friuli venezia giulia perchè si chiama così


Le origini del nome:
Il nome di questa regione indica una composizione di
due zone geografiche distinte, ma tutte e due derivano dal latino ‘gens
Iulia’ (la famiglia a cui appartiene Giulio Cesare). Friuli originariamente
‘Forum Julii’ era il nome di un centro commerciale (forum significa
mercato), costruito dai Romani, nell’attuale città di Civedale. Il nome della
città poi si estese a tutta la regione. Venezia Giulia invece è un nome
recente che ricorda gli abitanti Veneti e la ‘Gens Iulia’. Dopo la prima
Guerra Mondiale il territorio dell’attuale regione faceva parte del Veneto,
insieme ad alcune zone della ex-Iugoslavia. Dopo la seconda guerra mondiale si
persero i nove decimi della Venezia Giulia e riunendo il Friuli con quello che
era rimasto della stessa, si istituì l’attuale Regione.

Rilievi – Valichi
– Coste – Isole:
La parte
settentrionale del Friuli Venezia Giulia è formata dalle Alpi
Carniche e anche se pur minimo, da un breve tratto di Alpi Giulie. Dal
Passo di Monte Croce di Comelico fino alla Sella di Camporosso, si
estendono le Alpi Carniche, le quali con la loro muraglia di
protezione si elevano oltre i 2000 m. Le Alpi Giulie, invece,
proseguono dalla Sella di Camporosso sino al Passo di Vrata, a nord di
Fiume. La cima più alta è il Jôf di Montasio il quale appartiente
solo in parte all’Italia mentre il resto si trova in Slovenia. Il
Tagliamento divide le Alpi dalle Prealpi che sono meno alte, molto
rocciose e con poca vegetazione. Il Passo di Fusine e il Passo di
Predil collegano l’Italia alla Slovenia; il Passo di Monte Croce
Carnico porta in Austria.

il porto di trieste
Il Porto di Trieste


Il Passo della Mauria mette i comunicazione la
valle del Tagliamento con quella del Piave, passando nelle Prealpi Carniche.
La pianura di questa regione è la parte finale naturale della Pianura Padana.
Presenta le stesse caratteristiche e si divide in parte alta, poco fertile e
parte bassa molto fertile e irrigata dalle risorgive.

Paesaggio:
Pur non essendo una regione molto grande, il Friuli
Venezia Giulia presenta notevoli aspetti del suo territorio. Scendendo da nord
troviamo le montagne che esaltano le loro vette con grandissimi boschi di abeti,
poi la parte pianeggiante ben curata nelle sue colture agricole data anche
l’abbondanza d’acqua dei fiumi e per finire con il mare delle tranquille
acque lagunari. Nella parte della costa orientale troviamo un ampio golfo che
alle spalle si estende all’Altopiano del Carso. Sempre nella parte orientale
c’è una zona collinare ricca di vigneti, la quale chiude la regione nel
territorio italiano di confine. La sezione occidentale della costa compresa, tra
la foce del Tagliamento e l’Isonzo, si presenta bassa e sabbiosa. La costa è
formata dai detriti, scaricati dalle acque dei fiumi Tagliamento e Isonzo. Nel
1976 una grande parte del Friuli fu colpita da un terremoto disastroso. Due
scosse sismiche si abbatterono a distanza di qualche mese. Il fenomeno provocò
moltissime vittime e distrusse gran parte dei 117 comuni apparteneti delle
provincie di Udine e Pordenone. La ricostruzione procede ancora troppo
lentamente in confronto alle vaste conseguenze del sisma.

Agricoltura –
Allevamento – Pesca:

palmanova nella sua caratteristica forma a stella a nove punte
Palmanova nella sua caratteristica forma
a stella a nove punte

La parte
montuosa costituisce poco più della metà del territorio complessivo
della regione e la parte alta della pianura, quella non fertile, è
poco coltivata. La parte carsica è quasi tutta senza alcun tipo
coltura. La fascia bassa della pianura invece, bonificata dalle
risorgive naturali è altamente fertile e sfruttata. Il prodotto della
Regione non costituisce un rilevante dato di produzione nazionale, ma
le coltivazioni presenti sono: granoturco, segale, barbabietole da
zucchero, tabacco e frutta. Le piantagioni più diffuse sono quelle
dei vigneti, sparse un po’ dappertutto in pianura e in collina.


