con kernel Unix/Linux rispetto a quelli che utilizzano Windows, i costi per creare giochi per linux non avrebbero economicamente un riscontro positivo…
Esistono comunque non pochi giochi multipiattaforma, molto ben fatti graficamente e poco assetati di risorse per linux: Urban Terror, Open Arena, Alien Arena eccc ecc., se poi parliamo di giochi semplici sul livello di tetris, solitario, scorch e simili, l’elenco cresce a dismisura .

Detto questo, perchè non provare Linux e la sua filosofia di condivisione? Basta seguire questa guida
Al momento della stesura di quest’ultima, la versione in uso era di Ubuntu 10.04, una versione abbastanza datata, ma questa guida è tranquillamente compatibile anche con le versioni attuali ed ovviamente anche con i suoi predecessori.
Prima di iniziare, ci sono dei passi necessari per ottenere una corretta e funzionale installazione di Ubuntu:

  1. Sul sistema sono installati più di 256 MB di RAM?
    Sì → procedete con la seguente domanda
    NO → è necessario installare una versione Alternate di ubuntu, che consente di poterlo utilizzare con meno di 256 MB di RAM.
  2. Il restante hardware a disposizione è di fattura recente (per recente si intende con massimo 5-6 anni di vita)?
    Sì → procedete con la seguente domanda
    NO → in questo caso è consigliato l’utilizzo di un ambiente grafico più leggero, come Xfce presente su Xubuntu
  3. Il sistema posside più di 1- 1,5 GB di RAM?
    Sì → procedete con la seguente domanda
    NO → al momento dell’installazione , ricordatevi di creare uno spazio di swap da 1-2 GB che servirà da appoggio all’insufficiente RAM per un utilizzo scorrevole.
  4. Ubuntu sarà installato su un disco intero (A) o su una partizione all’interno di esso(B)?
    A → saltate la prossima domanda
    B → procedete con la seguente domanda
  5. La partizione che ospiterà ubuntu ha bisogno di essere modificata aumentandone o diminuendone la sua capacità?
    Sì → dalla modalità live eseguite il gestore di partizioni gparted (vedi in seguito nella guida) ed applicate le modifiche alla partizione
    NO → avviate direttamente l’installazione

Per prima cosa accediamo al sito ufficiale di Ubuntu Italia e scarichiamo l’immagine ISO, masterizziamola su un CD e, dopo aver impostato sul bios il lettore CD come prima periferica di boot, inseriamo il CD e riavviamo.
Dopo qualche secondo ci troveremo davanti una schermata simile:

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Premiamo un tasto per entrare nel menù della scelta della lingua, altrimenti il sistema partirà in modalità live in lingua inglese.

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Dopodichè selezioniamo l’italiano come lingua e scegliamo dal menù principale “Prova ubuntu senza installarlo” ed attendiamo il caricamento della schermata principale di ubuntu; questa scelta permette di avviare un vero e prorpio sistema operativo direttamente da CD. Un sistema operativo scritto ed utilizzabile da CD viene detto “Live CD” e con il termine “far partire da live CD” o “in modalità live” si intende selezionare appunto questa voce.

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Le altre voci eseguono i seguenti comandi:

  •  Installa Ubuntu: fa partire direttamente l’installatore del software senza passare per la schermata principale del sistema
  • Controlla difetti sul disco: esegue un check del CD per verificare per sia stato masterizzato correttamente senza errori e che tutto il software necessario sia presente, in questo modo vi risprmierete un’installazione interrotta a metà per la mancanza di qualche pacchetto
  • Test della memoria: esegue una diagnosi della moemoria RAM installata nel computer attraverso il software Memtest86+, utile per evitare interruzioni di installazione a causa di crash della memoria
  • Boot dal primo disco rigido: fa partire il sistema dall’hard disk, come se non fosse stato inserito il CD.

Ed eccoci finalmente arrivati sul Desktop di Ubuntu! 🙂

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La scelta di avviare il sistema da live anzichè installarlo direttamente, vi conserirà di utilizzare il software per la modifica delle partizioni chiamato Gparted: il gestore delle partizioni contenuto nell’installatore infatti ha meno funzioni rispetto a gparted, tra queste la riduzione delle partizioni. Oltretutto avviare il sitema da live vi consentirà di installare direttamente i pacchetti per la lingua italiana, cosa che altrimenti avremmo dovuto fare una volta riavviato il sistema.

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Avviamo l’installazione cliccando su “installa” e rispondendo a semplici domande, come l’ubicazione con il fuso orario ed il layout della tastiera.

