chi erano i longobardi


I LONGOBARDI
Raccontati dai ragazzi ai ragazzi

STORIA

Italia prima discesaQuali sono le fonti per ricostruire la storia dei Longobardi?
Le fonti possono essere divise in fonti scritte come la Historia Langobardorum di Paolo Diacono, elaborata verso la fine del secolo VIII, i testi legislativi, come il famoso Editto di Rotari promulgato nel 643 e le fonti archeologiche.

Chi erano i Longobardi?
I Longobardi erano una popolazione germanica, seminomade e guerriera.

Da dove provenivano?
Essi provenivano dalla Scandinavia, poi agli inizi del VI secolo si spostarono in Austria ed in Pannonia (attuale Ungheria), dove ebbero prolungati contatti anche con il mondo e la societ romana.

Da dove deriva il loro nome?
Alcuni pensano che derivi dalla parola scandinava vinna che significa combattere, altri che fossero chiamati cos per le loro lunghe barbe, altri ancora per le lunghe lance che usavano nei combattimenti.

Quando giunsero in Italia?
Nel 568 guidati dal re Alboino, valicarono il confine delle Alpi Orientali, occuparono il Friuli ed invasero la pianura padana dal settore orientale verso quello occidentale.

Quali territori comprendeva il Regno longobardo?
Il regno longobardo occupava sia una parte della penisola italiana centro-settentrionale ed era conosciuto come (Langobardia maior) e sia una parte della penisola centro-meridionale identificata come Langobardia minor. Il settore centrale adriatico ed in parte quello tirrenico rimasero sotto il controllo bizantino cos come tutto il resto della penisola italiana meridionale e la Sardegna.

Quali erano i loro nemici?
I loro nemici erano i Bizantini di Costantinopoli, il Papa di Roma e i Franchi.

Come e quando fin la dominazione longobarda in Italia?
Nel 773 i Franchi, chiamati in aiuto dal Papa poich i Longobardi si preparavano ad attaccare Roma, li sconfissero e nel 774 Carlo Magno assunse il titolo di re dei Franchi e dei Longobardi.

SOCIET

Di che tipo era la societ dei Longobardi?
Avevano una societ di tipo piramidale e patriarcale.

Chi comandava?
Il popolo era guidato da un re guerriero scelto fra gli esponenti che comandavano i diversi gruppi tribali.

Quale classe sociale aveva maggior potere?
Quella composta dagli uomini liberi (arimanni), che potevano portare le armi.

Per quale motivo i guerrieri venivano chiamati Arimanni?
Perch il termine arimanno nella cultura militare longobarda significa letteralmente uomodellesercito.

Chi componeva lultimo gradino della societ?
Alla base della piramide sociale erano collocati i servi, che vivevano in condizione di parziale o totale schiavit.

Chi stava tra i guerrieri e i servi?
A livello intermedio si trovavano gli aldii, che avevano limitata libert ma riuscivano a procurarsi da vivere in modo autonomo. Essi non portavano le armi.

Da che cosa possiamo ricavare informazioni sulla composizione e sui cambiamenti della societ?
Dalla lettura del testo legislativo che conosciamo come Editto di Rotari promulgato nel 643.

In che modo cambi lidea di potere e quindi la societ?
Durante la fase slavo-pannonica aveva potere chi era guerriero mentre dopo la conquista della penisola italiana e la fondazione del Regno longobardo, la gerarchia delle classi sociali dipese anche dall estensione e dalla produttivit delle propriet terriere.

Come faceva un longobardo per diventare un forte guerriero?
Allet di 12 anni i maschi ricevevano una spada e iniziavano ad allenarsi allarte della guerra.

ECONOMIA

Quali erano le attivit principali?
Le attivit principali erano la guerra, la razzia, la caccia e lallevamento.

Quali animali venivano allevati?
Allevavano soprattutto maiali e bovini.

Conoscevano lagricoltura?
Le terre coltivate diminuirono mentre si ampliarono le foreste, utili ad un tipo di allevamento allo stato semi-brado del bestiame. Della ricca agricoltura romana sopravvissero soltanto le coltivazioni meno bisognose di cure: miglio, segala ed orzo.

Col tempo la societ e leconomia ebbero un evoluzione?
Nel VII secolo ed in quello successivo la societ era articolata in ceti o classi che comprendevano proprietari fondiari, artigiani, contadini, mercanti. Si diffuse la moneta per regolare le transazioni commerciali.

