in che modo il nostro organismo reagisce ad un'infezione batterica

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SINTOMI

Sintomi di malattie batteriche variano a seconda del tipo di infezione batterica, della zona del corpo che è stato infettata e di altri fattori, quali l’età del paziente e la sua storia di salute. I sintomi di malattie batteriche possono anche riprodurre sintomi di altre malattie, come la colite, l’influenza e le infezioni virali. Il classico sintomo di una infezione batterica è la febbre, anche se non tutte le persone con un’infezione batterica avrà la febbre.

Sintomi di malattia batteriche possono includere:

  • minzione frequente e dolorosa, con eventualmente tracce di sangue
  • diarrea
  • sintomi simil-influenzali (stanchezza, febbre, mal di gola, mal di testa, tosse, dolori e dolori)
  • irritabilità
  • nausea e vomito
  • dolore da infiammazione
  • eruzioni cutanee, lesioni e ascessi
  • torcicollo
  • debolezza

Nei neonati, i segni di una malattia batterica possono includere anche:

  • difficoltà alimentari
  • pianto eccessivo
  • sonnolenza eccessiva

CAUSE

Come avviene un’infezione

Nell’uomo le infezioni vengono contratte da patogeni provenienti dalla superficie o dall’interno del corpo, detti endogeni, o da patogeni provenienti dall’esterno, detti esogeni .

Le infezioni endogene sono in generale più frequenti di quelle esogene.

Infezioni endogene

I batteri che abitualmente vivono nell’organismo senza causare problemi possono dare origine a un’infezione endogena in due modi differenti:

avviando un processo di infezione nella sede in cui abitualmente si trovano; per esempio, un microrganismo normalmente presente nella popolazione microbica di una determinata zona dell’organismo può andare incontro a una proliferazione incontrollata per il verificarsi di condizioni favorevoli alla sua moltiplicazione (quali alterazioni delle difese del soggetto, e/o rottura dell’equilibrio della normale flora batterica a causa di trattamenti immunodepressivi, o trattamenti antibiotici prolungati, o stati di grave denutrizione);

trasferendosi e colonizzando una sede diversa da quella abituale, e avviando qui il processo di infezione; un microrganismo normalmente presente nella popolazione microbica di una zona corporea può spostarsi (in seguito per esempio a un trauma) e raggiungere una zona diversa dell’organismo. In questo nuovo sito può dare origine a un processo infettivo sostenuto da condizioni favorevoli alla sua moltiplicazione.

Infezioni esogene

Nelle infezioni esogene i patogeni provengono dall’esterno. Bisogna tenere conto di due aspetti: la sorgente da cui proviene l’infezione e la via di trasmissione:

le sorgenti esterne di patogeni infettivi sono molteplici (altri individui, animali, acqua, cibo, strumenti chirurgici, eccetera) e vengono distinte in vettori biologici e ambientali rispecchiano la capacità di sopravvivenza e le esigenze ambientali e nutritive delle differenti specie;

anche le vie di trasmissione sono diverse, cioè vi sono diverse modalità con cui i microrganismi patogeni possono raggiungere l’organismo umano (via aerea, contatto sessuale, ingestione di cibi infetti, interventi chirurgici, eccetera).

Le difese dell’organismo

Barriere difensive “esterne”

Il primo livello difensivo dell’organismo è volto a impedire la penetrazione di elementi estranei o aggressivi, come i batteri.

A questo scopo l’organismo dispone di barriere fisiche, chimiche e biologiche.

Difese aspecifiche interne

Qualora i batteri superino le barriere “esterne”, entra in azione il secondo livello difensivo dell’organismo, costituito da elementi ad azione detta aspecifica (in quanto è sempre la stessa indipendentemente dal patogeno):

  • il sistema del complemento, ossia un complesso insieme di enzimi presenti nel sangue che vengono attivati dalla presenza di un patogeno. Da un lato queste molecole, tramite una cascata di passaggi biochimici, portano all’assemblaggio di una macromolecola che si fissa alla superficie del batterio provocandone la lisi; dall’altro opsonizzano il batterio, ovvero lo ricoprono facilitandone la successiva fagocitosi (i batteri opsonizzati hanno una probabilità 1000 volte superiore di essere fagocitati);
  • i polimorfonucleati, i monociti e i macrofagi; sono cellule che vengono massivamente richiamate nel luogo dell’infezione (chemiotassi), dove inglobano, uccidono e infine digeriscono i batteri. Tale processo è detto fagocitosi. I polimorfonucleati sono i più numerosi e i più mobili e intervengono per primi nella sede dell’infezione, seguiti in un secondo tempo dai monociti (cellule del sangue) e dai macrofagi (cellule dei tessuti).

Difese specifiche interne

Se nonostante le difese aspecifiche i batteri riescono a penetrare nell’organismo e a moltiplicarsi dando luogo a un’infezione, entra in gioco la terza linea difensiva dell’organismo, ovvero i fattori specifici (immunitari), stimolati dagli antigeni di provenienza batterica (un antigene è una qualunque molecola capace di attivare il sistema immunitario).

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