come riscaldare e raffreddare un capannone

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La prima domanda che sorge forse spontanea è: perché mai dovrei riscaldare un capannone?

Ovvio affermare che la propria casa va riscaldata in inverno e raffreddata in estate per vivere bene e non ammalarsi. Ecco, lo stesso principio vale per i capannoni: prova a pensare a come possa lavorare in modo proficuo una persona immersa anche più di otto ore al giorno al freddo pungente o al caldo asfissiante. 


Le ripercussioni fisiche e psicologiche sarebbero molto gravi: non solo i lavoratori rischierebbero di ammalarsi spesso (con conseguenze negative anche sulla produzione dell’azienda), ma non riuscirebbero a concentrarsi attentamente, non sarebbero produttivi. E anche i macchinari non sarebbero da meno, visto che le alte o le basse temperature vanno a inficiare il loro funzionamento, potendo provocare possibili malfunzionamenti e, di conseguenza, blocchi di lavoro e costi legati alla loro continua manutenzione.

 

Ecco perché riscaldare in inverno e raffreddare in estate un capannone è fondamentale.

 

Ci sono tre modalità principali di riscaldamento (per nessuna delle quali esiste una contemporanea possibilità di raffrescamento con lo stesso impianto) ed una quarta modalità innovativa per avere, invece, questo e quello.

 

La prima consiste nel classico riscaldamento a pavimento: si basa su una tecnica di messa a terra di tubi in cui scorre acqua calda. Il grande svantaggio consiste nei costi davvero elevati della fase di impiantistica: installare questi tubi su una superficie molto ampia, anche di cinquemila metri quadri, ad esempio, richiede un investimento in cui spesso il gioco non vale la candela. Il raffrescamento estivo potrebbe essere teoricamente ottenuto facendo circolare negli stessi tubi acqua refrigerata da un “chiller” però è estremamente complicato (in un capannone) il controllo dell’umidità e della condensa di vapore acqueo a pavimento.

 

La seconda consiste invece nell’installazione di tubi radianti disposti sul soffitto, attraversati da acqua calda prodotta da una caldaia o, direttamente, da gas combusti prodotti da un bruciatore. Si basano sul concetto di riscaldare l’ambiente partendo dall’alto, proprio l’esatto contrario del primo metodo, quello del riscaldamento a pavimento per intenderci.

Il grande svantaggio di questo sistema è rappresentato dalla stratificazione dell’aria calda in prossimità del soffitto ed una quasi totale assenza di comfort in termini di temperatura ad “altezza uomo”. Non vi è inoltre possibilità di abbinarli a qualche sistema per effettuare il raffrescamento: serve un vero e proprio ulteriore impianto dedicato. 

 

La terza modalità riguarda unità pensili a parete che possono, in realtà, essere di due tipi: generatori di aria calda alimentati con combustibile fossile oppure alimentati da acqua calda prodotta da una caldaia. Sono molto diffusi nel mercato. Anche questi presentano il problema di stratificazione dell’aria calda in ambiente (che tende a salire verso il soffitto) e dell’impossibilità (soprattutto per quelli a combustibile fossile) di essere abbinati ad un impianto di raffrescamento.

 

La quarta modalità, infine, quella più vantaggiosa, è il riscaldamento con pompe di calore aria-aria. Si tratta di soluzioni tecnologiche innovative e all’avanguardia, oltretutto sostenibili per l’ambiente, che si basano su una struttura con due unità collegate tra loro, una interna al capannone e una esterna.

 

Tra i benefici per l’azienda annoveriamo la possibilità di poter controllare da remoto ogni loro parametro di funzionamento, ciò al fine di trovare il miglior assetto per lo specifico capannone (ad esempio controllando la portata dell’aria, il differenziale ottimale tra temperatura di aspirazione e produzione, la programmazione degli orari di funzionamento, il consumo energetico, ecc. ecc.), spostare le unità in un secondo momento, se e quando l’azienda dovesse trasferire il capannone; la loro silenziosità; l’investimento nel complesso contenuto e comunque sicuramente molto più conveniente ed economico rispetto ai primi  tre metodi sopra descritti; l’opportunità di avere un unico impianto che funziona sia da riscaldamento per l’inverno sia da raffrescamento per l’estate; la loro modularità, grazie cui è possibile riscaldare (o raffreddare) superfici molto ampie e vaste; le prestazioni energeticamente elevate sia in regime invernale che estivo.




 

Sicuramente questa tipologia di riscaldamento per capannoni è la migliore, non ha rivali sia in termini di performance e qualità sia in termini di costi e investimento: si tratta solo di capire quante unità occorre installare  in uno specifico capannone.


 

Per maggiori informazioni: https://tecsaving.com/climatizzazione-capannoni/ 

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