cos'è ti in analisi grammaticale

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I pronomi personali sostituiscono i nomi propri o comuni di persona, cosa
e animale a cui si riferiscono. Essi possono avere funzione di soggetto, di complemento diretto o di
complemento indiretto.

Es. Lei è molto bella ma preferisco te

Lei è pronome personale soggetto, mentre te, in base alla funzione logica
(Vedi analisi logica) è pronome personale complemento (diretto o oggetto).

Di seguito una tabella dettagliata dei pronomi personali.

 

Soggetto Complemento diretto Complemento indiretto

1° pers.sing. Io Me/Mi Me/Mi

2° pers. sing. Tu Te/Ti Te/Ti

3° pers.sing. Egli/Ella/Esso/Essa/Lei/Lui Lui/Lei/Esso/Essa/Lo/La/Si Lui/Lei/Esso/Essa/Gli/Le/Ne/Sé

1° pers.plur. Noi Noi/Ci Noi/Ci

2° pers.plur. Voi Voi/Vi Voi/
Vi

3° pers.plur. Essi/Esse/Loro Essi/Esse/Loro/Le/Li/Si Essi/Esse/Loro/Ne/Sé

 

Nella tabella sono indicate sia le forme forti (o toniche) del pronome personale sia le
forme deboli (o atone), queste ultime in rosso. Bisogna fare ben attenzione a non confondere il complemento
diretto con il complemento indiretto. Ma vediamo qualche esempio.

Es. Ci ha visti scendere le scale (Ci = complemento diretto, 1° pers.plur.)

Ci hanno telefonato ieri (Ci = complemento indiretto, 1° pers.plur.)

Le ho chiamate ieri (Le = complemento diretto, 3° pers.plur.)

Le ho telefonato ieri (Le = complemento indiretto, 3° pers.sing.)

 

Mi, ti, ci, vi, si sono anche dette
particelle pronominali perché non hanno significato senza il verbo. Quando incontrano
lo, la, ne e >le si devono trasformare in: me, te,
ce, ve, se.

 

Ne è pronome personale solo quando significa “di quella cosa”, “di quella persona”
altrimenti è un avverbio di luogo. Attenzione a distinguere con chiarezza l’uno e l’altro caso.

Es. Me ne vado (Io vado via da qui)

Me ne parli (Mi parli di questa cosa)

Anche Ci e Vi a volte funzionano da avverbio di luogo.

Es. Ci sono tante persone

 

Gli può anche unirsi con lo, la, li, le e
ne ottenendo le forme: glielo, gliela, glieli, gliele e
gliene. Le parole così formate hanno sia funzione di complemento diretto che di complemento
indiretto.

Es. Glielo dico (Io dico a lui questa cosa)

 

Le forme e si sono riflessive. può essere anche rafforzato
dalla parola stesso. Esse vengono usate quando il soggetto coincide con il complemento oggetto o con
il complemento indiretto.

Es. Claudio si lava (lava se stesso)

 

Nel caso del pronome personale complemento (sia diretto che indiretto) le forme forti vanno
sempre dopo il verbo, mentre se utilizziamo le forme atone esse possono essere enclitiche
(seguono cioè il verbo e si legano ad esso) o proclitiche (anticipano il verbo).

Es. Hanno visto te (te = complemento diretto, 1° pers.sing., forma tonica)

Non escono con lui (lui = complemento indiretto, 3° pers.sing., forma tonica)

Gli chiedi qualcosa (Gli = compl.indiretto, 3° pers.sing., forma atona,
proclitica)

Chiedigli qualcosa (gli = compl.indiretto, 3° pers.sing., forma atona, enclitica)

 

I pronomi personali riferiti alla stessa cosa, persona o animale devono apparire
all’interno della frase una sola volta, è sbagliato ripeterli.

Es. A me mi piace (è scorretto, nonostante sia attestato frequentemente nell’uso).

A Giovanna, devo dirle (anche in questo caso sarebbe errato perché le sta
per “a Giovanna”, ma nel parlato per enfatizzare il nome è possibile utilizzarlo).

 

Altrettanto scorretto è l’uso di gli (maschile) al posto di le
(femminile).

Rossella Monaco

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