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Regolare la Velocità delle Ventole

Introduzione

La guida spiega i vari metodi per regolare la velocità delle ventole del PC, per ottenere il giusto compromesso tra una adeguata ventilazione e un livello di rumore ridotto al minimo. La scelta di un metodo piuttosto che un’altro è dovuto alle varie esigenze che possono essere di costo, di praticità, di versatilità o di estetica.

Velocità minima di una ventola

Riducendo la velocità di una ventola sotto una certa tensione, è possibile che si fermi o non si avvii, perchè alimentata a tensioni non di specifica, questo è sicuramente da evitare per non compromettere l’integrità della ventola o il raffreddamento del PC. Normalmente le ventole che partono già da velocità ridotte tendono a fermarsi prima di altre in percentuale, questa percentuale è compresa tra un 5% e un 75% di velocità nominale. Dopo aver applicato uno di questi metodi è bene quindi controllare che la ventola funzioni correttamente.

Rheobus analogici attivi

Un metodo pratico per regolare i giri delle ventole avviene tramite utilizzo di rheobus analogici. In pratica sono dei pannelli con installati dei reostati o degli interruttori, come il pratico Zalman ZM-MFC1 dotato di 4 potenziometri e 2 inerruttori switch. Questi potenziometri regolano ad una tensione che va circa da 5 a 12 Volt, indipendentemente dalla ventola montata (per questo definiamoli “attivi”), mentre i due interruttori switch permettono di variare la tensione a 12 Volt, a 5 Volt e 0 Volt.

Ogni regolatore regge una ventola da 7 Watt. Possiede anche 2 cavi di alimentazione a 3 pin e altri 2 (fatti a V) per monitorare la velocità delle ventole.

Prezzo intorno ai 25 Euro.

Rheobus digitali

Rheobus digitali o pannelli multifunzione in generale, per poter controllare e monitorare ventole e temperature. Un prodotto ben riuscito è lo Scythe Kama Meter con un prezzo intorno ai 45 Euro.

kamameterfront2mp1

Problema Ronzio

E’ stato riscontrato su alcuni rheobus, delle incompatibilità con alcune ventole, generando tichettii o ronzii elettrici.

Metodo del Downvolt

Nei connettori molex da 4 pin abbiamo diverse tensioni, in particolare il giallo è la linea da 12 Volt, il rosso è la linea da 5 Volt, mentre il nero è la massa cioè 0 Volt. Collegando una ventola alle diverse linee otteniamo differenti tensioni di alimentazione.

Le ventole, che normalmente sono alimentate a 12V possono quindi essere alimentate, a seconda di come sono invertiti i fili, a 7V o a 5V.

ATTENZIONE! Per evitare danni ai componenti interni del computer non collegare mai in coda ad un’eventuale molex da 4 pin modificato altri componenti come hard disk e altre periferiche, che verrebbero danneggiati. Occhio quindi a downvoltare solamente le ventoline e non altri componenti del computer. Per qualsiasi dubbio meglio chiedere oppure utilizzare altri metodi indicati in seguito.

NOTA Per ottenere una soluzione più pulita e più sicura vendono dei cavetti per il downvolt da 12 a 7 Volt e da 12 a 5 Volt, predisposti per le ventole del PC.

Calcolo delle specifiche di una ventola

Normalmente, nelle specifiche tecniche di una ventolina vengono forniti la corrente di Input (in Ampere) o la potenza di Input (consumo in Watt), che si riferiscono alla tensione di 12 Volt.

Se ho la corrente di Input posso risalire a P e R (in Ohm).

Corrente Input = I

Potenza Input = P = 12 * I
Resistenza = R = 12 / I

Se ho la potenza di Input posso risalire a I e R.

Potenza Input = P

Corrente Input = P / 12
Resistenza = 144 / P

Potenziometri

Un metodo molto semplice per diminuire i giri delle ventole è tramite potenziometri. Il potenziometro deve essere collegato in serie su una delle due linee che alimentano la ventola (o le ventole). Attenzione a saldare bene con dello stagno i vari collegamenti e di isolare sempre i cavi scoperti con dei tubi termorestringenti per evitare corto circuiti. In foto dei semplici potenziometri che possono essere trovati in un negozio di elettronica o di modding.

Il potenziometro ha 3 terminali, i due fili di alimentazione vanno collegati al terminale centrale e ad uno dei due esterno.

ATTENZIONE! Assicuratevi che il potenziometro sia dimensionato in base a quali e quante ventole saranno montate. Nel paragrafo che segue vengono fornite le formule per dimensionare il potenziometro come potenza e come resistenza a seconda di quali e quante ventole vengono montate.

Normalmente un potenziometro da 4 Watt e da 100 Ohm è dimensionato bene per la maggior parte delle ventole in commercio (non tutte però).

Dimensionamento del potenziometro

Per dimensionare un potenziometro, in modo tale che regga il carico di una o più ventole (montate in parallelo) si possono utilizzare queste comode formule.

Nota: le formule sono calcolate considerando il caso peggiore, e cioè che la massima resistenza del potenziometro sia maggiore o uguale alla resistenza della ventola.

Pp > (P1 + P2 + … + Pn ) * Cs / 4

Pp > (I1 + I2 + … + In ) * Cs * 3

con:

Pp = Potenza supportata dal potenziometro
P1 = Potenza assorbita dalla ventola 1
P2 = Potenza assorbita dalla ventola 2
Pn = Potenza assorbita dalla ventola n-esima
I1 = Corrente di Input della ventola 1
I2 = Corrente di Input della ventola 2
In = Corrente di Input della ventola n-esima
Cs = 1,25 = coefficiente di sicurezza

Esempio: devo dimensionare un potenziometro che regga 2 ventole da 6,4 Watt ciascuna, mi serve un potenziometro da 4 Watt.

Pp = (6,4 + 6,4) * 1,25 / 4 = 4 Watt

Al contrario un potenziometro da 4 Watt regge in sicurezza fino a 12,8 Watt di ventole, quindi una singola ventola da 12,8 Watt o due ventole da 6,4 Watt montate in parallelo ad esempio oppure, facendo i conti con le correnti, due ventole da 0,53 Ampere o tre ventole da 0,35 Ampere ad esempio, sempre in parallello.

Per comodità chiamo:

Pmax = P1 + P2 + … + Pn
Imax = I1 + 12 + … + In

quindi ricapitolando:

Pp = 0,25 Watt => Pmax = 0,8 Watt => Imax = 0,066 Ampere
Pp = 0,5 Watt => Pmax = 1,6 Watt => Imax = 0,13 Ampere
Pp = 0,75 Watt => Pmax = 2,4 Watt => Imax = 0,2 Ampere
Pp = 1 Watt => Pmax = 3,2 Watt => Imax = 0,26 Ampere
Pp = 2 Watt => Pmax = 6,4 Watt => Imax = 0,53 Ampere
Pp = 4 Watt => Pmax = 12,8 Watt => Imax = 1,06 Ampere

Grafici relativi a un potenziometro da 100 Ohm, in funzione di varie ventole utilizzate:

potenziometro-ventola-pc

Per il calcolo esatto della resistenza da applicare invece leggere il paragrafo che segue.

