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Guida all’installazione di Debian

Ragazzi, nonostante io non abbia moltissima esperienza con il mondo GNU/linux, ho voluto provare a prender la strada di debian, per pura curiosità di conoscere il sistema operativo GNU/Linux per eccellenza.
In rete c’è una battuta che dice : ubuntu è un’ antica parola di orgine africana che vuol dire “debian è troppo difficle da installare”, prendendo ironicamente in giro gli user di ubuntu, distribuzione debian-based.
In giro si sente dire che debian sia difficle da installare, e sia un sisema operativo riservato agli utenti esperti, anzi, sia pure poco user-friendly!!!
Sinceramente io non ho avuto alcuna difficolta durante l’installazone, non mi è sembrato nulla di complicato…
E’ chiaro: all’inizio bisogna leggersi tante pagine fitte fitte nero su bianco senza immagini, roba da spegnere il pc e farsi una passeggiata, ma datro che la testardaggine non mi manca lol, dopo qualche tentativo sono riuscito a quagliare qualcosa:
Sul sito ufficiale sono disponibili tante ISO per tante piattaforme, non solo: prima di scegliere per quale piattaforma scaricare l’ISO, si deve sapere se effettuare l’installazione tramite internet oppure tramite tanti CD-DVD pre-scaricati precedentemente.
La sostanziale differenza è che con internet si possono scaricare i principali meta-pacchetti (cioè gruppi con tanti pacchetti al loro interno, tipo il Desktop Enviroment) a scelta, mentre con i DVD si installeranno tutti i meta-pacchetti che probabilmente non useremo (come i server di stampa, database MySQL ecc ecc).
Io ho optato per una tranquilla installazione tramite internet per piattaforma i386 , cioè per un sistema operativo a 32 bit.
Questa guida vi insegnerà ad installare debian tramite screenshots con relative descrizioni. Non mancheranno però sequenze di immagini senza didascalie: in quei casi basta leggere cosa ci sia scritto e immaginare di aver premuto invio (cioè la conferma) tra uno screen ed un altro.
Bene, possiamo cominciare!
Al momento della stesura della guida la versione era la 5.0.4, una versione molto vecchia ma che sono stato costretto ad utilizzare per via delle mie poche risorse a disposizione, ma la procedura vale anche per la versione più aggiornata: il procedimento è comunque analogo.

Come sempre scarichiamo la ISO, masterizziamola e facciamola partire da boot, ecco cosa si presenterà sullo schermo:

debian-90

premiamo invio e proseguiamo

debian-91 debian-92 debian-93

qui arriviamo al momento della connessione ad internet.
Nota: Anche con le versioni Debian attuali, la connessione ad internet è possibile effettuarla solo via cavo o tramite wifi con rete aperta o protetta da WPA.
Dato che ho eseguito l’installazione su virtualbox, avevo già settato le impostazioni per la connessione; comunque vi basta sapere che vi uscirà un campo in cui dovrete mettere il nome della vostra rete e successivamente la password, preceduta da “s:” se si tratta di una chiave alfabetica, oppure leggere le istruzioni presenti nella schermata 😉

debian-94

ora dobbiamo immettere il nome del dominio del computer. Dato che il mio pc si trova in una semplice rete casalinga, ho lasciato il campo bianco

debian-95

Siamo arrivati al momento del partizionamento! nonostante non venga eseguito con il metodo “punta e clicca”, non significa che sia difficile 😉
per un normale utente con un PC che abbia più di 512MB di ram bastano due partizioni con due punti di mount: la “/” detta “root”(= radice), cioè la partizione dove risiedono tutti i file necessari al sistema operativo di 5-10 GB, ed un altra “/home”, cioè la partizione con i file dell’utente, con un taglio a scelta
nel caso si volesse creare una partizione con un punto di mount differente,
nel caso ci fossero meno di 512MB di ram, sarebbe oppurtuno selezionare “partizionamento guidato, usa l’intero disco, partizione /home separata; il sistema creerà una partizione per la Swap più la “/” e la “/home” (attenzione alla dimesione della /, che il sistema crea in base ai file che occuperà senza installare il Desktop Enviroment ed il sistema standard, regolatevi di conseguenza)

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ok, questi sono i passaggi che ho fatto per il partizionamento senza swap, ecco invece cosa dovete fare se avete meno di 512 MB di ram 😉

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adesso dobbiamo impostare la password di root, il super user, quella che ci consentirà di installare software e compiere azioni che protrebbero compromettere la stabilità del sistema, scegliete quindi una pasword difficile da dimenticare 😉

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Installazione Terminata!

riavviamo e godiamoci finalmente il Sitema Operativo Universale!

debian-40 debian-41debian-42

come potete vedere, dopo l’austera colorazione della fase di installazione, ci si apre un mondo colorato e cristallino…

forse il desktop enviroment GNOME non vi piace? cambiamolo in KDE

rechiamoci nel terminale ROOT, inseriamo la password e digitiamo

apt-get install kde e poi premiamo “s”
attendiamo lo scaricamento del DE e successivamente ci uscirà una finestra in cui dovremo premere ok e successivamente scegliere il Desktop Enviroment da par partire all’avvio:

dopo aver fatto la nostra scelta (kdm) si continuerà l’installazione dei diversi pacchetti.
terminato ciò dobbiamo terminare la sessione disconnettendoci.
sucessivamente andiamo su session type e clicchiamo su kde, inseriamo il nostro nome e password e ci uscirà il wizard di configurazione di KDE:

debian-43 debian-49 debian-48 debian-47 debian-46 debian-45 debian-44

bene, già così è più vivibile e colorata 🙂

manca però la lingua italiana!
rechiamoci quindi nel terminale root (con il quale dovremo conviverci finchè useremo debian) e diamo:

apt-get install kde-i18n-it

oppure

dpkg -i kde-i18n-it

in alternativa possiamo anche avviare il gestore pacchetti snaptyc ed installarlo da lì

attendiamo lo scaricamento e l’installazione del pacchetto, successivamente andiamo su K->settings->regional & accessibility->country region & language.

Bene, adesso abbiamo finalmente la nostra bella Debian come piace a noi!

Grazie per aver seguito questa guida,spero vi abbia soddisfatto e che vi sia risultata utile! Alla prossima!

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PFC Attivo e Passivo

Il PFC o fattore di correzione di potenza è una delle caratteristiche principali di un alimentatore per PC. Vediamo a cosa serve e chiariamo alcuni dubbi.

La corrente alternata della rete elettrica di casa è normalmente sfasata di un angolo phi rispetto alla tensione di alimentazione del PC, di conseguenza non tutta la potenza fornita viene utilizzata, ma si distinguono a tal proposito la potenza attiva P che è quella trasformata in lavoro utile e la potenza reattiva Q che non viene utilizzata. Queste due potenze vengono rappresentate dai cateti di un triangolo, la cui ipotenusa definisce la potenza apparente S (vedi figura), che è la potenza totale in ingresso.cosphiln2

Il coseno dell’angolo phi compreso tra S e P definisce il fattore di potenza (f.d.p. o PF) che per quanto riguarda gli alimentatori per PC è compreso tra 0.5 e 1. La formula è la seguente:

PF = cos(phi) = P / S

mentre la potenza apparente S si ricava dal teorema di pitagora:

S² = P² + Q²

abbiamo inoltre:

S = U * I
P = U * I * cos(phi)
Q = U * I * sin(phi)

dove U è la tensione di alimentazione e I è la corrente assorbita.

Grandezze di misura

Le potenze si misurano in W (Watt), VA o var a seconda del tipo di potenza:

S = Potenza Apparente = VA
P = Potenza Attiva = W
Q = Potenza Reattiva = var

PFC Attivo e Passivo

Il PFC diminuisce l’angolo di sfasamento phi e riduce sensibilmente la potenza reattiva Q, in maniera minore se è Passivo, in maniera più concreta se Attivo. Un alimentatore con PFC Attivo infatti riduce notevolmente la potenza reattiva e il fattore di potenza diventa prossimo all’unità (0.9 < PF < 1).

Con un alimentatore con PFC Passivo invece, supponendo un PF intorno allo 0.7, se un PC ha bisogno di 100 Watt di potenza, consumerà all’incirca 141 VA contro i 100-110 VA di un alimentatore con PFC Attivo.

