cosa studiano di storia in america

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Poco fa ho avuto una conversazione illuminante con alcuni colleghi americani, in ufficio. Un collega inglese li stava criticando per la loro ignoranza di quel che avviene al di la’ dei confini degli USA (e, a volte, dei confini della Georgia). Loro hanno risposto con obiezioni che ho sentito tanta volte, tra cui quella che gli USA sono una grande nazione, anche geograficamente, e che conoscerla tutta, a scuola, porta via tanto tempo che potrebbe altrimenti essere utilizzato per conoscere la geografia di altre aree; che io e il collega inglese siamo “universal” (intendevano “global”?), visto che “conosciamo il mondo”; che il collega inglese ed io abbiamo viaggiato e quindi conosciamo il mondo (e in questo caso la facile risposta e’ che non ho bisogno di visitare il Venezuela per sapere che Caracas e Maracaibo sono li’).

Ma la geografia ha aperto le porte alla storia, e qui sono arrivate le vere sorprese. Avevo gia’ notato che i conoscenti statunitensi sembrano conoscere la storia greca e l’Impero Romano meglio dei loro corrispettivi inglesi (di eta’ ed educazione simile). Ora so perche’.

La storia del resto del mondo viene studiata estensivamente per il periodo che va dalla preistoria alla data (1492) convenzionalmente usata per la scoperta del continente americano da parte di Cristoforo Colombo. A partire da quella data, lo studio della storia del resto del pianeta diventa marginale, e lo studio degli eventi del continente americano e poi degli Stati Uniti diventano predominanti, il che e’ comprensibile, visto che succede probabilmente in ogni altra Nazione: si studia prima cio’ che e’ vicino, nostro, locale, e poi cio’ che riguarda altri luoghi.

La storia pre-colombiana diventa quindi un intervallo pubblicitario tra la nascita della vita sulla terra e lo sbarco in America. Il piu’ lungo spot pubblicitario di tutti i tempi.

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