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Successivamente arriveremo al gestore delle partizioni, nel quale protremo scegliere dove installare ubuntu; prima di procedere, è necassario precisare alcune cose:
Ubuntu consente di posizionare i file di sistema e dell’utente su diverse partizioni, in modo che nel caso in cui fosse necessario ripristinare una determinata zona del sistema, si modificheranno solamente i file presenti su quella partizione, mentre i file dell’utente o di un’ altra parte del sistema rimarranno intatti.
A tal propososito, ecco un breve riassunto delle diverse partizioni che si possono creare (dette più correttamente “punti di mount”):

  • “/” la partizione principale che racchiude tutti i file di sistema, è chiamata “root” che significa appunto “radice”
  • “/home” contiene i dati dell’utente ed i file nascosti di configurazione dei programmi (visualizzabili premendo ctrl + h)
  • “/temp” in questa cartella vengono immessi tutti i file temporanei di una certa applicaizone in uso
  • “/boot” l’area dove risiede il boot loader”
  • “/usr” area dedicata ai programmi e librerie installate di default
  • “/var” la cartella di miscellanea dove vengono messi tutti i file che non trovano altro posto
  • “/srv” cartella dedicata ai server installati (esempio: server di stampa)
  • “/opt” pacchetti software aggiuntivi (esempio: Firefox)
  • “/usr/local” area dove risiedono tutti i software installati manualmente

Per un utente classico può andare bene l’accoppiata “/” più “/home”, in questo modo se si dovesse reinstallare nuovamente il sistema operativo o installare una sua versione successiva, non ci sarà più bisogno del backup dei dati dell’utente, perchè le modifiche verranno apportate solo alla partizione “/”.

Nel caso in cui voleste creare partizioni anche per le altre cartelle, tenete presente che tutta la root di ubuntu, con tutti i software installati di default, occupa all’incirca 3- 4 GB (pochissimo vero?), quindi non create partizioni enormi perchè tanto non verrano mai saturate.

Per creare una partizione da un disco vergine, prima selezioniamo “specifica manualmente le partizioni (avanzato)”.

Notate che dalla versione 11.04, al momento dell’aggiornamento del sistema operativo, verrà riconosciuta, se presente, una versione di ubuntu precedentemente installata sul disco e sarà possibile eseguire automaticamente l’aggiornamento alla nuova versione senza perdere dati personali. Tuttavia, io consiglio sempre di reinstallare tutto il sistema da zero, per evitare la possibilità di conflitti con i files delle varie versioni. Per far ciò cliccate su “altro” che vi porterà al gestore di partizioni avanzato.

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Dopo creiamo una nuova tabella delle partizioni.

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Adesso aggiungiamo una nuova partizione cliccando su aggiungi. Se la partizione in questione conterrà il sistema operativo, faremo in modo che sia di tipo primario, altrimenti se si tratta di un area per i dati metteremo il tipo logico.
Nel campo “punto di mount” selezionate il tipo appropriato, mentre nel campo “usare come”, scegliete sempre il file system EXT4 se si tratta di partizioni del sistema.
Attenzione! Se state installando una versione di ubuntu precedente alla 9.10, scegliete solamente un file system EXT2 o EXT3, in quanto integrano un kernel che in caso di mancanza di corrente, potrebbero ridurre ogni file presente sulla partizione formattata in EXT4 alle dimensioni di 0 byte!

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Nel caso in cui si trattasse di uno spazio di swap, scegliete “spazio di swap” (non fate caso al numerone che ho messo nel campo della dimensione).

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Quando siete pronti, cliccate su avanti ed attendete il completamento della creazione delle partizioni.

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Vi verrà mostrata una finestra che vi ricorda di creare una partizione per lo spazio di swap, in caso in cui la vostra macchina non opsitasse più di un GB di RAM.

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Ora inserite il vostro nome e quello da utilizzare per l’accesso al pc, la vostra parola chive indispensabile per poter installare ed aggiornare software ed infine il nome del computer.
Potete anche scegliere se accedere automaticamente, accedere previo inserimento del nome utente e password od anche utilizzare la password per accedere al sistema operativo ed alla home.
Vi verrà poi mostrata una finestra riassuntiva dell’operazioni che verranno eseguite.

Nella scheda “avanzato” potete scegliere dove e se installare il boot loader e l’eventuale porta di rete, nel caso utilizzaste un proxy (il boot loader cioè è il software che consente di avviare ubuntu tramite menù a scelta dopo la schermata del POST del pc, nel caso in cui venga installato su una macchina dove c’è windows, esso sovrascriverà il Master Boot Record; il boot loader può non essere installato nelle macchine in cui c’è già una distribuzione linux, in tal caso è sufficiente aggiungere delle righe di codice al file allegato al boot loader per far comparire il sistema ubuntu nel menù di scelta all’avvio. Nel caso in cui il boot loader non venga installato, dovrà essere installato a parte, consiglio quindi vivamente di installarlo, lasciando in conclusione la scheda “avanzato” con i valori di default).

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Dopo aver cliccato su avanti attendete il completamento dell’installazione, nell’attesa potete provare il nuovo sistema operativo o intrattenervi con un solitario lol.

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Quando l’installazione sarà completata, potete scegliere se riavviare ed utilizzare Ubuntu o continuare ad utilizzare la live CD e finire i vostri lavori(ricordatevi che essendo un live CD i dati vengono immagazzinati nella ram, che allo spegnersi del pc cancella tutti i dati in essa scritti, salvate quindi il vostro lavoro su un supporto rigido).

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Dopo aver riavviato, togliete il cd e premte invio, adesso siete pronti a godervi la vostra prima distribuzione GNU/Linux.

Buon divertimento col vostro nuovo sistema operativo!