Resistori

Si installano allo stesso modo dei potenziometri, cioè basta collegarli in serie su uno dei 2 fili che alimentano la ventola cioè il rosso o il nero (in alcuni casi saranno rosso e blu).

res2db7

Questa formula molto semplice vi permetterà di calcolare quanta resistenza sia necessaria a seconda se conoscete la corrente o la potenza di Input della ventola oppure la resistenza della ventola:

Rr = R / Vp – R

Rr = ( 12 / I ) / Vp – ( 12 / I )

Rr = ( 144 / P ) / Vp – (144 / P )

Rr = Resistenza da applicare
R = Resistenza della ventola

I = Corrente Input della ventola
P = Potenza della ventola
Vp = Velocità della ventola dopo aver applicato la resistenza, in percentuale

Esempio: per ridurre la velocità al 50% (Vp = 0,5) supponendo I = 0,25 Ampere che corrisponde a R = 48 Ohm:

Rr = 48 / 0,5 – 48 = 48 Ohm

Per ridurre la velocità al 30% (Vp = 0,3) la resistenza sara:

Rr = 48 / 0,3 – 48 = 112 ohm

Nota 1: Anche per le resistenze, come per i potenziometri, bisogna dimensionarle in modo tale che la ventola parta e non si fermi a causa della bassa tensione di alimentazione.

Nota 2: la potenza assorbita dal resistore si può calcolare con P = R * I ^ 2

Termistori

I termistori si applicano come i resistori, ma hanno la particolarità di variare la resistenza in funzione della temperatura. Nei termistori NTC in particolare, la resistenza diminuisce con l’aumentare della temperatura. In figura un andamento tipico.

Tra le caratteristiche del termistore, il valore di resistenza e la costante B, che determina la sensibilità ad una certa temperatura.

Nel nostro campo si possono scegliere termistori con queste caratteristiche:

Resistenza: 22, 33, 47, 68, 100, 150 Ohm
Costante B: 3100K, 3250K

La resistenza è riferita a una temperatura di 25 °C, che va all’incirca a dimezzarsi a 40 °C.

Quindi ad esempio un termistore NTC da 100 Ohm e costante B pari a 3250K oppone una resistenza elettrica di 100 Ohm a 25 °C e di circa 50 Ohm a 40 °C.

Interruttori Switch

Gli interruttori switch (o miniswitch), possono regolare le ventoline a vari voltaggi seguendo lo stesso principio del downvolt delle ventole. Possono essere a 2 o a 3 posizioni, sono sostanzialmente uguali, cambia solamente che nello switch a 3 posizioni c’è anche la posizione centrale che apre il circuito (Off).

Grazie a questo accessorio è possibile alimentare le ventole con due tensioni differenti e poi abbiamo la posizione di Off. A seconda dello schema utilizzato possiamo ottenere queste posizioni:

12 Volt – Off – 7 Volt
12 Volt – Off – 5 Volt
7 Volt – Off – 5 Volt

Sui due pin centrali vanno collegati i fili della ventola, mentre sugli altri pin le tensioni di alimentazione a due a due.

Qui di seguito, lo schema elettrico per downvoltare a 5 Volt tramite Switch, e una foto esplicativa.
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Metodi di regolazione misti, metodi economici, commenti ed esempi

Come abbiamo visto esistono vari metodi per regolare le ventole, più o meno pratici e più o meno economici, in base alle varie esigenze. Le soluzioni sono personalizzabili con vari schemi elettrici, utilizzando in serie o in parallelo uno o più metodi indicati sopra. Ad esempio possiamo applicare in serie un potenziometro e un resistore a un interruttore switch, o un potenziometro in parallelo a un resistore, un potenziometro in seguito ad un downvolt, eccetera.

Il metodo del downvolt è molto rapido e facile da applicare, ma per fare un sistema pulito vanno invertiti solamente i cavi della ventola o degli adattatori oppure si possono utilizzare dei cavetti appositi del costo di pochi Euro l’uno. Meglio evitare di invertire i cavi dell’alimentatore se non si è molto pratici.

Se avete dimestichezza con saldatore e stagno, si può ottenere un sistema pulito, versatile ed economico. Utilizzando un potenziometro ed eventualmente uno o più resistori. Andando su componenti economici si trovano ad esempio dei resistori da 0,25 Watt a 5 centesimi l’uno e potenziometri da 0,5 Watt a 1-2 Euro. Queste potenze sono un po’ al limite e non sono adatte per tutte le ventole, quindi si possono ad esempio collegare in serie al potenziometro uno o più resistori, per distribuire il carico e quindi la dissipazione termica. Le saldature e i resistori vanno ricoperti con della guaina termorestringente.

Applicando due potenziometri in parallelo o un potenziometro e un resistore sempre in parallelo, è possibile variare la resistenza a vostro piacimento, anche con un range molto contenuto, dimensionando opportunamente in base alla ventola scelta.

Gli interruttori Switch offrono una soluzione molto utile per alcune esigenze. Ad esempio potreste utilizzare uno o più interruttori 12-0-5 Volt per variare la velocità di una o più ventole in base all’utilizzo, in modalità rispettivamente cool-silent-quiet.

Infine la scelta di un pannello multifunzione o di un metodo rispetto ad un’altro può dipendere anche da scelte estetiche e di funzionalità.

Velocità costante o variabile?

A seconda dei gusti c’è chi preferisce che le ventole rimangano fisse ad un certo numero di giri, perchè la variazione di velocità può essere percepita come rumore non gradito. C’è invece chi preferisce un controllo dinamico, in base alle temperature di esercizio. Ogni soluzione può essere valida a seconda delle esigenze.

Scegliere il giusto compromesso tra performance e rumore

E’ importante che tutti i componenti elettronici e meccanici operino a temperature adeguate. Alla lunga infatti un componente che lavora costantemente a temperature alte dura di meno di un componente più fresco. C’è anche da tenere conto che i sensori di temperatura situati all’interno di un PC possono essere imprecisi o sballati ed è sempre bene tenersi sotto con le temperature con un certo margine, grossomodo 5-10 °C in meno rispetto alle specifiche dichiarate dal costruttore.

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Standard Televisivi / formati HDTV e altri / HD Ready e HDCP

Formati Standard

Alcuni formati di diffusione tipici. I pixel in formato PAL e NTSC non sono quadrati come per i comuni monitor LCD bensì rettangolari con rapporti Y:X rispettivamente di 1,094:1 e 0,9116:1

Standard. – Risoluzione…… – Pixel Ratio – Tot Area Ratio – Aspect Ratio
D1/DV PAL – .720 x .576 pixel – .128 : 117. – .160 : 117…. – .4 : 3
DV NTSC.. – .720 x .480 pixel – 4320 : 4739 – 6480 : 4739… – .4 : 3
HD 720… – 1280 x .720 pixel – …1 : 1… – …1 : 1…… – 16 : 9
HD 1080.. – 1920 x 1080 pixel – …1 : 1… – …1 : 1…… – 16 : 9

Diffusione degli standard televisivi NTSC, PAL e SECAM

550px-ntsc-pal-secam

Monitor LCD

Esempi di formati di monitor LCD

Risoluzione…… – Aspect Ratio – Pixel Ratio
1024 x .768 pixel – .4 : 3…… – 1 : 1
1280 x .720 pixel – 16 : 9…… – 1 : 1
1280 x .800 pixel – 16 : 10….. – 1 : 1
1280 x .960 pixel – .4 : 3…… – 1 : 1
1280 x 1024 pixel – .5 : 4…… – 1 : 1
1366 x .768 pixel – 16 : 9…… – 1 : 1
1400 x 1050 pixel – .4 : 3…… – 1 : 1
1440 x 1080 pixel – .4 : 3…… – 1 : 1
1440 x .900 pixel – 16 : 10….. – 1 : 1
1600 x 1200 pixel – .4 : 3…… – 1 : 1
1680 x 1050 pixel – 16 : 10….. – 1 : 1
1920 x 1200 pixel – 16 : 10….. – 1 : 1
1920 x 1080 pixel – 16 : 9…… – 1 : 1

