cosa sbaglio nella vita

[ad_1]

Dicono che le persone rivedono tutta la loro vita scorrere davanti a loro prima di morire. Non lo sapremo per certo finché non arriverà quel momento. La morte, per quanto spiacevole possa sembrare, è una fase inevitabile della vita. Ognuno di noi a un certo momento ci arriverà.

Ti sei mai chiesto chi sarai e cosa penserai quando saprai degli ultimi momenti di questa vita? La maggior parte delle persone si pone questa domanda. Di che cosa te ne pentirai, quali sono le esperienze passate per cui daresti indietro il tempo per risolverle?

Ho raccolto alcuni dei rimpianti più comuni che le persone hanno quando stano per morendo, quando sanno di avere poco prima di andare aldilà. Sicuramente non possiamo controllare se morire o no, ma possiamo controllare il modo in cui viviamo fino ad allora.

1. Non ho avuto il coraggio di dire ciò che volevo dire

Spesso evitiamo di dire di no quando vogliamo dire di no. E  quando vogliamo . Non mostriamo la rabbia o la gioia per paura di ferire.

In modo ironico, quando diventi onesto ed esprimi i tuoi sentimenti – positivi o negativi – guadagnerai più rispetto da parte di quelli che ti circondano. All’inizio probabilmente ti troverai davanti alla loro resistenza. Non sono abituati che tu gli dica di NO.

Allora capiranno chi sei tu e ti rispetteranno. Altri non lo faranno mai, e cercheranno sempre di controllarti. E quest’ultimi non sono molto buoni come amici.

Seleziona con attenzione il tuo ambiente. Resta con un minor numero di persone intorno a te, ma che sanno accettarti per come sei e per tutto quello che senti. Relazioni che ti arricchiscono e aumentano il tuo valore.

Non accettare gli amici mediocri, solo per avere un cerchio sociale esteso. Se sei contento di una esistenza mediocre, porterai sempre dentro di te l’amarezza dei compromessi che hai fatto. Prima o poi te ne pentirai di questo.
Molte persone usano i social media (facebook, twitter, google plus, messenger, ecc) per scaricare i loro sentimenti. Non è necessariamente un male.

In generale però una telefonata ad una persona cara, un abbraccio o un caffè con una persona che rispetti (o con quale vuoi mettere qualcosa a posto) migliorerà la vita e porterà le relazioni che hai ad un livello superiore. O metterà fine alle relazioni che non ti arricchiscono. I Social Media sono un ottimo strumento per socializzare e fare networking. Rimane comunque solo un ampliamento degli incontri faccia-a-faccia non può sostituirgli.

Dì quello che ti senti: Sì quando vuoi che sia Sì e No quando vuoi che sia No

2. Non ho rischiato. Ho cercato sempre la sicurezza.

La sicurezza è un ideale: NON ESISTE LA SICUREZZA. Tutto quello che puoi avere è il senso di serenità, la fiducia che hai sapendo di essere al sicuro dal pericolo. Ma rimane solo una sensazione, non potrai avere mai la certezza di essere completamente al riparo.

Forse domani ti investirà una macchina, mentre stavi camminando normalmente sul marciapiede. O forse, mentre sarai su un panchina in un parco cadrà un aereo e tu morirai sotto.

Ricordati delle parole di Bilbo dal film “Il Signore degli Anelli”:

“… Frodo, uscire dalla porta. Ti metti in strada, e se non dirigi bene i piedi, non si sa dove puoi finire spazzato via.”

Sanno gli animali cos’é la sicurezza? No!

Lo sanno le piante? No, ancora!

Tuttavia sia gli animali e sia le piante vivono. Nessuno potrà mai vivere in una totale sicurezza. E il correre dal pericolo non è più sicuro dell’esporsi a ciò che pensi sia difficile. E’ solo un atto codardo per fuggire dal flusso della vita.

3. Non ho vissuto una vita appagante come avrei voluto. Ho vissuto la vita, come gli altri si aspettavano da me.

Arrivati davanti alla morte, la gente si accorge che nella vita non avevano fatto ciò che volevano, ma ciò che gli altri volevano da loro. Forse sono i genitori, marito, moglie, amici, professori, compagni, capo o qualcun’altro.

Alcuni hanno frequentato l’università che volevano i genitori. Sono diventati avvocati, ma non architetti, quello che sognavano. O forse sono rimasti a casa, invece di accettare la sfida di un lavoro ricevuto all’estero. Guardati intorno, troverai esempi molto simili anche nella tua vita. Quanti destini sublimi sono stati sprecati in questo modo?

