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Il motore elettrico: Come è composto e come funziona

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Il motore elettrico

Al giorno d’oggi, sempre più oggetti fanno uso di un motore elettrico. Partendo dagli strumenti di uso domestico, come possono essere ad esempio un rasaerba elettrico: https://tagliaerbaelettrico.it/, oppure una piastra per i capelli e passando attraverso gli elettrodomestici di uso quotidiano, come possono essere i frigoriferi ed i forni, fino ad arrivare, di recente, addirittura alle automobili.
Ebbene sì, perché di recente anche le case costruttrici di automobili stanno realizzando auto che si basano totalmente sul motore elettrico. Alcuni modelli sono già stati resi disponibili ed acquistabili.
Il motore elettrico, quindi, risulta essere uno strumento meraviglioso che fa parte inevitabilmente nella vita di tutti noi. È un dispositivo straordinario della nostra epoca, di cui non possiamo fare a meno.
Ma proviamo ad approfondire questo dispositivo.
Innanzitutto bisogna fare una premessa, e cioè che tra il motore elettrico e la buona e vecchia dinamo c’è una similarità. Nella dinamo, infatti, viene fornita energia meccanica facendo ruotare i pedali che di conseguenza fanno ruotare la ghiera della dinamo. Dall’energia di movimento si ottiene, successivamente, l’energia elettrica.
Per quel che riguarda il motore elettrico, invece, funziona in maniera opposta. Nel motore elettrico viene fornita la corrente elettrica ed il motore elettrico ci darà come risposta l’energia di movimento.
Dinamo e motore elettrico sono strumenti speculari, nel vero senso della parola.

Da cosa è composto il motore elettrico?

Per iniziare dobbiamo dire che il motore elettrico è composto principalmente da tre parti. C’è un involucro contenente, all’interno, un paio di calamite di cui una a nord ed una a sud (una che attrae ed una che respinge) e affacciate verso l’interno. Verso cioè l’altro componente del motore elettrico, cioè il rotore con annesse le bobine ed infine c’è una sorta di coperchio composto da delle molle in rame a cui sono fissate delle spazzole.

Un po’ di teoria sul funzionamento

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Ora che abbiamo capito da quali componenti è composto fondamentalmente un motore elettrico, passiamo a spiegare un po’ di teoria, iniziando dalle bobine del rotore.
Ovviamente in questo caso ne analizzeremo solo una ed il relativo comportamento. Innanzitutto, come potete vedere dall’immagine, c’è la bobina centrale e mobile, successivamente c’è l’involucro col campo magnetico polo nord e polo sud, generato dalle calamite di cui abbiamo parlato prima. Al centro di tutto c’è un albero circolare che è formato da delle scanalature tra i vari settori delle bobine. La bobina è collegata da un lato alla bobina successiva e dall’altro all’albero centrale.
Qui cosa succede? Se trasmetto energia elettrica ai due poli che strisciano sulla bobina mobile attraverso le due spazzole, alimenterò la bobina, formando un campo nord ed un campo sud. Queste forze producono una sorta di repulsione generando la rotazione della bobina. Mettendosi in rotazione arriverà dalla parte opposta dove ci sarà l’altro magnete. Se rimanesse alimentato in questo modo, esso verrebbe attratto dal magnete e il motore si fermerebbe. Ed è proprio grazie al settore segmentato ed alle spazzole che alimentano in modo alternato il motore che, mentre ruota, viene alimentato al contrario, ad un certo punto. Questo produce una situazione letteralmente nuova, in cui si avrà la bobina nella posizione opposta che verrà alimentata al contrario e che avrà un campo magnetico sud e nord. Si viene a formare una situazione speculare, e poiché i poli sono identici si verificherà la spinta continua. Così il moto del rotore può continuare finché alimentato, ed è così che funziona un motore elettrico.

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