Formati Film

Esempi

Risoluzione…… – Film Ratio – Pixel Ratio – Total Aspect Ratio
1920 x .800 pixel – 2,40 : 1.. – …1 : 1… – 16 : 9
1280 x .536 pixel – 2,40 : 1.. – …1 : 1… – 16 : 9
1280 x .528 pixel – 2,40 : 1.. – …1 : 1… – 16 : 9
1920 x .816 pixel – 2,35 : 1.. – …1 : 1… – 16 : 9
1280 x .544 pixel – 2,35 : 1.. – …1 : 1… – 16 : 9
1920 x 1040 pixel – 1,85 : 1.. – …1 : 1… – 16 : 9
1280 x .688 pixel – 1,85 : 1.. – …1 : 1… – 16 : 9
1920 x 1080 pixel – ..16 : 9.. – …1 : 1… – 16 : 9
1280 x .720 pixel – ..16 : 9.. – …1 : 1… – 16 : 9
.720 x .576 pixel – 1,37 : 1.. – .128 : 117. – .4 : 3
.704 x .576 pixel – 1,34 : 1.. – .128 : 117. – .4 : 3
.720 x .480 pixel – 1,37 : 1.. – 4320 : 4739 – .4 : 3

Formati Televisivi

Aspect Ratio
.4:3 (1,333:1)
14:9 (1,556:1)
16:9 (1,778:1)

Standard Italiani

PAL B, PAL G, DVB-T, IPTV, DVB-S, DVB-S2, …

DVB-T (digitale terrestre)
DVB-S (digitale satellite)
Digitale HD 720 = 1280 x 720 pixel progressivo
Digitale HD 1080 = 1920 x 1080 pixel interlacciato

Film Encoding

H.264 / WVC1 / MPEG2 / XVID / DIVX

HDTV (High Definition TV)

Risoluzione

– 720p
1280 x 720 pixel (progressivo)

– 1080i
1920 x 1080 pixel (interlacciato)

– 1080p
1920 x 1080 pixel (progressivo)

HD Ready e HDCP

Per essere HD Ready un televisore LCD deve avere queste caratteristiche:

– Risoluzione minima di 1280 x 720 (progressivo) o di 1920 x 1080 (interlacciato) a 50 e 60 Hz
– Ingressi Video DVI (digitale) + component audio (analogico) oppure HDMI (High Definition Multimedia Interface) (digitale + analogico)
– Supporto per l’HDCP (High-bandwidth Digital Content Protection)

HDPC è un sistema di crittazione di materiale in alta definizione: al contrario del famoso CSS (cioè il sistema di protezione dei contenuti dei dvd), tutta l’intera catena hardware deve essere compatibile con quest’ultimo per consentire la visione del film in HD. E’ anche un sistema di protezione contro la pirateria sviluppato da Intel.

Un LCD/plasma HDready è intrinsecamente dotato di sistema HDPC, quindi si ha a priori la garanzia che sarà compatibile coi lettori blu-ray o hd-dvd (che andranno a sostituire il dvd).

La codifica HDPC è però attivata solo se la sorgente (ad es. il lettore blu-ray) la “richiede”. Quindi è tranquillamente possibile pilotare un LCD HDready con un computer privo del chip di decodfica HDPC.

Tale chip risiederà in un futuro nelle schede grafiche. Ne esistono già alcune che ne sono dotate. Cito a caso:

1. e-GeForce 7900 GTX 512MB RoHS w/HDCP

2. e-GeForce 7950 GX2

3. Sapphire X1600Pro HDMI

A cosa serve avere una scheda video col chip HDPC? Per riprodurre sul vostro display hdready (non basta che sia ad alta risoluzione) un film letto da un lettore Blu-ray o HD-DvD.

Tabella Formati Video

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NTSC: National Television Standards Committee
PAL: Phase Alteration Line
SECAM: Systeme Electronic pour Couleur Avec Memoire
XGA: eXtended Graphics Array
SDTV: Standard Definition TV (NTSC, PAL/SECAM)
EDTV: Enhanced Definition TV
HDTV: High Definition TV

Supporti, risoluzioni e compressioni

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Sicurezza Internet e Programmi di Protezione

sicurezza-pcREGOLE PRINCIPALI

Le cinque regole principali per proteggere un PC da attacchi e virus sono:

  • Utilizzo di una password per tutti gli account utente che hanno poteri di amministrazione (sia account amministratore che quello administrator)
  • Un sistema operativo supportato e aggiornato
  • Un buon antivirus aggiornato
  • Un antispyware aggiornato
  • Un firewall

BUONI CONSIGLI

Altri buoni consigli sono:

  • Evitare di navigare siti poco attendibili
  • Non scaricare ed eseguire file sospetti e/o non attendibili
  • Non utilizzate Outolook se non protetto in tempo reale, e in generale utilizzare caselle email protette da filtri antivirus e antispam
  • Pulizia periodica (o ai primi sintomi di rallentamento) con strumenti di rimozione degli spyware, della cache e dei programmi scaricati
  • Qualche scansione con antivirus-on-line ogni tanto non guasta

Qui di seguito una lista di antivirus, antispyware, firewall e strumenti di rimozione, utili per mantenere il PC in “buona salute”.

Normalmente ne basta uno per tipo (un solo antivirus, un solo antispyware, etc), anche perchè alcuni di essi possono entrare in conflitto tra di loro.

Spybot e Spyware Blaster possono essere utilizzati contemporaneamente senza problemi.

ANTISPYWARE

– Spybot S&D
E’ un programma di protezione e in parte di rimozione di spyware.
– Ad-aware
– Spyware Blaster
Programma di protezione da spyware in tempo reale e inoltre non consente la navigazione su siti pericolosi in grado di veicolare minacce. Non va in conflitto con S&D.
– Ewido
– Spyware Doctor
– A-Squared

PROGRAMMI DI PULIZIA

– CCleaner: Pulizia della cache di internet, dei programmi scaricati e del registro.
– Atf cleaner: simile a ccleaner ma non richiede installazione.

FIREWALL

Utilizzate un Firewall, possibilmente fisico (un modem-router molto spesso ha un firewall fisico incluso), in alternativa un firewall sofware offre comunque una “buona” protezione. Qui di seguito una lista di firewall software.

  • Sygate
  • Kerio
  • ZoneAlarm
  • Outpost
  • Comodo
  • Online armor
  • PCTools Firewall Plus
  • Private firewall

Per ulteriori approfondimenti alla scelta del firewall ideale potete chiedere al vostro provider di fiducia.

ANTIVIRUS

  • Norton Antivirus
  • Panda Antivirus Platinum
  • Nod32
  • Mcafee VirusScan
  • Kaspersky Internet Security (Antivirus + Firewall + Antispyware)
  • Avast Antivirus
  • AntiVir
  • AVG

Rimozione Virus dal programma di ripristino

Rimozione Virus dal programma di ripristino, nelle directory del tipo:
C:\System Volume Information\_restore…

Effettuare le seguenti operazioni:
Click Destro su Risorse del Computer > Proprietà > Ripristino configurazione di sistema > mettere la spunta su Disattiva Ripristino configurazione di sistema su tutte le unità > Applica > togliere la spunta su Disattiva Ripristino configurazione di sistema su tutte le unità > Applica

 

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Consumi Schede Video

In questa tabella, sono riportati i consumi di tutte le schede video interessanti per uso gaming, a singola GPU (esclusa la HD5970), nel periodo compreso tra dicembre 2010 e inizio aprile 2011, quindi facciamo questa analisi basandoci su schee video non più recenti, ma che per queste considerazioni andranno più che bene.