VITA QUOTIDIANA E LINGUA

Quale aspetto avevano?
Si rapavano la fronte e si radevano tutto intorno sino alla nuca, mentre i capelli divisi in due bande, spiovevano ai lati fino alla bocca. Avevano anche cura delle lunghe barbe alle quali prestavano molte attenzioni.

Come si vestivano?
Sia uomini che donne indossavano vestiti ampi di lino con balze variopinte fermati in vita da cinture in cuoio e fibbie in bronzo o in ferro, calzari aperti con lacci di cuoio intrecciati al polpaccio. Gli uomini per cavalcare utilizzarono calzoni di panno.

Comerano le loro case?
Il re e i suoi funzionari risiedevano negli edifici di et imperiale; le altre abitazioni erano di vario tipo. Alcune avevano un basamento formato da blocchi di pietre di varie dimensioni che servivano per isolare il fondo della struttura dal terreno e quindi dal freddo, dallacqua e dalla umidit mentre la parte superiore (cio le pareti e il tetto) era realizzata interamente in legno. Altre strutture abitative avevano un basamento in pietra e le pareti formate da una intelaiatura in legno rivestita di argilla ed il tetto in legno.

Che cosa mangiavano?
Il loro pasto comprendeva: carne suina, pappe di cereali e fave, burro e latte. Bevevano birra. Il vino era riservato agli esponenti delle classi pi agiate.

Quale lingua adoperavano?
Parlavano una lingua germanica, simile allinglese e al tedesco moderni, di cui non esistono testimonianze scritte. Nella lingua italiana troviamo circa 280 parole di origine longobarda tra cui: brodo, ricco, guancia, fazzoletto.

RELIGIONE

Qual era la religione dei Longobardi?
Originariamente erano un popolo pagano, con il re Alboino si convertirono all eresia ariana e con la regina Teodolinda inizi a diffondersi il cattolicesimo-romano, che fu poi imposto a tutta la popolazione.

Quali erano le caratteristiche delle necropoli longobarde?
Erano collocate vicino a un corso d’acqua e a una strada, poco distanti dai villaggi. Le tombe erano generalmente orientate in direzione Ovest-Est, perch il defunto potesse scorgere il sorgere del sole.

Cosa inserivano nelle tombe?
I defunti venivano sepolti con i propri abiti quotidiani che comprendevano oggetti diversi: nelle tombe maschili erano presenti armi a testimonianza del valore del guerriero, mentre la presenza di gioielli e monili caratterizzava quelle femminili.
Nelle tombe potevano essere inseriti anche oggetti in osso, strumenti di uso quotidiano e contenitori in ceramica o in metallo di vario tipo.

ARTE

Cosa rimane dellarte longobarda?
Ancora oggi si discute se sia esistita una vera e propria arte longobarda o se i longobardi abbiano acquisito una identit artistica basata su quello che ereditarono dalla cultura romano-bizantina che li aveva preceduti. Certamente i Longobardi hanno realizzato o hanno commissionato opere di altissimo contenuto artistico. Rimangono piccoli monumenti, alcuni pregevoli, come il tempietto longobardo di Cividale e molte opere di arte e artigianato.

Qual era la forma darte nella quale erano pi bravi?
Le pi note testimonianze riguardano loreficeria, che annovera capolavori come la Chioccia con pulcini, la Croce di Agilulfo e la Corona ferrea. Gli artigiani longobardi sapevano modellare preziose lamine auree, erano molto bravi nella tecnica della lavorazione a sbalzo e completavano la lavorazione dei manufatti con pietre preziose e semipreziose. Tra i reperti orafi si segnalano orecchini, guarnizioni da fodero in lamina aurea lavorata, guarnizioni di sella, piatti, croci e reliquari.
Gli scramasax (tipici coltelli da combattimento longobardi) e le fibule erano parte delle attivit metallurgiche pi semplici , ma ugualmente importanti.

Testo realizzato in collaborazione con lIstituto Comprensivo Severino Fabriani di Spilamberto
Dirigente Scolastico Prof. Carla Martinelli
Hanno curato la stesura dei testi:
Scuola Primaria: gli alunni della 5^ A , 5^B, 5^D e i loro maestri: Laura Montanari, Rosa Bianco, Marco Amadessi e Carmel Norscia, la 5^ di San Vito con i maestri Irene Romeo e Dario DAngelo
Scuola Secondaria: gli alunni della 1^B e la loro insegnante prof. Caterina Pizzuti
Anno scolastico 2009-2010

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