Sono pochissime le volte in cui le persone si rendono conto che hanno fatto ciò che volevano gli altri e si sono persi dalla gioia e l’avventura della vita. Hanno abbandonato i loro sogni, per raggiungere quelli degli altri. Hanno rinunciato ad un destino che sarebbe potuto essere grande.

La società ha creato delle scatole in cui viviamo le nostre vite. Ad ognuno di noi – immediatamente dopo la nascita – viene dato la scatola dove “deve” rimanere. Generazione dopo generazione passiamo la lista delle caselle dove possiamo vivere. Le riceviamo dai genitori e le diamo ai nostri figli.

Proviamo ad essere onesti: ci sono dei limiti che ciascuno di noi deve rispettare per vivere insieme. Non va bene picchiare un passante per strada o dare fuoco alla casa del vicino (ci sono eccezioni :)). Ma in certi momenti dobbiamo rompere i limiti culturali, se vogliamo vivere una vita appagante. Per sentire i nostri cuori pieni di felicità a volte dobbiamo uscire dalle scatole in cui siamo cresciuti e disegnarle diverso da come lo hanno fatto i nostri genitori.

Oppure abbandonare alcune scatole. Thinking outside the box. Non è anarchia, ma è decidere ciò che vuoi dal tuo destino e qual’è lo stile di vita che vuoi vivere. Rispettando ovviamente delle regole fondamentali sulla convivenza con gli altri.

Realizza i tuoi sogni, a partire da adesso. Inizia questa al più presto, da giovane hai dalla tua parte una buona salute e un fisico indistruttibile. Con l’età lo vedrai che sarà più difficile iniziare, ma non impossibile (c’è la famosa storia del colonnello Sanders che ha fondato KFC a 60 anni). A proposito un film su questo tema “La ricerca della felicità” che devi assolutamente vedere.

Fai quello che vuoi tu, insegui i tuoi sogni.

4. Non ho permesso a me stesso di essere felice.

Hai mai conosciuto una persona di cui non ricordare di averla vista sorridere? Forse sei tu che sei così?

Ci sono persone che indulgono nel comfort emozione dei problemi quotidiani e non vogliono essere felici. Forse si sentono in colpa di essere felici, forse hanno paura della felicità. Forse è insolito, ma è così: alcune persone non vogliono essere felici.

Ma di fronte alla morte, se ne pentiranno per non aver sorriso più volte e non aver portato il/la figlio/a a  fare una passeggiata nel parco. Darebbero di tutto per tornare tanti anni fa, e avere tanta strada fino alla morte. E poter sorridere.

Vai con il tuo bambino a mangiare un gelato e andate nel giardino qui vicino, vai con la persona amata a mangiare una pizza o a fare paracadutismo. Vai in un altro paese, comprati una bicicletta o fai qualcosa che possa farti felice. Fai delle scelte che arricchiscono la tua vita e ti soddisfano. Guarda il film Mr. Nobody.

E sorridi, non essere troppo rigido. Non prendere la vita troppo sul serio tanto non ne uscirai vivo. 🙂

5. La “Bucket List”.

Un altro rimpianto maggiore delle persone di fronte alla morte, è che non hanno sognato, non hanno aspirato a qualcosa. Non si sono proposti di realizzare cose che loro volevano e non hanno ottenuto risultati significativi.

Sai cos’è un Bucket List?

E’ una lista di cose e esperienze che vuoi raggiungere prima di morire. Io ho sulla mia lista cose diverse come: andare a un corso di nuoto con il mio bambino, visitare il Tibet, viaggiare sulla Luna, partecipare al carnevale di Rio, suonare il pianoforte, finire una gara di triathlon, camminare sui carboni ardenti, ecc. ecc. Più di 100 sogni e aggiungo sempre di più. Non ci sono limiti!

Fai una lista di cose che vuoi fare prima di morire. Non essere timido: scegli cose facili da fare, ma anche difficili. Hai sufficiente tempo ancora per fare tutto quello che ti sei proposto, indifferentemente da quanto sembrasse difficile.

Scrivi un diario nel quale raccontare queste esperienze e vivi quei momenti al massimo. Goditi il loro marchio nella lista una volta che le hai fatte. Oh, e non dimenticare di guardare il film The Bucket List.Sogna, aspira!

6. Ho lavorato troppo.

Non credo che c’è stato qualcuno che prima di morire aveva voluto lavorare di più. Aver trascorso più ore al lavoro (nell’officina o al proprio lavoro) che con le persone care e a cui ci teneva o facendo cose che lo completavano.



Clicca per leggere la risposta completa

[ad_2]

Extenzilla.it
Logo
Reset Password