Nelle righe della tabella abbiamo le VGA di riferimento per ogni singola GPU, più altri test effettuati su prodotti specifici, per confrontare i consumi in Idle con Windows 7, in ambito 2D durante la lettura di un Blu Ray ed in ambito 3D con il gioco Crysis. Infine ho riportato dei test effettuati con lo stress test OCCT per le VGA.

Ho inserito anche qualche informazione sulle prestazioni in ambito giochi, riportando un test di StarCraft 2 che richiede ancora oggi parecchia potenza grafica a dettagli e risoluzioni elevati e il noto benchmark del 3DMark.

Per consumo si intende il solo consumo della VGA, escludendo tutto il resto del PC, quindi escludendo scheda madre, CPU e tutte le altre periferiche.

vga-consumo-apr-2011

CONSIDERAZIONI

In Idle, leschede video Ati e le nuove nVidia, si comportano meglio delle serie precedenti, riportando valori compresi da 10 a 30 Watt. Sebbene abbia notato per il modello HD 6850 alcuni valori discordanti in più di un test. La VGA e il test di riferimento per X bit, rimane un consumo di 11 Watt, ma probabilmente non è un valore assoluto e varia da modello a modello. Ho trovato anche altri valori dubbi, che ho riportato con un “n/a”.

Ho inserito nella tabella alcuni test su modelli specifici, oltre alle VGA scelte come riferimento da X bit, per evidenziare il fatto che il consumo dipende anche dal brand della VGA, quindi può variare anche a parità di chip grafico e non di poco.

Un altra cosa che si nota è il consumo elevatissimo delle VGA di fascia alta-estrema, arrivando a superare anche i 200 Watt di consumo.

Le schede di fascia medio-alta e alta di quel periodo, con un consumo di picco di 100-150 Watt circa, sono quelle che ho riportato in verde, in particolare le HD 6850 e 6870 (interessante anche la 6950) e le nVidia 550 e 560.

In questa fascia, per giocatori esigenti, queste schede sembravano essere le più indicate, prestando attenzione ai consumi.

Il consumo è direttamente responsabile del calore sviluppato dal sistema PC e di conseguenza è necessario un sistema di raffreddamento adeguato, potente ma allo stesso tempo silenzioso. E’ importante quindi puntare sempre su un buon case di partenza e un buon sistema in generale. Un dissipatore aftermarket per VGA, da sostituire a quello originale, è altamente consigliato oltre ovviamente ad un alimentatore ad elevata efficienza energetica.

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Alta fedeltà audio dal PC: parliamone

home-theaterHo deciso di scrivere questo articolo per discutere nell’ ambito di un computer, l’ ipotesi di ascoltare musica a buoni livelli utilizzando componentistica hardware adeguata.

L’idea mi è venuta leggendo una discussione su un altro sito.

Alcuni accenni riassuntivi:
Come alcuni sanno, il rumore di fondo e’ FONDAMENTALE che sia a livelli bassissimi per poter apprezzare ogni sfumatura musicale.
Pertanto e’ INDISPENSABILE avere una buona base di partenza:
un PC passivo o semi passivo con poche ventole da almeno 12cm tenute a velocita’ necessariamente inferiori a 1000rpm.
Cio’ che incide maggiormente sulla soglia di rumore minima sono in ordine di priorita’:

  • l’ alimentatore
  • la ventola della scheda video (se attiva)
  • la ventola della CPU
  • l’ HDD
  • il Case con un buon layout

Personalmente consiglierei prodotti blasonati.

Parliamo pero’ dell’ ipotesi di realizzare un PC Audiophile…
perche’ e’ questo l’ obbiettivo che mi sono posto in questoarticolo.

…Compratevi una playstation 4 e fate tutto via software !
Scherzo, lol.

Ad oggi si discute di adottare schede audio di buona fattura.
Pare che la tendenza Audiophile sia indirizzata verso le seguenti marche.
In primis:

  • Auzentech
  • M-Audio
  • Creative
  • Presonus
  • Asus

Volevo pero’ soffermarmi 3 brand…
In rete si dice che:

Auzentech:
X-Meridian 7.1 (pare sia il TOP in ambito esclusivamente audio)
X-Fi Prelude 7.1 (possiede il processore X-Fi Creative con Cristalyzer ma componentistica scelta)

M-Audio:
M-Audio Revolution 7.1 (pare sia ottima in ambito esclusivamente audio, ha convertitori che permettono l’ upsampling a 192Mhz, ma di qualita’ inferiore a Auzentech)

Creative:
X-Fi Fatal1ty (ideale per giochi, ma inferiore a Auzentech in quanto non adotta componentistica selezionata)

Alternative Audiophile:
Utilizzare l’ uscita ottica della scheda audio integrata per collegarci un convertitore esterno di ottima fattura (DAC)

Proporrei DAC stereo con correttore di Jitter:
N.B.: Vi ricordo che in un flusso audio PCM, il Jitter aumenta all’ aumentare dei Khz, pertanto bit di dati 24 o 32 con frequenze superiori a 48Khz e’ consigliabile adottare un DAC con correttore di Jitter come i seguenti:

  • Behringer Ultramatch Pro SRC-2496 (un vero best buy)
  • Northstar Model 192 (un po’ piu’ raffinato e musicale, ma molto piu’ caro)

Questi componenti possono sicuramente interfacciarsi ad un PC con segnali in PCM migliorando decisamente le performance sonore di musica su Hard Disk.

Alternativa: SintoAmplificatore home theatre, che ha il vantaggio di convertire segnali bitstream oltre che PCM, ma la qualita’ musicale e’ decisamente inferiore ad un DAC esterno.
In pratica meno emozione dall’ evento musicale.

  • Ne parleremo nel punto relativo alla amplificazione…

Ora:
con quali prodotti possiamo riprodurre il suono ?

Cuffie

Le sovraurali si suddividono in chiuse ed in aperte. Ovviamente il peso comincia a cambiare di brutto e dai grammi delle infraurali si può salire a svariati etti. Se al peso aggiungiamo lo strato gommoso-plasticoso che è l’essenza della filosofia di una cuffia chiusa (in un ambiente completamente isolato solo una piccola camera d’aria si frappone tra la membrana dello speaker ed il timpano dell’ascoltatore) si arriva a veri strumenti di tortura … da reggere a malapena per un Cd.
Filosofia diversa è quella delle cuffie cosidette aperte che non isolano dall’ambiente esterno, (pregio-difetto; infatti non si ha lo smarrimento di non sentire più l’esterno… ma si sente purtroppo l’esterno assieme alla musica) hanno i padiglioni ricoperti con spugnette morbide e traspiranti (provate una cuffia chiusa d’estate e poi apprezzerete le cuffie aperte!) e seppure alcune top di gamma vadano sugli etti di peso certamente hanno un certo confort che permette di … resistere per più di un Cd.