Un alimentatore a norma Europea deve avere il PFC Attivo o Passivo.

Effetti negativi di un basso fattore di potenza

A parità di potenza attiva e con tensione di alimentazione U costante, l’intensità della corrente assorbita I aumenta in maniera inversamente proporzionale al fattore di potenza del carico.

I = ( P / U ) / cos(phi)

ad esempio per PF = cos(phi) = 0.5, la I raddoppia.

Ne conseguono maggiori perdite per effetto Joule nei conduttori di linea e nell’alimentatore (in generale negli avvolgimenti degli alternatori e dei trasformatori). Ad una corrente doppia corrisponde una perdita quattro volte maggiore e maggiori cadute di tensione.

Impatto ambientale e maggiori costi

Faccio una breve parentesi sulla diretta conseguenza del fattore di potenza sui costi e sugli sprechi.

Per distribuire ad un complesso di utenti una certa potenza attiva con un certo fattore di potenza cos(phi) occorre generare, trasportare e distribuire insieme anche una potenza reattiva Q = P * tan(phi), che viene scambiata alternativamente in linea tra generatori e utilizzatori per tornare da questi ai primi, senza produrre alcun lavoro utile.

La Enel deve quindi sopportare un onere tanto maggiore quanto più basso è il fattore di potenza proprio degli utenti, con conseguenze sui costi, sulle possibilità di black-out e sull’impatto ambientale. Questo vale per tutti gli impianti utilizzatori, quindi anche gli elettrodomestici.

Costo sulla bolletta

In una rete domestica con potenza disponibile fino a 6kW, non viene conteggiato il costo della potenza reattiva Q. In questo caso un fattore di potenza basso non influisce direttamente sulla bolletta.

In ambienti non domestici invece viene conteggiata anche la potenza reattiva se il fattore di potenza è inferore a certi valori mensili e di picco.

I costi della potenza utilizzata, attiva e reattiva, variano di anno in anno. Non mi stupirei se la Enel decidesse di far pagare anche la potenza reattiva consumata in ambiente domestico, sarebbe anche logico per certi versi.

Tenete conto che i nuovi contatori elettronici dell’Enel possono calcolare la potenza reattiva di una rete utilizzatrice domestica, cosa non possibile con i contatori di vecchia generazione.

PFC e Gruppo di continuità (UPS)

PFC Attivo e UPS vanno d’accordo? Non sempre.

Da una FAQ di Enermax, viene specificato che i gruppi di continuità, in “battery mode”, presentano in uscita tipicamente due tipi di forme d’onda di corrente alternata. Se un alimentatore ha il PFC Attivo l’UPS deve dare in uscita un’onda sinusoidale pura, se invece l’alimentatore è senza PFC Attivo (quindi Passivo ndr), si possono usare UPS che danno in uscita un’onda sinusoidale pura o simulata.

L’UPS deve essere inoltre dimensionato bene e deve sopportare una potenza apparente (in VA) maggiore della potenza apparente fornita al PC.

Come detto la potenza apparente assorbita da un alimentatore con PFC Passivo è maggiore di quella assorbita da un alimentatore con PFC Attivo.

Per un PC Silenzioso

Il PFC su un computer incide in primo luogo sulla corrente assorbita dall’alimentatore, aumentando il calore prodotto e conseguentemente il rumore. Ma non è sempre così, ci sono infatti alcuni alimentatori con PFC Passivo più silenziosi di altri con PFC Attivo, ma se andiamo a selezionare gli alimentatori più silenziosi in assoluto, sono tutti con PFC Attivo.

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PC & Fonoassorbente, il silenzio può convivere con un buon ricircolo d’aria?

Il fonoassorbente conico, come ognuno (credo) sa, è un materiale, in genere simil gommapiuma, usato anche negli studi di registrazione per avere il silenzio assoluto in grado di assorbire le vibrazioni sonore, è un materiale molto facile da reperire, solitamente in un negozio di bricolage lo si può trovare.

Dato anche il suo costo contenuto possiamo utilizzarlo per rendere acusticamente assorbente il nostro case.

COSA SERVE?
-1mq di fonoassorbente (+/- 15€/mq) è più che sufficiente per qualsiasi case
-neoprene a celle chiuse (ha le stesse capacità del fonoassorbente, ma ridotte. servirà per ricoprire le parti troppo piccole da far entrare quello conico)
-nastro biadesivo
-un paio di forbici

COME PROCEDERE

1- Smontare il case

è indispensabile togliere ogni componente, in modo da poter lavorare senza rischi e senza sbagliare le misure

fonoassorbenti-1

2- Ricoprire ogni parte con il fonoassorbente

fonoassorbenti-2 fonoassorbenti-3 fonoassorbenti-4 fonoassorbenti-5

per la paratia destra e la parte superiore sarà necessario usare il neoprene

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questa è l’operazione più importante, dato che lasciare una minima fessura vuol dire “lasciar passare” metà dei db altrimenti smorzati. Tutto va attaccato con il biadesivo, l’operazione se fatta con cura non richiede molto tempo

I vantaggi di questa operazione sono:
– maggior raffreddamento (essendo il rapporto cfm delle ventole/volume interno significativo del ricambio/minuto d’aria interno, mettendo il fonoasorbente diminuiamo il volume interno e quindi i ricambi/minuto aumentano. Chiaro no?)
– se abbinato ad altri piccoli accorgimenti (silencer per l’hdd, ali e ventole silenziose) non sentirete alcun rumore

Feel the silence!

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Cos’è il rumore? Inquinamento acustico, dBA e sone

Rumore e Inquinamento Acustico

Il rumore è per definizione un segnale fastidioso e non desiderato.

In ambiente domestico il rumore può provenire da molte fonti, elettrodomestici, condizionatori, reostati per lampade, impianti di riscaldamento e personal computer, oltre che da fonti esterne.

Un livello di rumore elevato e prolungato nel tempo, può comportare problemi di salute e di stress, anche gravi in casi estremi.

E’ quindi molto importante e necessario intervenire, ove possibile, affinchè il livello di rumore sia accettabile. Il nostro organismo, per natura, ha bisogno di riposare e di liberarsi da ogni forma di inquinamento a cui è soggetto. Allo stesso modo, bisogna tenere conto dell’inquinamento di tipo acustico.

Quando durante il giorno, a lavoro ad esempio, il nostro apparato uditivo è soggetto a rumore, per compensare, abbiamo bisogno di un ambiente casa silenzioso e confortevole. Solo così, possiamo davvero riposare, per la nostra salute e il nostro benessere.

Esistono delle normative molto severe per mantenere dei livelli di rumore, al di sotto di una certa soglia, nelle zone residenziali e negli ambienti di lavoro.

All’interno di un’ambiente domestico, non esistono delle normative o dei controlli, se il rumore proviene da fonti interne alla casa, dobbiamo preoccuparci noi stessi di questo aspetto, informarci, ed intervenire.

Al giorno d’oggi, spesso, trascorriamo molte ore davanti a un computer, per hobby o per lavoro. Il PC stesso può essere, in molti casi, la principale fonte di rumore su cui intervenire, non solo per un’esigenza fisica, ma anche perchè l’utilizzo di un PC silenzioso in assoluta tranquillità è qualcosa di veramente utile e piacevole.

Adottando alcuni accorgimenti e acquistando in maniera oculata è possibile raggiungere degli ottimi risultati. Nella nostra guida al computer silenzioso vengono trattati gli argomenti fondamentali per realizzare un comune PC desktop silenzioso.

Ora passiamo a qualche aspetto tecnico, sul rumore e sulle unità di misura.

Grandezza di Misura del Rumore

Il rumore è determinato dalle onde di pressione sonora che si propagano attraverso la materia aeriforme, liquida o solida.

Le onde sono caratterizzate dalla loro intensità, dalla frequenza e dalla fase.

Come tutte le onde, le onde di pressione interferiscono tra loro in maniera costruttiva e distruttiva e, in molti casi, in maniera molto disordinata, sicchè calcolare l’intensità del rumore, diviene un’operazione estremamente complicata.

Comunemente possiamo avvalerci della nostra percezione e dell’utilizzo di fonometri più o meno adatti allo scopo.

