cosa pensate delle università telematiche

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Una volta, un ragazzo che lavora nel campo delle risorse umane mi ha detto che loro (inteso come agenzia per cui lavora) generalmente scartano a priori persone con titoli ottenuti presso università telematiche, per il semplice fatto che vi è molta diffidenza nei confronti dei titoli erogati da questi istituti le cui politiche sono poco chiare (o meglio, poco specifiche e conosciute).

Un tizio che conosco si è laureato lo scorso anno in Economia e Management con UniCusano, ha preferito i corsi online perché lavorando non poteva seguire fisicamente in una qualsiasi altra università, ma… ha ottenuto un voto piuttosto basso, il che mi fa presupporre che non regalino nulla e i professori siano obiettivi, contrariamente a quanto si pensi, esattamente come nelle università canoniche all’incirca. La laurea, però, a suo dire non gli ha cambiato nulla (nel senso che pur sostenendo dei colloqui per cambiare settore lavorativo, non è stato selezionato per nulla finora, a parte uno stage con rimborso spese).

A parità di voto, in ogni caso, si predilige sempre chi è laureato presso università fisiche e lo è da meno tempo.

Il discorso cambia per eventuali titoli rilasciati da università ben note ma che istituiscono dei percorsi online (es. Master), come ad esempio il MIT, perché vanno ad arricchire – e di molto – il cv.

Personalmente, penso che le università telematiche possano rappresentare un “valore aggiunto” per la cultura, nel senso che molto spesso sento di persone che non si iscrivono all’università per mancanza di tempo, perché “ormai sono troppo avanti con gli anni” e per molti altri motivi… però in questo modo potrebbero far fronte a questi ostacoli, colmando la propria sete di conoscenza.

Certo, iscriversi ad una telematica presuppone avere una certa disponibilità economica, perché non si paga solo la retta annuale (equiparabile a quella di una privata) ma anche i singoli esami, che vanno sostenuti presso una sede fisica in presenza di una commissione (come nel resto delle università).

In Italia abbiamo ben 11 università “online”, ma devo dire che non c’è ampia scelta nei corsi di laurea, perché quasi tutte in genere ne offrono 4-5 e prevalentemente senza una spiccata parte pratica (la teoria la fa da padrona, in sostanza). Probabilmente avrebbe più senso ampliare la scelta per aumentare le possibilità di ognuno in generale, ma tenendo conto di un certo conflitto con le università fisiche e di determinati ambiti che ritengo vadano lasciati ad istituzioni canoniche per evidenti motivi (es. settore medico-sanitario), capisco anche perché questo concetto sia irrealizzabile.

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