Per le cuffie sovraurali e circoaurali, le piu’ blasonate sono:

Sennheiser:
PX 100 (economicissime e performanti)
HD 600 e HD650 (i top di gamma, ma indicate se abbinate ad amplificazioni esterne)

AKG:
501 (buon prodotto)

Grado:
SR-60 (primo prezzo)
SR-125 (buon compromesso)
Rs-2 & Rs-1 (i top di gamma, pilotabili facilmente da qualsiasi uscita)

Per le cuffie Infraurali il discorso e’ un po’ differente.
Le infraurali son pesi piuma, (20-26gr) si introducono nell’orecchio e ci si isola dall’ambiente (il che è un pregio-difetto visto che si abbatte sino a -28db il rumore esterno) con adattatori in gomma-silicone di cui gli auricolari sono forniti. Sono pilotabili inoltre anche dai più comuni lettori portatili.
Il suono è dettagliatissimo sugli alti ma un pò carente sui bassi, o meglio i bassi sono da cercare … e da ricostruire con l’aiuto della memoria uditiva.
I marchi: Shure. Etymotic (celebratissime anche se sostanzialmente hanno solo due modelli) per arrivare alle Ultimate Ears dove ti mandano a casa una plastica con cui prendi il calco dei padiglioni delle orecchie e dopo una settimana che si rispediscono i calchi in fabbrica, si ricevono le cuffiette sagomate esattamente sui propri padiglioni uditivi. Prezzi dai 90 ai 200-300 Euro per arrivare agli oltre 900 Euro delle Ultimate.
Le si trova negli Apple-Shop o nei negozi sofisticati di strumenti musicali con il limite gravissimo che spesso non le si può ascoltare: primo perchè sono blisterate (e se apre il blister si distrugge la confezione) secondo perchè come non si può provare le mutande in boutique per ragioni igieniche … la cuffietta che penetra nel condotto uditivo .. ovviamente porta agli stessi problemi.

Modelli Infraurali consigliati ed organizzati in ordine indicativo di prezzo e di prestazioni:

  • Shure e2c
  • shure e3c
  • ultimate ears super.fi 3 studio
  • Etymotic ER-4P
  • Ultimate Ears Ultimate Ears Super.fi 5 Pro
  • Shure e4c
  • Shure E500/SE530

In pratica Shure e’ il produttore per antonomasia, un best buy potrebbe essere la Ultimate Ears, Etymotic si dice che sia un po’ troppo rivelatrice della catena audio a monte.

Amplificatori & diffusori già amplificati

  • Sonic Impact T-Amp (amplificatorino digitale miracoloso anche per il rapporto qualita’/prezzo) da abbinare possibilmente ad una alimentazione stabilizzata non switching da almeno 3A. Ogni altra soluzione è un ripiego che non gli rende giustizia.
  • Diffusori stereo amplificati molto buoni i R1900 Empire

Diffusori tradizionali:
Sto valutando l’ acquisto di uno di questi modelli (per ora):
Ovviamente questo mio elenco e’ 100% soggettivo, pertanto degustibus…

  • ProAC Response D15
  • Sonus Faber CONCERTO DOMUS
  • Klipsh RF-7
  • Focal JMLab 875
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L’Overclocking

overclock

1.0 -Avvertenze Generali-

La seguente guida è scritta a scopo puramente informativo.
Io, eXtenZilla e i suoi componenti non si assumono alcuna responsabilità dell’uso scorretto di qualsiasi materiale postato e presente in questo tutorial, di qualunque genere esso sia.
La guida è stata scritta prendendo come modello un pc con bios American Megatrends (Award), Scheda madre Asus ( P5gdc Deluxe ) e processore P4 540 (3.2 ghz).
Il gruppo non si assume nessuna responsabilità dei danni causati ai computer in caso di irresponsabile modifica dei parametri del bios. Per motivi o richieste particolari rivolgersi ad un professionista.

1.1 -Che cos’è l’overclock e considerazioni generali-

L’overclock è un metodo utilizzato sui pc per aumentare la frequenza di un componente ,oltre la frequenza impostata di default,per aumentarne le prestazioni.
Il problema per cui l’overclock non è molto applicato soprattutto tra gli utenti che utilizzano da poco il computer è che il processore overclockato tende a scaldarsi.

Quindi ripeto ancora:

Attenzione ad overclockare, fatelo con coscienza perché i processori sono molto delicati e si bruciano facilmente.
Consiglio di chiedere ad un esperto in caso non siate per niente sicuri.

Le caratteristiche essenziali da tenere conto per un processore sono queste:

1- Il bus, è la frequenza di comunicazione tra il sistema e il processore. Questa frequenza è uno dei valori fondamentali per l’overclock di un pc in quanto, moltiplicato per il “moltiplicatore” da la velocità di clock. Il bus moltiplicato a seconda del processore, nel nostro caso x4 è il valore del Front Side Bus (Fsb)

2- Il “moltiplicatore” è un fattore all’interno del processore di solito bloccato ( 16x per il processore preso in questione) che moltiplicato per il front side bus (Fsb) da la frequenza di clock. A volte per non alterare il sistema aumentando l’fsb, essendo il moltiplicatore bloccato, si compra un processore con moltiplicatore sbloccato, come gli Extreme Edition di Intel o gli FX di Amd.

3- Il Vcore ossia la tensione in Volt che riceve il processore. In media gira sui 1.4v ma cambia da computer a computer. Per sicurezza lasciatelo in Automatico se è in automatico.

Ci sarebbero tantissimi altri fattori da tenere d’occhio però per ora basiamoci sulle cose standard e di base.

Da qui abbiamo già la prima “ Formula dell’overclock”

Moltiplicatore x Bus = Frequenza di clock

Ma se mettiamo il caso che ( come è molto frequentemente ) il moltiplicatore è bloccato, ne consegue che per alzare la frequenza di clock bisogna aumentare il Bus.

2.0 -Configurazione della scheda-

Per configurare la scheda madre nei parametri da noi richiesti occorre entrare nel Bios.
Nel nostro caso per entrare nel Bios nella schermata iniziale bisogna premere Canc.

Comincerà a fare una specie di scanning dell’hardware e una volta completato siete nel Bios.

Qui potete vedere subito sopra dei sottomenù come Advanced, Boot..
Ed è proprio il primo che a noi interessa.
Con le frecce spostatevi su “ Advanced “ e quindi su Jumperfree Configuration.
Qui troviamo tutti i settagli del processore, solo che a volte sono configurati a funzionare in automatico.
Entriamo e se c’è selezionata la voce Auto premiamo invio e spostiamo su Manual.

Ora ci sarà accessibile il front side bus.
Nel nostro caso il bus è di 200mhz.

Infatti 200×16 (moltiplicatore) = 3200mhz

Ora siccome il processore boxed tende a scaldare molto alziamo di poco, di 10 mhz il bus. Quindi al posto di 200mhz digitiamo 210 che dovrebbe dare una frequenza pari a 3400mhz circa.
Ora se avete il Vcore da impostare manualmente bisogna alzarlo di pochissimo, se è a 1.305 lo alziamo fino a 1.310 o 1.320
La cosa migliore da fare è lasciare che sia settato dal pc in automatico e non dovreste avere alcun problema.

Fatto questo salviamo con F10 il Bios e attendiamo che il pc si riavvii.

2.1-Fix schede PCI e ram-

Un altro problema dell’overclock è che alzando il bus aumenta la frequenza di tutto il sistema… quindi sul valore PCI express frequency in jumperfree… o simile… non potete sbagliare, mettiamolo a 100 così non c’è il rischio di bruciare la scheda video.. (sempre se è pci express ). Nel caso aveste delle pci bisogna impostare la frequenza a 33mhz (meglio informarsi, non sono sicuro).
Il valore non è presente su questa scheda, quindi vi consiglio di chiedere consigli su siti i esperti o ad amici per informazioni.
Per le ram, sempre su jumperfree andate alla voce Dram frequency e settatele alla velocità in cui le vostre ram lavorano. alzando il bus aumentano pure le ram, quindi se la velocità di lavoro risulta troppo elevata per le ram, talvolta dobbiamo downcloclarle.. come nel mio caso. Da 533mhz le portiamo a 400mhz.. alzando il bus ci troveremo delle ram a 480mhz.. ma almeno non avremo il rischio di bruciarle.