Poichè la percezione umana è soggettiva e anche influenzabile dalle condizioni ambientali, l’unico modo per ottenere una misura oggettiva è quella di utilizzare dei fonometri di elevata precisione, ma ci sono diverse difficoltà da considerare, dovute ai costi, al metodo utilizzato durante la misurazione e alla riproducibilità dei test.

Nel nostro campo, per misurare livelli di rumore bassi, ad esempio al di sotto di 25 decibel, c’è bisogno di una strumentazione professionale e molto costosa.

Ricercando le recensioni di prodotti informatici nel web, è molto difficile trovare dei test oggettivi sul rumore, precisi, accurati e attendibili.

Le camere anecoiche sono particolari stanze, appositamente create per misurare livelli di rumore estremamente bassi, minimizzando i disturbi dovuti al rumore esterno e alle riflessioni sulle pareti interne, grazie all’utilizzo di una grande quantità di materiale fonoassorbente e fonoisolante.

Misura del Rumore in decibel

Il livello di rumore viene comunemente misurato in decibel (dB), un’unità logaritmica che descrive, un rapporto tra due intensità. La differenza in dB di due livelli di intensità sonora I1 e I2 è pari a 10 * log ( I2 / I1 ).

Per citarvi alcuni esempi un aumento di 3 dB corrisponde ad un livello di intensità sonora doppia, mentre un aumento di 10 dB corrisponde ad un’intensità 10 volte superiore, come possiamo vedere in figura.

Nota: 1 bel = 10 decibel

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Percezione Sonora, dBA, phon e sone

Poichè l’orecchio umano è più o meno sensibile a seconda della frequenza alla sorgente sonora, possiamo avere una percezione diversa del rumore anche a parità di decibel. Sono state così introdotte delle nuove unità di misura, che si adattano meglio all’uomo. Le unità sono il phon e il sone.

Nel grafico che segue, sono rappresentate le curve espresse in phon rispetto ai decibel e alla frequenza compresa tra 20 e 20000 kHz, che è l’intervallo di frequenza che l’orecchio umano può percepire.

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Per quanto riguarda il sone viene utilizzato un altro metodo. Sperimentalmente è stato trovato che un incremento di 10 dBA corrisponde a circa il doppio di rumore percepito. Quindi ogni 10 dBA raddoppiano i sone secondo questa scala.

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Per motivi pratici, molto spesso non vengono utilizzati i sone e i phon, bensì troviamo il decibel A. Per ottenere i dBA, il livello di pressione misurato, viene automaticamente modificato grazie ad un filtro in frequenza, che riduce questo valore a determinate frequenze, come da grafico.

Utilizzando i dBA, al posto dei dB, possiamo avere una valutazione accettabile del rumore, avvicinandosi di più a quelle che sono le percezioni umane.

Nei grafici sono riportati il filtro A e il filtro C, esiste anche il fitro B.

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Distanza di Misura e Pareti Riflettenti

La sorgente sonora si propaga nelle tre dimensioni spaziali, come una sfera. Con il raddoppiare della distanza il livello di pressione sonora diminuisce di 6 decibel, quindi il valore di decibel misurato influisce parecchio con la distanza.

Il valore di 6 decibel, vale solamente in via teorica, ma nella pratica questo valore è difficilmente applicabile, per i motivi elencati prima.

Per convenzione il rumore viene misurato a 1 metro di distanza, normalmente una misura di 30 dBA corrisponde a 30 dBA ad 1 metro.

Il rumore viene influenzato ed amplificato dalle pareti che circondano la sorgente sonora, per farvi un esempio, supponendo che le pareti riflettino il rumore al 100%, l’intensità di una sorgente sonora, posta su una parete, sarebbe raddoppiata (figura sotto a destra), se fosse situata nell’intersezione di due pareti, sarebbe quadruplicata.

Anche questo vale solo in via teorica e con sorgente puntiforme.

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Rumore dei PC

Esempi indicativi di livelli di pressione sonora dei PC espressi in decibel A, secondo i nostri parametri di riferimento.

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Alimentatori Silenziosi Consigliati

INTRO

Questa è una raccolta di alimentatori particolarmente efficienti e silenziosi, molti dei quali sono solitamente i  più preferiti in generale, e che ci sentiamo di consigliare a quanti siano in cerca di un buon acquisto da effettuare.

Ovviamente l’elenco non è da considerarsi conclusivo: possono sempre esserci marche e costruttori validissimi, che siano appena nati o poco conosciuti, che non avremo menzionato per un motivo o per un altro… l’elenco ha solo il fine di dare un quadro di massima, quand’anche il più completo ed ampio possibile.

SU SILENZIOSITÀ E RAFFREDDAMENTO INTERNO

Condizione necessaria (ma non sufficiente!) affinchè un alimentatore risulti silenzioso è che la ventola di raffreddamento mantenga un numero di giri abbastanza basso: per questa semplice ragione, spesso è fondamentale installare alimentatori di questo genere in cabinet che permettano il loro posizionamento in basso, e -ancora- che siano dotati di un’accesso che garantisca alla ventola dell’alimentatore il pescaggio dell’aria direttamente all’esterno.

Questo perchè un regime rotazionale contenuto della ventola di raffreddamento dell’alimentatore implica -giocoforza- un raffreddamento non ottimale dei componenti interni dell’unità stessa: se a questo si dovesse aggiungere l’utilizzo di aria già precedentemente riscaldata (esausta), in ingresso nell’alimentatore attraverso la ventola di raffreddamento (perchè pescata dall’interno del cabinet), ne potrebbero facilmente conseguire condizioni di funzionamento critiche.

Ciò è valido in generale per gli alimentatori silenziosi, ma soprattutto per l’utilizzo di alimentatori di elevata potenza in piattaforme dal consumo molto spinto, e anche -chiaramente- per l’utilizzo di alimentatori senza ventola (fanless), o con ventola che si avvia solo in determinate condizioni (semi-fanless).

In generale, quindi, è buona norma tenere conto non solo del livello di rumore prodotto dal dispositivo, ma anche della sua temperatura d’esercizio. Soprattutto nel caso in cui il PC mantenga molto a lungo condizioni di funzionamento tali da provocare un innalzamento significativo della temperatura interna del pc -e, in special modo, all’interno dell’unità di alimentazione- risulta di fondamentale importanza modificare lo stato di cose: un’elevata temperatura di funzionamento può ridurre anche drasticamente la vita dell’alimentatore.

In questi casi, è necessario sicuramente migliorare la ventilazione interna del cabinet, magari attraverso l’aggiunta di ulteriori ventole oppure utilizzandone di maggiore diametro; così facendo, un ricambio d’aria più rapido permette un’abbassamento della temperatura dell’aria all’interno del case, a tutto vantaggio della temperatura d’esercizio dell’alimentatore, il quale necessita di aria fresca in ingresso, ed al cui involucro dovrebbe essere permesso di cedere calore all’ambiente circostante.

Attenzione a non cadere, però, in facili trabocchetti: se il posizionamento dell’alimentatore è quello classico in alto, direttamente sopra il dissipatore della cpu, per esempio, l’aggiunta di una ventola in estrazione aria dal cabinet proprio al di sotto dell’alimentatore medesimo non facilita assolutamente le cose.
È infatti esperienza provata che tale ventola genererà, con tutta probabilità, una certa scarsità d’aria proprio nei pressi della ventola di raffreddamento dell’alimentatore (la quale -come dicevamo- vi si trova direttamente al di sopra, sempre che l’alimentatore sia dotato di ventola sulla sua base…), con conseguente riduzione della sua efficacia.

alimentatore

Ripetiamo pertanto che è sempre più che consigliabile ricorrere all’utilizzo di un cabinet dotato del posizionamento in basso di cui si parlava poc’anzi, in maniera tale che l’alimentatore possa anche usufruire di aria fresca direttamente dall’esterno per il raffreddamento dei suoi componenti interni.

Infine, si ricorda che sarebbe bene anche filtrare l’aria in ingresso nel cabinet e nell’alimentatore -qualora si abbia un ingresso separato per l’aria di raffreddamento dello stesso- con degli appositi filtri antipolvere, per evitare accumuli non graditi. Tali accumuli possono, infatti, peggiorare le condizioni generali di raffreddamento, depositandosi sulle pale della ventola (con un conseguente maggiore sforzo del motorino elettrico e/o con il rallentamento della stessa), o anche depositandosi sui dissipatori di calore, e peggiorando quindi le condizioni di scambio termico dei medesimi.

