come affrontare crisi di panico


Gli attacchi di panico sono delle brevi ma intense crisi di paura e ansia, che si presentano in assenza di un vero pericolo. Sono classificati in attesi (o situazionali) e inaspettati.I primi si verificano quando è presente un elemento che già in passato ha scatenato la stessa reazione. Ad esempio, se si è già presentato un attacco di panico in una stazione ferroviaria e la situazione si ripete ogni volta che ci si trovi in una stazione.  

Nel secondo caso, invece, non si riesce a identificare chiaramente un elemento scatenante. Ad essere inaspettati sono, ad esempio, i primi attacchi di panico, oppure quelli che si presentano in stati di rilassamento, a casa o nel sonno. Nel caso di attacchi di panico improvvisi, chi ne è colto si trova nella condizione di non sapere cosa fare nell’immediato per riprendere il controllo della propria mente e del proprio corpo, mentre nel caso di attacchi di panico attesi, la persona (seppur spaventata) conosce i sintomi che lo precedono e può imparare, nel tempo, a reagire.

Durante un attacco di panico, il battito cardiaco aumenta e possono presentarsi, tra gli altri, intensi dolori addominali. La sensazione provata è simile a quella di un attacco cardiaco e la prima paura che si ha è quella di morire. La paura della morte è il risultato dell’intensa produzione da parte del corpo di adrenalina come se ci si trovasse di fronte ad un pericolo specifico; seguono una serie di alterazioni chimiche a livello cerebrale e nella mente si fanno strada pensieri negativi non facili da controllare.

Cosa fare per superare la crisi?

È importante conoscere il disturbo e tenere bene a mente che nella maggior parte dei casi il panico provato non è collegato a pericoli reali, sebbene il corpo reagisca attivando un meccanismo di “fuga” dal pericolo.

Occorre quindi fare una pausa, rallentare il ritmo del respiro per rilassarsi e cercare di controllare i pensieri fino a riprendere, piano piano, il controllo della situazione.

Durante un attacco di panico è consigliabile anche contare, inspirando ed espirando con il naso, finché i muscoli non rilasciano la tensione accumulata. Chiudere gli occhi ed immaginare vicino una persona di fiducia può essere un’altra strategia da mettere in campo. Alcuni attacchi di panico, infatti, sono il risultato di un sentimento di solitudine e dell’errata convinzione di non essere in grado di affrontare le difficoltà da soli. Spostare l’attenzione dalla crisi e concentrarsi su pensieri o situazioni positivi è un ulteriore modo di reagire.

 

FONTE: Istituto Watson, Psicologia e Psicoterapia Comportamentale

PP-GEP-ITA-2913

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