2.2-Test Stabilità e conclusioni-

Alla fine di ogni overclock dovete assivurarvi che il vostro PC sia Rock Solid, cioè che la sua stabilità sia solida come una roccia, per fare ciò vi occorrono dei programmi free facilmente reperibili dal WEB, sono:

Prime95: fatelo andare per 3/4 ore, anche una notte che è meglio, attraverso complicati calcoli sforza al max il processore

SuperPI 32 mb: Questo programma va eseguito e lasciato andare, scegliete le caratteristiche a 32 mb e poi aspettate, se il sistema riesce a superare questo duro test e anche quello precedente il vostro PC sarà rock solid. Se non vi sentite ancora sicuri potete usare OCCT test che testa anch’esso la stabilità.

Se durante questi test il sistema crasha le cause possono essere varie:
Temperature elevate, il grosso problema dell’overclock, se le temperature sono molto più alte rispetto a quando il sistema non era overclockato dovete pensare seriamente di rinunciare o di cambiare dissipatore con uno più efficente.

Per avere dei riferimenti sulle temperature sia in Idle (riposo) che in full (uso) dovete usare o un programma dato in dotazione con la vostra scheda madre o programmi tipo Everest. Dovete confrontare i rilevamenti di idle e full prima e dopo l’overclock.

Altro fenomeno che provoca instabilità è il basso voltaggio alla cpu, ram, chipset o del FSB, potrete aumentarlo lievemente fino ad oteenere la stabilità.
Cominciate con aumentare quello della CPU, a passi di 0.5v, nel caso delle ram l’overvolt non è necessario se non avete fatto aumentare di frequenza pure quelle.

L’instabilità può essere dovuta anche al sistema, cioè, il vostro sistema oltre non può andare a causa del chipset o delle ram che non permettono grandi incrementi, se per le ram che non possono dalire di frequenza basta semplicemente impostarle manualmente a un clock più basso o sostituirle, per il chipset invece dovrete o accontentarvi di quello che può dare o cambiare scheda madre.

Conclusioni

Per fare overclock dovete avere almeno un po’ di esperienza in campo informatico, il rischio è di rimetterci il sistema completamente o in parte.

L’overclock ne accorcerà la vità media che nel caso di un o.c non troppo spinto passerà da 10 anni a 8, fino anche a dimezzarla nel caso sia un overclock pesante (Es da 2.6GHz a 5Ghz).

E per concludere che dire, buon overclock e attenzione.

Infine ricordo che la guida è stata scritta a livello base.

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Guida all’installazione di Debian

Ragazzi, nonostante io non abbia moltissima esperienza con il mondo GNU/linux, ho voluto provare a prender la strada di debian, per pura curiosità di conoscere il sistema operativo GNU/Linux per eccellenza.
In rete c’è una battuta che dice : ubuntu è un’ antica parola di orgine africana che vuol dire “debian è troppo difficle da installare”, prendendo ironicamente in giro gli user di ubuntu, distribuzione debian-based.
In giro si sente dire che debian sia difficle da installare, e sia un sisema operativo riservato agli utenti esperti, anzi, sia pure poco user-friendly!!!
Sinceramente io non ho avuto alcuna difficolta durante l’installazone, non mi è sembrato nulla di complicato…
E’ chiaro: all’inizio bisogna leggersi tante pagine fitte fitte nero su bianco senza immagini, roba da spegnere il pc e farsi una passeggiata, ma datro che la testardaggine non mi manca lol, dopo qualche tentativo sono riuscito a quagliare qualcosa:
Sul sito ufficiale sono disponibili tante ISO per tante piattaforme, non solo: prima di scegliere per quale piattaforma scaricare l’ISO, si deve sapere se effettuare l’installazione tramite internet oppure tramite tanti CD-DVD pre-scaricati precedentemente.
La sostanziale differenza è che con internet si possono scaricare i principali meta-pacchetti (cioè gruppi con tanti pacchetti al loro interno, tipo il Desktop Enviroment) a scelta, mentre con i DVD si installeranno tutti i meta-pacchetti che probabilmente non useremo (come i server di stampa, database MySQL ecc ecc).
Io ho optato per una tranquilla installazione tramite internet per piattaforma i386 , cioè per un sistema operativo a 32 bit.
Questa guida vi insegnerà ad installare debian tramite screenshots con relative descrizioni. Non mancheranno però sequenze di immagini senza didascalie: in quei casi basta leggere cosa ci sia scritto e immaginare di aver premuto invio (cioè la conferma) tra uno screen ed un altro.
Bene, possiamo cominciare!
Al momento della stesura della guida la versione era la 5.0.4, una versione molto vecchia ma che sono stato costretto ad utilizzare per via delle mie poche risorse a disposizione, ma la procedura vale anche per la versione più aggiornata: il procedimento è comunque analogo.

Come sempre scarichiamo la ISO, masterizziamola e facciamola partire da boot, ecco cosa si presenterà sullo schermo:

debian-90

premiamo invio e proseguiamo

debian-91 debian-92 debian-93

qui arriviamo al momento della connessione ad internet.
Nota: Anche con le versioni Debian attuali, la connessione ad internet è possibile effettuarla solo via cavo o tramite wifi con rete aperta o protetta da WPA.
Dato che ho eseguito l’installazione su virtualbox, avevo già settato le impostazioni per la connessione; comunque vi basta sapere che vi uscirà un campo in cui dovrete mettere il nome della vostra rete e successivamente la password, preceduta da “s:” se si tratta di una chiave alfabetica, oppure leggere le istruzioni presenti nella schermata 😉

debian-94

ora dobbiamo immettere il nome del dominio del computer. Dato che il mio pc si trova in una semplice rete casalinga, ho lasciato il campo bianco

debian-95

Siamo arrivati al momento del partizionamento! nonostante non venga eseguito con il metodo “punta e clicca”, non significa che sia difficile 😉
per un normale utente con un PC che abbia più di 512MB di ram bastano due partizioni con due punti di mount: la “/” detta “root”(= radice), cioè la partizione dove risiedono tutti i file necessari al sistema operativo di 5-10 GB, ed un altra “/home”, cioè la partizione con i file dell’utente, con un taglio a scelta
nel caso si volesse creare una partizione con un punto di mount differente,
nel caso ci fossero meno di 512MB di ram, sarebbe oppurtuno selezionare “partizionamento guidato, usa l’intero disco, partizione /home separata; il sistema creerà una partizione per la Swap più la “/” e la “/home” (attenzione alla dimesione della /, che il sistema crea in base ai file che occuperà senza installare il Desktop Enviroment ed il sistema standard, regolatevi di conseguenza)

debian-1 debian-2 debian-3 debian-4 debian-5 debian-6 debian-7 debian-8 debian-9 debian-10 debian-11 debian-12 debian-13 debian-14 debian-15

ok, questi sono i passaggi che ho fatto per il partizionamento senza swap, ecco invece cosa dovete fare se avete meno di 512 MB di ram 😉

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adesso dobbiamo impostare la password di root, il super user, quella che ci consentirà di installare software e compiere azioni che protrebbero compromettere la stabilità del sistema, scegliete quindi una pasword difficile da dimenticare 😉

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Installazione Terminata!

riavviamo e godiamoci finalmente il Sitema Operativo Universale!

debian-40 debian-41debian-42

come potete vedere, dopo l’austera colorazione della fase di installazione, ci si apre un mondo colorato e cristallino…

forse il desktop enviroment GNOME non vi piace? cambiamolo in KDE

rechiamoci nel terminale ROOT, inseriamo la password e digitiamo

apt-get install kde e poi premiamo “s”
attendiamo lo scaricamento del DE e successivamente ci uscirà una finestra in cui dovremo premere ok e successivamente scegliere il Desktop Enviroment da par partire all’avvio:

dopo aver fatto la nostra scelta (kdm) si continuerà l’installazione dei diversi pacchetti.
terminato ciò dobbiamo terminare la sessione disconnettendoci.
sucessivamente andiamo su session type e clicchiamo su kde, inseriamo il nostro nome e password e ci uscirà il wizard di configurazione di KDE:

debian-43 debian-49 debian-48 debian-47 debian-46 debian-45 debian-44

bene, già così è più vivibile e colorata 🙂

manca però la lingua italiana!
rechiamoci quindi nel terminale root (con il quale dovremo conviverci finchè useremo debian) e diamo:

apt-get install kde-i18n-it

oppure

dpkg -i kde-i18n-it

in alternativa possiamo anche avviare il gestore pacchetti snaptyc ed installarlo da lì

attendiamo lo scaricamento e l’installazione del pacchetto, successivamente andiamo su K->settings->regional & accessibility->country region & language.