Alimentatori Silenziosi di prima fascia

Sono il TOP degli alimentatori in commercio: garantiscono una silenziosità di funzionamento anche sotto carichi e temperature elevate. Qualità elevata, alta efficienza energetica e ottimo sistema di raffreddamento. Riguardo ad Enermax, è stato testato solamente il modello Modu82+ da 625 Watt, ma pensiamo che anche gli altri prodotti della serie Modu82+ e Pro82+ siano ugualmente silenziosi inoltre hanno tutti la certificazione 80Plus Bronze. La silenziosità in Idle di questi modelli Enermax è estremamente bassa, la ventola al minimo è regolata sotto ai 500 rpm. Il Corsair HX è tra i prodotti più popolari tra gli utenti di PC Silenzioso, offrendo un ottimo rapporto qualità / prezzo e una notevole silenziosità.

Seasonic S12Energy+550
Seasonic S12Energy+650
Enermax Modu82+ EMD425AWT
Enermax Modu82+ EMD525AWT
Enermax Modu82+ EMD625AWT
Enermax Pro82+ EPR425AWT
Enermax Pro82+ EPR525AWT
Enermax Pro82+ EPR625AWT
Zalman ZM850-HP
Zalman ZM1000-HP
Corsair HX520W
Corsair HX620W
Seasonic M12-500
Seasonic M12-600
Seasonic M12-700
Alimentatori Silenziosi di seconda fascia

Alimentatori silenziosi, leggermente inferiori ai precedenti per quanto riguarda la silenziosità rapportata al carico di lavoro e alle temperature misurate. Tuttavia possiamo anch’essi considerarli tra i migliori alimentatori in commercio considerando la silenziosità e la qualità costruttiva. Per quanto riguarda il Silverstone, la rumorosità in Idle è leggermente superiore agli altri alimentatori della categoria, molti neanche si potrebbero accorgere della differenza, ma si tratta di un’ottimo prodotto di elevata qualità e anche ben bilanciato all’altezza degli alimentatori della categoria superiore se consideriamo il raffreddamento e l’efficienza energetica. I Seasonic S12 sono molto apprezzati e per lungo tempo sono stati considerati tra i migliori alimentatori in commercio. Il BeQuiet è anch’esso molto apprezzato e l’andamento del rumore misurato in funzione delle temperature in ingresso è simile al Corsair HX.

Silverstone Element Plus ST50EF-Plus
Seasonic S12-380
Seasonic S12-430
Seasonic S12-500
Seasonic S12-600
Seasonic S12II-380
Seasonic S12II-430
Seasonic S12II-500
Corsair VX450W
Corsair VX550W
Be Quiet! Dark Power Pro 430W
Antec TruePower Trio 430W
Antec TruePower Trio 550W
Antec TruePower Trio 650W
Antec EarthWatts EA 380
Antec EarthWatts EA 430
Antec EarthWatts EA 500
Antec EarthWatts EA 650

Alimentatori Silenziosi di terza fascia

Sono alimentatori che risultano generalmente silenziosi, ma in seguito ad analisi approfondite e prove sul campo, non ci sentiamo di inserirli nelle prime due classi e gli assegnamo la medaglia di bronzo. La serie TX di Corsair, nonostante sia risultato molto silenzioso, non ci è piaciuto molto se analizziamo le temperature misurate durante i test. Il NesteQ, dai test, risulta al livello dei migliori alimentatori della “seconda fascia”, ma la qualità del rumore della ventola, anche al minimo dei giri, non è al livello della categoria, discorso simile al NesteQ per l’alimentatore PC Power & Cooling Silencer 610.

PC Power & Cooling Silencer 610
NesteQ ECS7001 700
Seasonic S12-330
Seasonic S12II-330
Seasonic M12II-430
Seasonic M12II-500
Corsair TX650W
Corsair TX750W
Enermax Liberty ELT 400
Enermax Liberty ELT 500
Enermax Liberty ELT 620
Zalman ZM460-APS
ePower Tiger EP-550P5-T1
Antec NeoHE / NeoPower 380
Antec NeoHE / NeoPower 430
Antec NeoHE / NeoPower 500
Antec NeoHE / NeoPower 550
Antec NeoHE / NeoPower 650

Alimentatori Interessanti

Sono alimentatori interessanti da tenere sott’occhio. Ci sono anche delle nuove uscite.

In certe condizioni di carico e temperatura si sono comportati ottimamente, specialmente il Phantom, alimentatori interessanti da prendere in considerazione solamente per sistemi a basso consumo ben studiati.
ePower Lion EP-450P5-L1
Antec Phantom 500
Zalman ZM360B-APS 360W
Zalman ZM460B-APS 460W
Coolermaster iGreen Power (RS-430-ASAA) 430W
Coolermaster iGreen Power (RS-500-ASAA) 500W
Silverstone Element Plus ST40EF
Be Quiet! Dark Power Pro BQT P6-530W
Enermax Revolution
Antec Signature
PC Power & Cooling Silencer 750W
Chieftec Green-Angel CTP-300-12G
X-Spice Croon BF 650W
OCZ EliteXStream

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Fonoassorbenti, Fonoisolanti, Smorzanti

Esistono principalmente tre tipi di materiali che vengono utilizzati allo scopo di ridurre il rumore complessivo di un sistema o di un PC.

Fonoassorbenti

Sono dei materiali utilizzati principalmente nel campo dell’Hi-Fi. Il più comune tra questi è il poliuretano espanso (in gergo gommapiuma), che può essere a celle aperte o chiuse. La caratteristica di questo materiale è quello di non far riflettere il suono all’interno di un ambiente o di una cassa, viene utilizzato ad esempio nelle casse acustiche.

Solo in minima parte il suono (rumore) viene trattenuto all’interno e la riduzione complessiva può essere intorno al 2-10% a seconda del tipo di materiale.

E’ consigliabile l’utilizzo di materiale a celle aperte, che è sicuramente più efficace di quello a celle chiuse.

Il prezzo del poliuretano espanso viene intorno ai 12 euro al metro quadro.

E’ consigliato inoltre che il materiale sia autoestinguente, cioè che non prenda fuoco in caso di scintille ad esempio.

Fonoisolanti

Sono dei materiali utilizzati soprattutto in campo edile, servono ad isolare il rumore all’interno di un ambiente o di una cassa. I materiali più indicati sono quelli densi, pesanti e poco elastici, idealmente si potrebbe utilizzare il piombo. Esistono in commercio dei fogli multistrato di piombo inserito tra due fogli di poliuretano espanso, al prezzo di circa 80 euro al metro quadro, con dimensioni minime di circa 1.3~2.0 cm.

Attenzione però non li vedo molto applicabili per un PC, considerando il costo, il peso e le dimensioni. Bisogna anche vedere se sono tossici, questo non saprei dirlo, comunque non li vedo pratici.

Considerando altri materiali, più adatti, mi hanno consigliato il sughero, che costa intorno ai 10 euro al metro quadro e sembra che abbia delle buone caratteristiche isolanti e inoltre è autoestinguente, cioè non prende fuoco.

Altra possibilità è utilizzare dei case autocostruiti in legno. Evitate il massello, che risuona, ma in generale con il legno si otterrebbe un certo effetto isolante dato dallo spessore del materiale e se sufficientemente denso (un buon multistrato baltico ad esempio), questa soluzione è da provare.

Molto spesso viene abbinato un materiale assorbente a uno isolante, oppure un isolante in mezzo a due strati di fonoassorbente, che è la soluzione ideale per isolare e assorbire allo stesso tempo.

Smorzanti

Sono dei materiali “morbidi” e densi, come ad esempio dei materiali bituminosi (catrame), o fogli antirombo al costo di una decina di euro al metro quadro. Questi materiali vengono utilizzati per lo più per ridurre le vibrazioni e allo stesso tempo fanno anche da fonoassorbenti. Per le loro caratteristiche vengono utilizzati nell’industria delle automobili.

Prime Conclusioni

Come azzittisco il PC?

Considerate le varie difficoltà, la cosa migliore resta quella di ridurre il più possibile il rumore e le vibrazioni alla fonte.

E’ molto importante quindi migliorare la ventilazione, l’efficienza energetica e i consumi, scegliere componenti e accessori maggiormente adatti per un PC silenzioso.