In Friuli Venezia Giulia vengono prodotti molti
vini pregiati esportati in tutto il mondo, di cui ricordiamo il Tocai e il
Merlot. La produzione più caratteristica è quella della grappa.
L’allevamento dei bovini da carne e da latte è molto intenso, oltre a quelli
dei suini dei quali troviamo dei prodotto di ottima qualità. Dopo il Veneto, la
Regione tiene il secondo posto per l’allevamento del baco da seta, che sta
comunque perdendo d’importanza con l’avvento delle fibre artificiali. I
principali porti ittici sono: Trieste, Monfalcone e Grado. La pesca sta
diventando sempre meno redditizia, perché il mare è sempre più povero di
pesce.

Industria – Turismo:
Importanti sono gli impianti metallurgici,
meccanici, di prodotti chimici, gli impianti per la raffinazione del petrolio e
grandi cantieri navali, i quali sono concentrati soprattutto nelle zone di
Trieste, Monfalcone, Pordenone e Gorizia. Molte aziende medie producono macchine
agricole, tessili, per il caffè, oltre che orologi, alimentari, carta, mobili e
sedie.

Posizione e Confine:
Il Friuli Venezia Giulia è la regione più
nord-orientale del territorio italiano. La superficie va dalle Alpi al Mare
Adriatico. A nord il Friuli Venezia Giulia confina con l’Austria, a est con la
Slovenia (ex-Iugoslavia), a sud con il Mare Adriatico e a ovest troviamo il
Tagliamento e la Livenza che la dividono dal Veneto.

Fiumi – Laghi:
Il principali fiumi di questa Regione sono: il
Tagliamento, l’Isonzo e il Livenza. Il Tagliamento nasce dalle falde del Passo
della Mauria e sfocia nella zona veneta. Dell’Isonzo, che scende del Monte
Tricorno, soltanto la parte inferiore del corso e il suo l’affluente, il fiume
Torre, appartengono all’Italia. Il Livenza, anche se per un breve tratto,
bagna le terre a confine con il Veneto. Ricordiamo inoltre il più curioso dei
fiumi di questa Regione, vale a dire il Timavo, fenomeno tipico del Carso, che
già le popolazioni più antiche ebbero modo di studiare. Il Timavo nasce in
Slovenia, scorre sottoterra per 38 km. e riaffiora vicino a Monfalcone, a poca
distanza dal mare.

Clima:
Grazie alla protezione delle Alpi Carniche e la
vicinanza del mare, il clima nella parte pianeggiante è in genere di tipo
marittimo, con temperature non molto elevate; nella parte settentrionale della
regione il clima è tipicamente alpino. Nel Carso vi sono abbondanti
precipitazioni. Dove non c’è la protezione della barriera delle Alpi, soffia
la gelida ‘bora’, un vento freddo e gelido, ma che porta il bel tempo;
riesce a raggiungere i 100 km/h, con raffiche che toccano i 150 km/h; e
raggiungere persino le coste marchigiane attraversando l’Adriatico. A Trieste
troviamo la bora, mediamente dieci volte l’anno, che si presenta anche come un
vento moderato, comunemente chiamato ‘borin’.

Popolazione:
Il Friuli Venezia Giulia è una regione a statuto
speciale. Essendo una terra di frontiera sono presenti nel suo territorio
minoranze etniche slave e di lingua slovena, e un’altra di lingua tedesca. Le
zone più popolate sono la pianura e la fascia costiera, mentre le parti
montuose e alpine registrano sempre più una diminuzione demografica, in quanto
la popolazione preferisce trasferirsi nelle città della costa o della pianura o
altre zone dell’Italia settentrionale più industrializzate.

Comunicazioni:
Trieste è lo svincolo di comunicazione ferroviaria
per Venezia, per l’Austria passando per Udine e Tarvisio, e per la zona della
ex-Iugoslavia. La rete stradale e autostradale mette in collegamento tutto il
territorio con la Pianura Padana, l’Austria e la ex-Iugoslavia. Per i centri
minori sono in funzione diversi svincoli stradali e ferroviari. L’aeroporto
della Regione si trova a Ronchi dei Legionari (GO).

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