come è strutturato un quotidiano


di Alessandro Mancuso, docente del Liceo  “P. Gobetti”

Il giornale per eccellenza è considerato IL QUOTIDIANO, anche se non si tratta dell’unico tipo di giornale esistente.

È un organo di informazione meno potente di notiziari televisivi e radiofonici ma comunque fondamentale. Più impegnativo, e meno accattivante, del notiziario televisivo, il giornale richiede  un livello medio di cultura da parte del lettore, e un suo maggiore sforzo intellettuale, di analisi e di ricostruzione, rispetto alle informazioni veicolate dai supporti audio-video, che sono invece già pronti e confezionati. Ecco perché attualmente, e in particolare in Italia, i quotidiani sono meno sfruttati rispetto ad altri sistemi d’informazione: perché presuppongono una certa preparazione, comportano fatica nella decodifica dei testi, rendono il lettore “attivo” e quindi stimolano, in varie maniere, la sua intelligenza e il suo spirito critico (tutte qualità al giorno d’oggi ampiamente “in disarmo”, soppiantate dalla comoda – per tutti – capacità di condizionare la mente del fruitore di notizie con immagini e commenti audio veloci, spesso sovrapposti e “giustapposti”, allo scopo di ottenere un preciso e immediato convincimento.

Torniamo ai quotidiani; essi non sono tutti uguali, infatti non riportano (o non dovrebbero riportare) le medesime notizie e soprattutto non le riportano (o non dovrebbero) nella stessa maniera. Inoltre esistono diversi tipi di “giornali-quotidiani”:

  • quelli d’informazione, che si occupano prevalentemente di dare le notizie e approfondirle,

  • quelli di opinione, che si concentrano maggiormente sul commento delle informazioni e quindi sul loro approfondimento (in un modo che, almeno sulla carta, “dovrebbe essere indipentente”, cioè non organico a nessuna corrente partitica ufficiale, anche se non per questo obiettiva e priva di schieramenti),

  • quelli di partito che puntano invece su una lettura della realtà apertamente veicolata attraverso le posizioni ideali e politiche sostenute dal partito, o dal movimento, di cui il giornale viene definito “organo ufficiale”.

Il giornale si suddivide in due grandi tipi: il quotidiano tradizionale, di formato più grande, ed il tabloid, più sintetico e mirato (succinto, o ridotto) rispetto alla propria impostazione e alla propria sfera di interesse, che può essere prevalentemente orientata alla moda, al mondo dello spettacolo, allo sport, alla cultura, ecc.

 

Solitamente i giornali, soprattutto oggi, escono al mattino; va ricordato però che prima dell’avvento di radio e tv esistevano diverse edizioni dello stesso giornale che potevano “uscire” anche nel pomeriggio o alla sera, soprattutto in occasione di grandi avvenimenti mondiali e di importanti fatti di cronaca.

 

Prima che l’impostazione del giornale si facesse, come avviene oggi, al computer e attraverso sistemi telematici di trasmissione degli articoli, la composizione di un quotidiano era molto complessa ed elaborata: le notizie arrivavano attraverso i telefoni e le telescriventi, dagli inviati o dai corrispondenti, dislocati in luoghi anche molto lontani, dalle questura, dagli enti locali, dalla polizia e da informatori di vario tipo, oppure ancora dalle agenzie di stampa specializzate che permettevano, e permettono ancora, la diffusione in tempi brevissimi di notizie su scala mondiale.

A questo punto partiva la composizione del giornale che veniva impaginato, all’origine con il sistema dei caratteri mobili fino all’Ottocento, con macchine quali la linotype, o la monotype nel XX secolo e attualmente con la fotocomposizione al computer, ovviamente molto più pratica e veloce.

 

Lo schema di ciascuna pagina si chiama menabò e permette di organizzare, tagliando e componendo i vari “pezzi”, cioè gli articoli, con i titoli più o meno in grande, con le immagini, i disegni, le vignette, in particolare sulla prima pagina che è la più importante del quotidiano e funziona un po’ da “vetrina”. Nella prima pagina troviamo infatti il titolo generale dell’edizione di quel giorno, scelto tra le notizie più importanti della giornata, l’articolo di fondo o editoriale (il vero “pezzo” qualificante del giornale, sovente scritto dal direttore della “testata” e riguardante un approfondimento- commento di tipo argomentativo in merito alla notizia ritenuta più importante per quel giorno), gli articoli civetta (legati sempre alle necessità imformative circa lgli avvenimenti più importanti della giornata) che iniziano per poche righe in prima pagina ma proseguono nell’interno, il sommario, le foto, le vignette.