Ridurre a zero (o quasi) le vibrazioni degli hard disk in primis, e successivamente delle ventole, con i vari sistemi di disaccoppiamento.

Solo successivamente (per i più esigenti) considererei l’ipotesi di aggiungere del materiale fonoisolante/assorbente.

Quale fonoisolante e fonoassorbente

Idealmente ci vorrebbero almeno due strati (o tre) composti da un fonoisolante e un fonoassorbente, come detto il primo riduce il rumore che attraversa i pannelli, il secondo riduce la riflessione del rumore all’interno del case.

Tra i fonoassorbenti il più diffuso e pratico è il poliuretano espanso a celle aperte autoestinguente (vedi sopra) abbinato ad uno strato di fonoisolante, che però ha dei limiti che riguardano il peso, le dimensioni e la praticità.

Tra i fonoisolanti si potrebbe provare uno strato abbastanza spesso di sughero, che si incolla facilmente e non ha controindicazioni, non so però quanto sia efficace. E’ una soluzione da testare.

Commenti, aggiunte e riflessioni per migliorare la guida sono ben accetti.

Prodotti

Nexus DampTek

Sono 3 fogli 40 x 50 cm adesivi di materiale doppio strato fonoassorbente e fonoisolante.

Pubblicato il

Chassis per un PC Silenzioso

Spesso, sui forum a tema, si possono leggere richieste di utenti alla ricerca di un “case silenzioso”. Questa è una concezione fondamentalmente errata: un case, di per sé, non è altro che un complesso di materiale inerte, immobile, che non produce alcun genere di rumore. Tuttavia, la scelta accurata di un modello può facilitare l’abbattimento del rumore complessivo prodotto da un personal computer.

Convenzionalmente la scelta di un case è sempre stata dettata da alcuni fattori comuni, quali le dimensioni esterne, l’estetica, la compatibilità con le componenti che dovrà ospitare e, non ultimo, il prezzo. Sebbene questi punti mantengano una certa importanza, non sono sicuramente sufficienti al fine di valutare la propensione al Silent Computing di un case.

Ricordando sempre che la silenziosità di un sistema è figlia principalmente delle componenti interne che si andranno a scegliere, di seguito cercheremo di approfondire alcune delle caratteristiche da valutare al momento dell’acquisto del proprio case:

Costruzione Chiusa e Solida

Il suono altro non è che un’onda di pressione che si propaga attraverso un fluido (che sia aeriforme, liquido o solido) fino a raggiungere le nostre orecchie. Nel caso specifico di un personal computer possiamo distinguere le fonti delle emissioni acustiche in due macro categorie: quelle legate all’ambiente interno al case (ronzii elettrici, ticchettii di ventole, turbolenze dell’aria, ecc..) e quelle legate alla struttura stessa del case, principalmente sotto forma di vibrazioni.

case-pc-02Nel mondo del Silent Computing il case assume quindi una funzione importante: quella di “contenitore” del rumore. Per questa ragione un case studiato in ottica “silent” deve essere il più possibile privo di aperture. Queste infatti sono delle corsie preferenziali per la fuoriuscita del rumore prodotto all’interno del case. Idealmente dovrebbero limitarsi al numero minimo di predisposizioni per ventole necessarie all’adeguato raffreddamento delle componenti interne.

Particolare attenzione bisognerebbe  prestare al lato frontale e sinistro: questi sono infatti i punti solitamente vicini alla postazione di lavoro, di conseguenza dovrebbero a maggior ragione presentare una superficie chiusa in modo da impedire una linea diretta verso la posizione dell’utilizzatore.

Altro aspetto da considerare è la solidità complessiva della struttura ed il suo peso. Questi due parametri contribuiscono infatti alla capacità di assorbire le onde di pressione e le vibrazioni. Questo è un problema spesso sottovalutato, ma è anche uno di quelli più difficili da arginare in seguito ad un acquisto errato. Pareti leggere e non ben ancorate al resto della struttura possono entrare in risonanza a causa delle vibrazioni trasmesse dai dischi rigidi o dalle ventole, emettendo un ronzio percettibile e fastidioso, spesso erroneamente attribuito ad altre cause. Anche in questo caso, i fori per la ventilazione o praticati nel case per motivi meramente estetici contribuiscono negativamente con la diminuzione della rigidità della struttura.

Uno dei fattori che permettono di valutare la solidità di un case è il peso. A parità di dimensioni, un modello dal peso maggiore avrà probabilmente pareti più spesse e chiuse, di fatto più adatte a ridurre il fenomeno di propagazione delle vibrazioni. A titolo esemplificativo, per un case di tipologia Mid-Tower sarebbe bene ricercare modelli dal peso (a vuoto) superiore ai 10-12Kg.

Ventilazione e Predisposizioni per ventole

Lo studio di una corretta ventilazione delle componenti interne di un pc è un aspetto fondamentale della creazione di un pc silenzioso. Ciascun componente dovrebbe essere investito da almeno un flusso d’aria, in modo da mantenerne le temperature il più vicino possibile alla temperatura ambiente (caso particolare per gli hard disk).

Esistono diverse linee di pensiero per quanto riguarda la generazione dei flussi d’aria di un pc. La più comune e diffusa è quella che, sfruttando la naturale convezione di un fluido riscaldato (l’aria calda tende a salire verso l’alto), cerca di ricreare ciò che viene definito “flusso ad S rovesciata”: l’aria fresca viene immessa nel frontale e, dopo essersi riscaldata lambendo le componenti elettroniche, viene espulsa dal retro e dal tetto.

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A prescindere dalla tecnica che si decida di adottare, una delle basi del silent computing consiste nell’utilizzare ventole di alta qualità ad un basso numero di giri in modo da limitarne al minimo l’impatto acustico. Questo però implica che il volume di aria spostata e la pressione applicata al fluido siano inferiori a quelli che è possibile trovare in un normale pc. Assume quindi particolare importanza la ricerca di un case che permetta di ridurre al minimo tutti quei fattori che possano ostruire o disturbare il flusso d’aria che si voglia ricreare. Tra i principali ricordiamo:

  • Cavi di alimentazione o di collegamento per le periferiche: cavi lasciati pendere all’interno delle camere principali del case possono ostruire l’afflusso di aria fresca alle componenti. E’ bene dunque ricercare quei modelli che permettano un corretto cable management, possibilmente attraverso fori nella parete di sostegno per la scheda madre che permettano di nascondere i cavi dietro di essa;
  • Cestello per Hard Disk ruotato di 90°: negli ultimi anni ha preso piede l’usanza di costruire case con il cestello porta hard disk ruotato di 90°. Sebbene questo sia indubbiamente comodo per il cablaggio dei dischi e gradevole esteticamente, può generare spiacevoli conseguenze sulla ventilazione e rumorosità del sistema. In primo luogo, il flusso d’aria proveniente dal frontale troverà di fronte a sé una parete chiusa, rallentando ulteriormente e rendendo quindi difficoltoso l’afflusso di aria fresca alle componenti interne. In secondo luogo, l’impatto dell’aria in movimento con un ostacolo verticale provocherà la generazione di turbolenze nel fluido, le quali possono dar luogo a fastidiosi rumori ciclici a bassa frequenza. Al momento della scelta del case sarebbe dunque preferibile optare per un modello che abbia il cestello per hard disk parallelo al flusso d’aria proveniente dal frontale o tutt’al più, se ruotato, con una struttura fine che riduca al minimo l’ostruzione al passaggio dell’aria;
  • Feritoie o predisposizioni per ventole non necessarie: un flusso correttamente direzionato è sicuramente la via migliore per ottenere un adeguato raffreddamento delle componenti che formano i nostri pc. Fori estranei posizionati ad esempio sulle pareti laterali possono disturbare il direzionamento del flusso facendo fuoriuscire l’aria prima che abbia raggiunto le parti calde del pc.

Attenzione deve essere prestata anche alla predisposizioni per il montaggio delle ventole. L’evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha portato il dimensionamento standard delle ventole verso modelli di diametro 120mm o superiore. A parità di portata d’aria, una ventola di diametro maggiore potrà ruotare ad una velocità inferiore, generando quindi meno rumore. Lo studio di qualità effettuato case-pc-05sulle ventole da 120mm di diametro ha reso questo particolare formato una delle scelte migliori per il silent computing allo stato attuale.
La natura logaritmica della rumorosità fa inoltre sì che, a parità di portata d’aria, due ventole siano meno rumorose rispetto ad una singola di pari dimensione. Per questa ragione è sempre consigliabile avere almeno due ventole montate nel case, una sul fronte ed una sul retro, per garantire un’adeguata ventilazione interna.