Bene, adesso abbiamo finalmente la nostra bella Debian come piace a noi!

Grazie per aver seguito questa guida,spero vi abbia soddisfatto e che vi sia risultata utile! Alla prossima!

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PFC Attivo e Passivo

Il PFC o fattore di correzione di potenza è una delle caratteristiche principali di un alimentatore per PC. Vediamo a cosa serve e chiariamo alcuni dubbi.

La corrente alternata della rete elettrica di casa è normalmente sfasata di un angolo phi rispetto alla tensione di alimentazione del PC, di conseguenza non tutta la potenza fornita viene utilizzata, ma si distinguono a tal proposito la potenza attiva P che è quella trasformata in lavoro utile e la potenza reattiva Q che non viene utilizzata. Queste due potenze vengono rappresentate dai cateti di un triangolo, la cui ipotenusa definisce la potenza apparente S (vedi figura), che è la potenza totale in ingresso.cosphiln2

Il coseno dell’angolo phi compreso tra S e P definisce il fattore di potenza (f.d.p. o PF) che per quanto riguarda gli alimentatori per PC è compreso tra 0.5 e 1. La formula è la seguente:

PF = cos(phi) = P / S

mentre la potenza apparente S si ricava dal teorema di pitagora:

S² = P² + Q²

abbiamo inoltre:

S = U * I
P = U * I * cos(phi)
Q = U * I * sin(phi)

dove U è la tensione di alimentazione e I è la corrente assorbita.

Grandezze di misura

Le potenze si misurano in W (Watt), VA o var a seconda del tipo di potenza:

S = Potenza Apparente = VA
P = Potenza Attiva = W
Q = Potenza Reattiva = var

PFC Attivo e Passivo

Il PFC diminuisce l’angolo di sfasamento phi e riduce sensibilmente la potenza reattiva Q, in maniera minore se è Passivo, in maniera più concreta se Attivo. Un alimentatore con PFC Attivo infatti riduce notevolmente la potenza reattiva e il fattore di potenza diventa prossimo all’unità (0.9 < PF < 1).

Con un alimentatore con PFC Passivo invece, supponendo un PF intorno allo 0.7, se un PC ha bisogno di 100 Watt di potenza, consumerà all’incirca 141 VA contro i 100-110 VA di un alimentatore con PFC Attivo.

Un alimentatore a norma Europea deve avere il PFC Attivo o Passivo.

Effetti negativi di un basso fattore di potenza

A parità di potenza attiva e con tensione di alimentazione U costante, l’intensità della corrente assorbita I aumenta in maniera inversamente proporzionale al fattore di potenza del carico.

I = ( P / U ) / cos(phi)

ad esempio per PF = cos(phi) = 0.5, la I raddoppia.

Ne conseguono maggiori perdite per effetto Joule nei conduttori di linea e nell’alimentatore (in generale negli avvolgimenti degli alternatori e dei trasformatori). Ad una corrente doppia corrisponde una perdita quattro volte maggiore e maggiori cadute di tensione.

Impatto ambientale e maggiori costi

Faccio una breve parentesi sulla diretta conseguenza del fattore di potenza sui costi e sugli sprechi.

Per distribuire ad un complesso di utenti una certa potenza attiva con un certo fattore di potenza cos(phi) occorre generare, trasportare e distribuire insieme anche una potenza reattiva Q = P * tan(phi), che viene scambiata alternativamente in linea tra generatori e utilizzatori per tornare da questi ai primi, senza produrre alcun lavoro utile.

La Enel deve quindi sopportare un onere tanto maggiore quanto più basso è il fattore di potenza proprio degli utenti, con conseguenze sui costi, sulle possibilità di black-out e sull’impatto ambientale. Questo vale per tutti gli impianti utilizzatori, quindi anche gli elettrodomestici.

Costo sulla bolletta

In una rete domestica con potenza disponibile fino a 6kW, non viene conteggiato il costo della potenza reattiva Q. In questo caso un fattore di potenza basso non influisce direttamente sulla bolletta.

In ambienti non domestici invece viene conteggiata anche la potenza reattiva se il fattore di potenza è inferore a certi valori mensili e di picco.

I costi della potenza utilizzata, attiva e reattiva, variano di anno in anno. Non mi stupirei se la Enel decidesse di far pagare anche la potenza reattiva consumata in ambiente domestico, sarebbe anche logico per certi versi.

Tenete conto che i nuovi contatori elettronici dell’Enel possono calcolare la potenza reattiva di una rete utilizzatrice domestica, cosa non possibile con i contatori di vecchia generazione.

PFC e Gruppo di continuità (UPS)

PFC Attivo e UPS vanno d’accordo? Non sempre.

Da una FAQ di Enermax, viene specificato che i gruppi di continuità, in “battery mode”, presentano in uscita tipicamente due tipi di forme d’onda di corrente alternata. Se un alimentatore ha il PFC Attivo l’UPS deve dare in uscita un’onda sinusoidale pura, se invece l’alimentatore è senza PFC Attivo (quindi Passivo ndr), si possono usare UPS che danno in uscita un’onda sinusoidale pura o simulata.

L’UPS deve essere inoltre dimensionato bene e deve sopportare una potenza apparente (in VA) maggiore della potenza apparente fornita al PC.

Come detto la potenza apparente assorbita da un alimentatore con PFC Passivo è maggiore di quella assorbita da un alimentatore con PFC Attivo.

Per un PC Silenzioso

Il PFC su un computer incide in primo luogo sulla corrente assorbita dall’alimentatore, aumentando il calore prodotto e conseguentemente il rumore. Ma non è sempre così, ci sono infatti alcuni alimentatori con PFC Passivo più silenziosi di altri con PFC Attivo, ma se andiamo a selezionare gli alimentatori più silenziosi in assoluto, sono tutti con PFC Attivo.

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PC & Fonoassorbente, il silenzio può convivere con un buon ricircolo d’aria?

Il fonoassorbente conico, come ognuno (credo) sa, è un materiale, in genere simil gommapiuma, usato anche negli studi di registrazione per avere il silenzio assoluto in grado di assorbire le vibrazioni sonore, è un materiale molto facile da reperire, solitamente in un negozio di bricolage lo si può trovare.

Dato anche il suo costo contenuto possiamo utilizzarlo per rendere acusticamente assorbente il nostro case.