 

Nelle pagine interne (che possono variare dalle 10 dei piccoli giornali alle 60 dei grandi quotidiani nazionali publicati in città come Roma e Milano) gli articoli sono raggruppati per argomenti e ciascun quotidiano riserva un gran numero di pagine fisse a determinati temi: un tempo, ad esempio, la “terza pagina” era dedicata alla cultura e riportava notizie letterarie e artistiche. Oggi le prime pagine sono dedicate alla cronaca politica, internazionale e nazionale, poi seguono le notizie di cronaca, anche qui internazionale e nazionale e di economia, infine la cronaca locale (della città o della regione in cui il quotidiano ha sede), lo sport (molto ricco specialmente il lunedì; ricordiamo in merito che fino ad alcuni anni gli unici giornali ad uscire il lunedì erano quelli sportivi, e le notizie di calcio sui quotidiani generici erano più limitate di adesso), lo spettacolo e la televisione, le pagine dedicate alle lettere, cioè la posta dei lettori, i settori dedicati ai giochi (sudoku, cruciverba, ecigmistica di vario genere) anche se su questi ultimi argomenti non tutti i giornali sono impostati nella stessa maniera.

 

Esistono infine gli inserti, o pagine speciali tematiche, dedicate, di volta in volta (e in genere in giornate fisse), a particolari argomenti settoriali come la scienza, la tecnologia, la medicina, la casa, le compravendite ecc.

 

Negli ultimi anni al quotidiano tradizionale si affianca il magazine, un tempo giornale ad uscita settimanale o periodica autonomo ed ora affiancato, con poco sovrapprezzo, alla vendita del quotidiano.

 

Discorso a parte, ma meno importante perché comprensibile a tutti per natura e finalità, è la presenza da molto tempo ingombrante della pubblicità che spesso occupa intere pagine del quotidiano con immagini furbe, di pronta presa e scritte “di scatola”, cioè “a caratteri cubitali”, che reclamizzano un prodotto.

Ricordiamo che l’uso di Internet sta lentamente cambiando il modo di usufruire delle notizie, anche rispetto al mondo radiotelevisivo; una certa parte della popolazione, la più attenta ai mutamenti del tempo, oggi si informa attraverso la rete perché in essa può rapidamente trovare i riferimenti di tutti i quotidiani mondiali, come si dice, “in tempo reale”.

 

La prima pagina

Diamo adesso alcuni riferimenti tecnici che permettono di orientarsi nel “lessico” tradizionale di un quotidiano analizzando i segmenti che compongono la prima pagina.

La testata: è l’elemento più vistoso dell’intero quotidiano e ne contiene il nome, stampato in alto e i grande, l’indicazione delle caratteristiche (quotidiano d’informazione, organo di partito, ecc.), i riferimenti editoriali e gli indirizzi.

 

Il titolo: è calcolato in colonne, che per il normale quotidiano sono 9 mentre per i tabloid, più piccoli, sono 7. le colonne comprendono la giustezza, ovvero l’impaginazione degli articoli che, per ragioni di comodità di lettura, non è organizzata in orizzontale (a tutta pagina) come i libri ma a strisce, in numero massimo appunto di nove o di sette; quando il titolo prende tutta la lunghezza della prima pagina si definisce “a nove colonne”, ma compare solo in occasione di fatti straordinari.

Intorno al titolo: sopra il titolo abbiamo l’occhiello, ovvero una frase scritta in caratteri più piccoli, in genere in corsivo, che fornisce maggiori informazioni sul titolo; sotto il titolo troviamo il sottotitolo, anch’esso in corsivo ma scritto a caratteri più grandi dell’occhiello; ancora più sotto il catenaccio, scritto in formato normale e più in grande anche del sottotitlo, e infine il sommario, ancora più sotto, che contiene alcune frasi illustrative dell’articlo di apertura.

 

L’articolo di fondo: spesso si trova in alto a sinistra, parte della pagina definita taglio alto, ma può comprendere anche il taglio medio, la parte centrale, e addirittura il taglio basso, sempre a margine della pagina e nella stessa colonna. È scritto, come abbiamo detto, dal direttore del giornale o da un giornalista particolarmente autorevole che rappresenta l’orientamento ideale e argomentativo del quotidiano in merito alla notizia di cui si occupa.

 

L’apertura: a fianco all’articolo di fondo, ma in una zona più centrale del taglio alto, sta il servizio di apertura che segue il titolo principale della giornata ed è quasi sempre accompagnato da una fotografia.

 

Il taglio basso: contiene alcuni brevi articoli (in genere due) su notizie meno evidenti delle principali, spesso di costume, definito fogliettone (da feuilleton, francese, cioè il romanzo d’appendice che veniva pubblicato a puntate) ed è uno spazio talvolta occupato dalla pubblicità, ma qui ogni quotidiano organizza autonomamente l’impostazione senza seguire regole generali.

 

Il servizio di spalla: si trova a destra dell’apertura e riguarda una notizia appena meno importante della prima, o anche una semplice foto.

 

Il contornato: si può trovare sempre nella zona a destra del taglio medio o del taglio basso ed è caratterizzato da una riga molto marcata che incornicia il pezzo rendendolo evidente benché non caratterizzato da un titolo scritto molto in grande.

In sintesi, la struttura della I pagina di un quotidiano risulta approssimativamente la seguente: 

grafica di Gabriella Lamastra, docente del Liceo Linguistico “P. Gobetti”

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