Ultimo fattore da considerare per lo studio dei flussi interni sono le griglie apposte sulle predisposizioni per le ventole. Spesso le case produttrici tendono a posizionare, per motivi estetici, griglie e mesh dalla struttura fitta di fronte alle ventole. Queste ostruzioni fisiche, oltre a rallentare il passaggio dell’aria, tendono a provocare turbolenze, indipendentemente dal fatto che siano poste prima o dopo le pale delle ventole.

Idealmente, la condizione migliore per queste predisposizioni consiste nella totale assenza di griglie. Per motivi di sicurezza questo non è possibile (basti pensare a casi di noncuranza, o alla presenza in casa di bambini o animali), di conseguenza si dovranno ricercare modelli dotati di griglie che ostruiscano al minimo la luce. Un esempio possono essere modelli a filo metallico sottile come quello riportato nella foto a fianco.

 

Alloggiamento per Hard Disk ed Alimentatore

Abbiamo già parlato delle conseguenze che una errata valutazione della conformazione del cestello per hard disk può portare alla ventilazione del pc. Questa parte del case è un punto critico per la silenziosità di un sistema anche per un’altra ragione: le vibrazioni prodotte dai piatti rotanti dei dischi rigidi.
I piatti, in base alla velocità di rotazione propria del particolare modello di disco, producono delle vibrazioni con una frequenza primaria pari ad un sessantesimo del numero di giri, e le conseguenti armoniche (i multipli della frequenza base):

schema-velocitarotazione

A livello teorico sarebbe sufficiente agire sulla struttura del case in modo da andare a smorzare quelle specifiche frequenze. Dal punto di vista pratico questo non è però economicamente fattibile per le case produttrici, nè facilmente realizzabile da parte del singolo utente in un momento successivo all’acquisto. Per questa ragione, è importante affrontare il problema delle vibrazioni in due fasi: la scelta di modelli di dischi le cui vibrazioni sono riconosciute essere minime ed il disaccoppiamento di questi dischi dalla struttura del cas.
Non tutti i cestelli per gli hard disk si prestano ad un facile intervento di disaccoppiamento. Soprattutto nei case economici, le gabbie hard disk medesime sono dimensionate ad unacase-pc-06 larghezza di 3,5″ (esattamente la dimensione dei normali drive desktop) rendendo di fatto difficile se non impossibile interporre uno strato di materiale smorzante tra il disco e la struttura. Simili difficoltà si riscontrano anche nel tentativo di sospendere il drive; spesso l’unica soluzione consiste nella sospensione in verticale, andando quindi ad occupare l’intera altezza del cestello con un singolo pezzo.
Per ovviare a queste problematiche conviene ricercare modelli il cui cestello sia di larghezza superiore ai 3,5″. A questo riguardo è doveroso segnalare l’esistenza dei cosiddetti case Modulari. In essi, tutti gli slot presenti nell’anteriore sono da 5,25″ ed i dischi vengono montati tramite appositi cestelli, posizionabili all’altezza desiderata. Una configurazione simile permette una grande elasticità per l’adozione di sistemi di sospensione amatoriali.

case-pc-07Alcune case produttrici dotano nativamente i propri case di sistemi antivibrazione di varia natura, ad esempio sotto forma di gommini che si vanno a frapporre tra la vite di fissaggio e la struttura. Si tratta sicuramente di un aspetto positivo per l’utente finale, ma non sempre tali accorgimenti sono efficaci (la gomma potrebbe essere troppo sottile o troppo rigida per smorzare adeguatamente le vibrazioni). Si consiglia quindi di informarsi sempre sulla bontà di questi sistemi proprietari prima di procedere con l’acquisto.

 

Posizionamento dell’alimentatore

Si è portati a credere che, avendo acquistato un alimentatore di provata silenziosità, lo si possa escludere dall’equazione del silenziamento del sistema quando si va a scegliere un case. Questo ragionamento non è corretto: tutti i più moderni e blasonati alimentatori regolano la velocità della propria ventola sia in base al carico erogato, sia in base alla temperatura raggiunta dalle proprie componenti elettroniche.
La concezione classica di costruzione di un case, con l’alimentatore posizionato in alto a prendere aria dall’interno del case, fa sì che l’alimentatore medesimo riceva aria surriscaldata dal passaggio attraverso le componenti più calde, facendo aumentare la propria temperatura interna e, di conseguenza, la velocità di rotazione della ventola. E’ dunque consigliabile optare per modelli di chassis che escludano l’alimentatore dal flusso principale, o facendogli arrivare aria fresca direttamente dall’esterno (solitamente in questo caso l’alimentatore è posizionato in basso) o separandolo dal resto dell’hardware con una divisione a settori.

Materiali utilizzati e Fonoassorbente

Anche il materiale di costruzione può influire sulla propensione di un case ad essere reso silenzioso. Vediamo di seguito alcuni dei materiali più comunemente utilizzati nella fabbricazione (o nella auto-costruzione) di un case:

  • Acciaio (SECC): il più comune tra i materiali usati dalle grandi aziende, è anche tra quelli che meglio si prestano alla realizzazione di un pc silent. Grazie alle sue proprietà chimiche e meccaniche, l’acciaio è adatto alla realizzazione di case solidi e robusti, con discreta capacità di resistenza al propagarsi delle vibrazioni. Si consiglia la ricerca di modelli ricavati da laminati di spessore non inferiore a 0.8–1 mm.
  • Alluminio: solitamente utilizzato in prodotti di fascia alta a causa della notevole qualità estetica, non è generalmente adatto alla realizzazione di un pc silent. La sua densità, pari a circa il 30% del più comune acciaio, fa sì che i case in alluminio abbiano una struttura meno rigida e quindi molto più propensa a fare da cassa di risonanza alle vibrazioni prodotte da hard disk e ventole. L’applicazione di pesanti pannelli fonoassorbenti od altri accorgimenti atti ad irrigidire la struttura possono attenuare queste problematiche, ma l’eliminazione del problema delle vibrazioni risulta essere molto complessa su questo genere di case.
    Un mito ha sempre circondato i case in alluminio: “questo materiale, grazie alle sue buone proprietà di scambio termico, aiuta a dissipare il calore interno riducendo le temperature dei componenti”. Questo è, di fatto, un concetto errato. In un normale case, il compito di raffreddare le componenti elettroniche è affidato interamente all’aria che le lambisce. Queste componenti potrebbero usufruire delle proprietà termiche dell’alluminio solamente se fossero in diretto contatto con la struttura (come avviene per i case fanless). Le uniche componenti che soddisfano questo contatto sono i dischi rigidi, le cui temperature di esercizio sono troppo basse per poter sfruttare la maggiore conducibilità termica dell’alluminio rispetto all’acciaio.
  • Plexiglas (polimetilmetacrilato): solitamente utilizzato per ricavare finestre o aperture per mettere in mostra gli interni del case, negli anni è stato utilizzato anche per la costruzione di case interamente in plexiglas. Si tratta di un materiale plastico trasparente dalle buone caratteristiche meccaniche. La scarsa flessibilità, su spessori non inferiori a 4-5mm, lo rende adatto ad essere sfruttato per irrigidire i pannelli laterali dei case, smorzando la trasmissione delle vibrazioni.
  • Legno: materiale sempre più utilizzato nella costruzione amatoriale di case per via della facilità di lavorazione. Unisce una buona resistenza alle vibrazioni (il punto di risonanza del legno è a frequenze molto basse) ad un leggero effetto di isolante acustico (legato allo spessore del materiale, consigliabile non scendere sotto i 7-8mm). E’ bene optare per materiali densi, come il legno marino o il multistrato baltico, mentre è da evitare il massello il quale, a causa della struttura molecolare del materiale, potrebbe fungere da “cassa di risonanza”.