COSA SERVE?
-1mq di fonoassorbente (+/- 15€/mq) è più che sufficiente per qualsiasi case
-neoprene a celle chiuse (ha le stesse capacità del fonoassorbente, ma ridotte. servirà per ricoprire le parti troppo piccole da far entrare quello conico)
-nastro biadesivo
-un paio di forbici

COME PROCEDERE

1- Smontare il case

è indispensabile togliere ogni componente, in modo da poter lavorare senza rischi e senza sbagliare le misure

fonoassorbenti-1

2- Ricoprire ogni parte con il fonoassorbente

fonoassorbenti-2 fonoassorbenti-3 fonoassorbenti-4 fonoassorbenti-5

per la paratia destra e la parte superiore sarà necessario usare il neoprene

fonoassorbenti-6

questa è l’operazione più importante, dato che lasciare una minima fessura vuol dire “lasciar passare” metà dei db altrimenti smorzati. Tutto va attaccato con il biadesivo, l’operazione se fatta con cura non richiede molto tempo

I vantaggi di questa operazione sono:
– maggior raffreddamento (essendo il rapporto cfm delle ventole/volume interno significativo del ricambio/minuto d’aria interno, mettendo il fonoasorbente diminuiamo il volume interno e quindi i ricambi/minuto aumentano. Chiaro no?)
– se abbinato ad altri piccoli accorgimenti (silencer per l’hdd, ali e ventole silenziose) non sentirete alcun rumore

Feel the silence!

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Cos’è il rumore? Inquinamento acustico, dBA e sone

Rumore e Inquinamento Acustico

Il rumore è per definizione un segnale fastidioso e non desiderato.

In ambiente domestico il rumore può provenire da molte fonti, elettrodomestici, condizionatori, reostati per lampade, impianti di riscaldamento e personal computer, oltre che da fonti esterne.

Un livello di rumore elevato e prolungato nel tempo, può comportare problemi di salute e di stress, anche gravi in casi estremi.

E’ quindi molto importante e necessario intervenire, ove possibile, affinchè il livello di rumore sia accettabile. Il nostro organismo, per natura, ha bisogno di riposare e di liberarsi da ogni forma di inquinamento a cui è soggetto. Allo stesso modo, bisogna tenere conto dell’inquinamento di tipo acustico.

Quando durante il giorno, a lavoro ad esempio, il nostro apparato uditivo è soggetto a rumore, per compensare, abbiamo bisogno di un ambiente casa silenzioso e confortevole. Solo così, possiamo davvero riposare, per la nostra salute e il nostro benessere.

Esistono delle normative molto severe per mantenere dei livelli di rumore, al di sotto di una certa soglia, nelle zone residenziali e negli ambienti di lavoro.

All’interno di un’ambiente domestico, non esistono delle normative o dei controlli, se il rumore proviene da fonti interne alla casa, dobbiamo preoccuparci noi stessi di questo aspetto, informarci, ed intervenire.

Al giorno d’oggi, spesso, trascorriamo molte ore davanti a un computer, per hobby o per lavoro. Il PC stesso può essere, in molti casi, la principale fonte di rumore su cui intervenire, non solo per un’esigenza fisica, ma anche perchè l’utilizzo di un PC silenzioso in assoluta tranquillità è qualcosa di veramente utile e piacevole.

Adottando alcuni accorgimenti e acquistando in maniera oculata è possibile raggiungere degli ottimi risultati. Nella nostra guida al computer silenzioso vengono trattati gli argomenti fondamentali per realizzare un comune PC desktop silenzioso.

Ora passiamo a qualche aspetto tecnico, sul rumore e sulle unità di misura.

Grandezza di Misura del Rumore

Il rumore è determinato dalle onde di pressione sonora che si propagano attraverso la materia aeriforme, liquida o solida.

Le onde sono caratterizzate dalla loro intensità, dalla frequenza e dalla fase.

Come tutte le onde, le onde di pressione interferiscono tra loro in maniera costruttiva e distruttiva e, in molti casi, in maniera molto disordinata, sicchè calcolare l’intensità del rumore, diviene un’operazione estremamente complicata.

Comunemente possiamo avvalerci della nostra percezione e dell’utilizzo di fonometri più o meno adatti allo scopo.

Poichè la percezione umana è soggettiva e anche influenzabile dalle condizioni ambientali, l’unico modo per ottenere una misura oggettiva è quella di utilizzare dei fonometri di elevata precisione, ma ci sono diverse difficoltà da considerare, dovute ai costi, al metodo utilizzato durante la misurazione e alla riproducibilità dei test.

Nel nostro campo, per misurare livelli di rumore bassi, ad esempio al di sotto di 25 decibel, c’è bisogno di una strumentazione professionale e molto costosa.

Ricercando le recensioni di prodotti informatici nel web, è molto difficile trovare dei test oggettivi sul rumore, precisi, accurati e attendibili.

Le camere anecoiche sono particolari stanze, appositamente create per misurare livelli di rumore estremamente bassi, minimizzando i disturbi dovuti al rumore esterno e alle riflessioni sulle pareti interne, grazie all’utilizzo di una grande quantità di materiale fonoassorbente e fonoisolante.

Misura del Rumore in decibel

Il livello di rumore viene comunemente misurato in decibel (dB), un’unità logaritmica che descrive, un rapporto tra due intensità. La differenza in dB di due livelli di intensità sonora I1 e I2 è pari a 10 * log ( I2 / I1 ).

Per citarvi alcuni esempi un aumento di 3 dB corrisponde ad un livello di intensità sonora doppia, mentre un aumento di 10 dB corrisponde ad un’intensità 10 volte superiore, come possiamo vedere in figura.

Nota: 1 bel = 10 decibel

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Percezione Sonora, dBA, phon e sone

Poichè l’orecchio umano è più o meno sensibile a seconda della frequenza alla sorgente sonora, possiamo avere una percezione diversa del rumore anche a parità di decibel. Sono state così introdotte delle nuove unità di misura, che si adattano meglio all’uomo. Le unità sono il phon e il sone.

Nel grafico che segue, sono rappresentate le curve espresse in phon rispetto ai decibel e alla frequenza compresa tra 20 e 20000 kHz, che è l’intervallo di frequenza che l’orecchio umano può percepire.

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Per quanto riguarda il sone viene utilizzato un altro metodo. Sperimentalmente è stato trovato che un incremento di 10 dBA corrisponde a circa il doppio di rumore percepito. Quindi ogni 10 dBA raddoppiano i sone secondo questa scala.

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Per motivi pratici, molto spesso non vengono utilizzati i sone e i phon, bensì troviamo il decibel A. Per ottenere i dBA, il livello di pressione misurato, viene automaticamente modificato grazie ad un filtro in frequenza, che riduce questo valore a determinate frequenze, come da grafico.

Utilizzando i dBA, al posto dei dB, possiamo avere una valutazione accettabile del rumore, avvicinandosi di più a quelle che sono le percezioni umane.

Nei grafici sono riportati il filtro A e il filtro C, esiste anche il fitro B.

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Distanza di Misura e Pareti Riflettenti

La sorgente sonora si propaga nelle tre dimensioni spaziali, come una sfera. Con il raddoppiare della distanza il livello di pressione sonora diminuisce di 6 decibel, quindi il valore di decibel misurato influisce parecchio con la distanza.

Il valore di 6 decibel, vale solamente in via teorica, ma nella pratica questo valore è difficilmente applicabile, per i motivi elencati prima.

Per convenzione il rumore viene misurato a 1 metro di distanza, normalmente una misura di 30 dBA corrisponde a 30 dBA ad 1 metro.

Il rumore viene influenzato ed amplificato dalle pareti che circondano la sorgente sonora, per farvi un esempio, supponendo che le pareti riflettino il rumore al 100%, l’intensità di una sorgente sonora, posta su una parete, sarebbe raddoppiata (figura sotto a destra), se fosse situata nell’intersezione di due pareti, sarebbe quadruplicata.

Anche questo vale solo in via teorica e con sorgente puntiforme.

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Rumore dei PC

Esempi indicativi di livelli di pressione sonora dei PC espressi in decibel A, secondo i nostri parametri di riferimento.

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