Fonoassorbente

E’ possibile trovare in commercio alcuni modelli di case che, di fabbrica, montano strati di isolante acustico sulle pareti esterne. Si tratta di modelli solitamente costosi rispetto ai corrispettivi di stessa fascia ma, essendo studiati appositamente per il silent computing, forniscono una buona base per la creazione di un pc silenzioso.
Sebbene sia d’obbligo ricordare che questi materiali isolanti non siano in grado di eliminare i rumori prodotti da una configurazione non ben progettata, alcuni dei fonoassorbenti studiati per i computer aiutano a ridurre la risonanza di Helmholtz, un fenomeno fisico che porta l’aria a vibrare quando si trova in un contenitore chiuso. In tali condizioni, il fluido aeriforme è soggetto a risonanza su frequenze inferiori a 200Hz, un livello abbastanza basso da essere difficilmente distinguibile fino a quando le componenti del pc non vengono ridotte al silenzio ma che può essere esaltato dalle vibrazioni prodotte da hard disk e ventole se questi non sono adeguatamente disaccoppiati dalla struttura.

Tipologie Particolari di Case (Gaming – HTPC – Mini-ITX – Fanless)

Di seguito andremo ad analizzare alcune particolari tipologie di case che possono essere trovate in commercio, valutandone gli aspetti positivi o negativi dal punto di vista del silent computing.

Case Gaming

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Fino a pochi anni fa questa tipologia di prodotto non sarebbe stata adatta alla creazione diostruiti con l’intento di ospitare configurazioni potenti, particolarmente avide di corrente elettrica (e di conseguenza con un notevole calore sprigionato), questi case sono solitamente caratterizzati da una struttura molto aperta per massimizzare la ventilazione ed il raffreddamento.
Lo sviluppo tecnologico che ha caratterizzato le componenti di raffreddamento dei pc ha reso oggi possibile la costruzione di pc molto silenziosi anche con questa fascia di prodotti. Si tratta comunque di un’operazione che richiede uno studio accurato delle componenti da andare ad utilizzare (come già detto in precedenza, in linea generale le aperture nel case sono vie di fuga per il rumore oltre a disturbi per il corretto direzionamento del flusso d’aria), e che difficilmente riuscirà a portare risultati simili a quelli ottenibili con case più adatti al silent computing.

Case HTPC

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Evoluzione dei primi case desktop che hanno visto la nascita dei personal computer, questi prodotti sono caratterizzati da forme e finiture che li rendono adatti ad essere posizionati vicino a televisori e sistemi Home Theater. Visto il particolare ambito di utilizzo, l’aspetto di silent computing non è così importante rispetto ai case adibiti ad applicazioni lavorative o alla navigazione: il rumore di fondo presente nell’ambiente multimediale è mediamente più alto, a causa dell’apporto sonoro proveniente dalla riproduzione di video o audio. Ciononostante molti appassionati di alta fedeltà possono essere infastiditi dal rumore di sottofondo prodotto da un htpc non ottimizzato durante risproduzione di file multimediali, rumore che risalta maggiormente nei momenti di pausa e nelle scene silenziose.
Per questo motivo, è bene scegliere modelli in grado di montare ventole di diametro pari o superiore ai 92-120mm, e dall’altezza sufficiente per ospitare dissipatori aftermarket di buona qualità (almeno 10cm). Uno dei principali inconvenienti di questa tipologia di case è l’alloggiamento per hard disk, solitamente studiato per un fissaggio diretto alla struttura tramite comuni viti. Si dovrà quindi procedere in un secondo momento ad un adeguato smorzamento delle vibrazioni.

Case Mini-ITX

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La miniaturizzazione delle componenti elettroniche ha permesso a questo genere di piattaforme di prendere piede negli ultimi anni, principalmente sotto forma di pc minimalisti adibiti alla navigazione ed al download. Le dimensioni estremamente contenute di questa tipologia di case rendono difficoltosa la creazione di un sistema di ventilazione attiva ed al contempo silenziosa. Schede madri fanless ed alimentatori DC/DC con gruppo di trasformazione esterno permettono in ogni caso di studiare macchine silenziose.
Per questa specifica tipologia di configurazione è consigliabile la scelta di case con aperture che permettano il ricambio dell’aria attraverso la naturale convezione. L’unica parte in movimento rimasta è infatti il disco rigido, solitamente di dimensioni ridotte (2,5″) e quindi meno rumoroso.

Case Fanless

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Sogno di molti utenti che ricercano un silenzio quasi assoluto è da sempre il pc totalmente fanless. Esistono alcuni case che permettono di realizzare questo sogno. Si tratta di modelli costruiti in modo da trasferire il calore prodotto dalle principali componenti elettroniche direttamente alle pareti del case tramite heatpipes. Le pareti, solitamente costruite in alluminio, formano un sistema ad alette che rendono l’intero case un unico grande dissipatore.
Questo genere di prodotto ha però un punto debole: gli hard disk. In mancanza di un flusso d’aria direzionato dalle ventole, il loro raffreddamento deve per forza essere affidato alla conduzione termica attraverso il contatto con la struttura metallica del case. Questo è però deleterio per il problema delle vibrazioni. Uniche soluzioni sono i cosiddetti “Hard Disk Silencers” o i moderni SSD.

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Guida all’installazione di Ubuntu

Ciao a tutti, sono lieto di presenarvi la mia guida sull’installazione di ubuntu 😀
Che cos’è Ubuntu? Ubuntu è una distribuzione Open Source che integra al suo interno il kernel GNU/linux ed è basato sul sistema operativo Debian.
E’ divisa in tre varianti con altrettanti ambienti grafici detti Desktop Environment (cioè l’insieme dei programmi che caratterizza l’aspetto del sistema opertivo, ma non solo): Ubuntu con Gnome, Kubuntu con Kde e Xubuntu con Xfce; i primi due sono ideali per sistemi recenti, il terzo è più leggero ed adatto a macchine più datate.
In più, ubuntu ed i suoi “fratelli” sono disponibili nella versione “alternate”, cioè adatta a sistemi che utilizzano meno di 256 MB di RAM.
All’interno di Ubuntu troviamo già tutto il materiale di cui abbiamo bisogno per lavorare con la nostra macchina non appena installato: una suite per l’ufficio, un software di masterizzazione, un editor di filmati, un player audio e video, programmi per manipolazione delle immagini, un broweser web, un client di messaggistica istantanea compatibile con moltissime piattaforme e chi più ne ha più ne metta, il tutto open source e gratuito!
Ubuntu come possiamo vedere, non ha nulla da invidiare ai sistemi Microsoft, eccezione fatta per i videogiochi creati dalle case: dato l’esiguo numero di utenti che utilizzano piattaforme con kernel Unix/Linux rispetto a quelli che utilizzano Windows, i costi per creare giochi per linux non avrebbero economicamente un riscontro positivo…
Esistono comunque non pochi giochi multipiattaforma, molto ben fatti graficamente e poco assetati di risorse per linux: Urban Terror, Open Arena, Alien Arena eccc ecc., se poi parliamo di giochi semplici sul livello di tetris, solitario, scorch e simili, l’elenco cresce a dismisura .

Detto questo, perchè non provare Linux e la sua filosofia di condivisione? Basta seguire questa guida
Al momento della stesura di quest’ultima, la versione in uso era di Ubuntu 10.04, una versione abbastanza datata, ma questa guida è tranquillamente compatibile anche con le versioni attuali ed ovviamente anche con i suoi predecessori.
Prima di iniziare, ci sono dei passi necessari per ottenere una corretta e funzionale installazione di Ubuntu:

  1. Sul sistema sono installati più di 256 MB di RAM?
    Sì → procedete con la seguente domanda
    NO → è necessario installare una versione Alternate di ubuntu, che consente di poterlo utilizzare con meno di 256 MB di RAM.
  2. Il restante hardware a disposizione è di fattura recente (per recente si intende con massimo 5-6 anni di vita)?
    Sì → procedete con la seguente domanda
    NO → in questo caso è consigliato l’utilizzo di un ambiente grafico più leggero, come Xfce presente su Xubuntu
  3. Il sistema posside più di 1- 1,5 GB di RAM?
    Sì → procedete con la seguente domanda
    NO → al momento dell’installazione , ricordatevi di creare uno spazio di swap da 1-2 GB che servirà da appoggio all’insufficiente RAM per un utilizzo scorrevole.
  4. Ubuntu sarà installato su un disco intero (A) o su una partizione all’interno di esso(B)?
    A → saltate la prossima domanda
    B → procedete con la seguente domanda
  5. La partizione che ospiterà ubuntu ha bisogno di essere modificata aumentandone o diminuendone la sua capacità?
    Sì → dalla modalità live eseguite il gestore di partizioni gparted (vedi in seguito nella guida) ed applicate le modifiche alla partizione
    NO → avviate direttamente l’installazione

Per prima cosa accediamo al sito ufficiale di Ubuntu Italia e scarichiamo l’immagine ISO, masterizziamola su un CD e, dopo aver impostato sul bios il lettore CD come prima periferica di boot, inseriamo il CD e riavviamo.
Dopo qualche secondo ci troveremo davanti una schermata simile:

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Premiamo un tasto per entrare nel menù della scelta della lingua, altrimenti il sistema partirà in modalità live in lingua inglese.

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Dopodichè selezioniamo l’italiano come lingua e scegliamo dal menù principale “Prova ubuntu senza installarlo” ed attendiamo il caricamento della schermata principale di ubuntu; questa scelta permette di avviare un vero e prorpio sistema operativo direttamente da CD. Un sistema operativo scritto ed utilizzabile da CD viene detto “Live CD” e con il termine “far partire da live CD” o “in modalità live” si intende selezionare appunto questa voce.

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Le altre voci eseguono i seguenti comandi:

  •  Installa Ubuntu: fa partire direttamente l’installatore del software senza passare per la schermata principale del sistema
  • Controlla difetti sul disco: esegue un check del CD per verificare per sia stato masterizzato correttamente senza errori e che tutto il software necessario sia presente, in questo modo vi risprmierete un’installazione interrotta a metà per la mancanza di qualche pacchetto
  • Test della memoria: esegue una diagnosi della moemoria RAM installata nel computer attraverso il software Memtest86+, utile per evitare interruzioni di installazione a causa di crash della memoria
  • Boot dal primo disco rigido: fa partire il sistema dall’hard disk, come se non fosse stato inserito il CD.

Ed eccoci finalmente arrivati sul Desktop di Ubuntu! 🙂

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La scelta di avviare il sistema da live anzichè installarlo direttamente, vi conserirà di utilizzare il software per la modifica delle partizioni chiamato Gparted: il gestore delle partizioni contenuto nell’installatore infatti ha meno funzioni rispetto a gparted, tra queste la riduzione delle partizioni. Oltretutto avviare il sitema da live vi consentirà di installare direttamente i pacchetti per la lingua italiana, cosa che altrimenti avremmo dovuto fare una volta riavviato il sistema.

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Avviamo l’installazione cliccando su “installa” e rispondendo a semplici domande, come l’ubicazione con il fuso orario ed il layout della tastiera.

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Successivamente arriveremo al gestore delle partizioni, nel quale protremo scegliere dove installare ubuntu; prima di procedere, è necassario precisare alcune cose:
Ubuntu consente di posizionare i file di sistema e dell’utente su diverse partizioni, in modo che nel caso in cui fosse necessario ripristinare una determinata zona del sistema, si modificheranno solamente i file presenti su quella partizione, mentre i file dell’utente o di un’ altra parte del sistema rimarranno intatti.
A tal propososito, ecco un breve riassunto delle diverse partizioni che si possono creare (dette più correttamente “punti di mount”):

  • “/” la partizione principale che racchiude tutti i file di sistema, è chiamata “root” che significa appunto “radice”
  • “/home” contiene i dati dell’utente ed i file nascosti di configurazione dei programmi (visualizzabili premendo ctrl + h)
  • “/temp” in questa cartella vengono immessi tutti i file temporanei di una certa applicaizone in uso
  • “/boot” l’area dove risiede il boot loader”
  • “/usr” area dedicata ai programmi e librerie installate di default
  • “/var” la cartella di miscellanea dove vengono messi tutti i file che non trovano altro posto
  • “/srv” cartella dedicata ai server installati (esempio: server di stampa)
  • “/opt” pacchetti software aggiuntivi (esempio: Firefox)
  • “/usr/local” area dove risiedono tutti i software installati manualmente

Per un utente classico può andare bene l’accoppiata “/” più “/home”, in questo modo se si dovesse reinstallare nuovamente il sistema operativo o installare una sua versione successiva, non ci sarà più bisogno del backup dei dati dell’utente, perchè le modifiche verranno apportate solo alla partizione “/”.

Nel caso in cui voleste creare partizioni anche per le altre cartelle, tenete presente che tutta la root di ubuntu, con tutti i software installati di default, occupa all’incirca 3- 4 GB (pochissimo vero?), quindi non create partizioni enormi perchè tanto non verrano mai saturate.

Per creare una partizione da un disco vergine, prima selezioniamo “specifica manualmente le partizioni (avanzato)”.

Notate che dalla versione 11.04, al momento dell’aggiornamento del sistema operativo, verrà riconosciuta, se presente, una versione di ubuntu precedentemente installata sul disco e sarà possibile eseguire automaticamente l’aggiornamento alla nuova versione senza perdere dati personali. Tuttavia, io consiglio sempre di reinstallare tutto il sistema da zero, per evitare la possibilità di conflitti con i files delle varie versioni. Per far ciò cliccate su “altro” che vi porterà al gestore di partizioni avanzato.

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Dopo creiamo una nuova tabella delle partizioni.

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Adesso aggiungiamo una nuova partizione cliccando su aggiungi. Se la partizione in questione conterrà il sistema operativo, faremo in modo che sia di tipo primario, altrimenti se si tratta di un area per i dati metteremo il tipo logico.
Nel campo “punto di mount” selezionate il tipo appropriato, mentre nel campo “usare come”, scegliete sempre il file system EXT4 se si tratta di partizioni del sistema.
Attenzione! Se state installando una versione di ubuntu precedente alla 9.10, scegliete solamente un file system EXT2 o EXT3, in quanto integrano un kernel che in caso di mancanza di corrente, potrebbero ridurre ogni file presente sulla partizione formattata in EXT4 alle dimensioni di 0 byte!

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Nel caso in cui si trattasse di uno spazio di swap, scegliete “spazio di swap” (non fate caso al numerone che ho messo nel campo della dimensione).

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Quando siete pronti, cliccate su avanti ed attendete il completamento della creazione delle partizioni.

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Vi verrà mostrata una finestra che vi ricorda di creare una partizione per lo spazio di swap, in caso in cui la vostra macchina non opsitasse più di un GB di RAM.

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Ora inserite il vostro nome e quello da utilizzare per l’accesso al pc, la vostra parola chive indispensabile per poter installare ed aggiornare software ed infine il nome del computer.
Potete anche scegliere se accedere automaticamente, accedere previo inserimento del nome utente e password od anche utilizzare la password per accedere al sistema operativo ed alla home.
Vi verrà poi mostrata una finestra riassuntiva dell’operazioni che verranno eseguite.

Nella scheda “avanzato” potete scegliere dove e se installare il boot loader e l’eventuale porta di rete, nel caso utilizzaste un proxy (il boot loader cioè è il software che consente di avviare ubuntu tramite menù a scelta dopo la schermata del POST del pc, nel caso in cui venga installato su una macchina dove c’è windows, esso sovrascriverà il Master Boot Record; il boot loader può non essere installato nelle macchine in cui c’è già una distribuzione linux, in tal caso è sufficiente aggiungere delle righe di codice al file allegato al boot loader per far comparire il sistema ubuntu nel menù di scelta all’avvio. Nel caso in cui il boot loader non venga installato, dovrà essere installato a parte, consiglio quindi vivamente di installarlo, lasciando in conclusione la scheda “avanzato” con i valori di default).

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Dopo aver cliccato su avanti attendete il completamento dell’installazione, nell’attesa potete provare il nuovo sistema operativo o intrattenervi con un solitario lol.

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Quando l’installazione sarà completata, potete scegliere se riavviare ed utilizzare Ubuntu o continuare ad utilizzare la live CD e finire i vostri lavori(ricordatevi che essendo un live CD i dati vengono immagazzinati nella ram, che allo spegnersi del pc cancella tutti i dati in essa scritti, salvate quindi il vostro lavoro su un supporto rigido).

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Dopo aver riavviato, togliete il cd e premte invio, adesso siete pronti a godervi la vostra prima distribuzione GNU/Linux.

Buon divertimento col vostro nuovo sistema operativo!