in che modo le fonti rinnovabili possono aiutare a risolvere la dipendenza energetica

[ad_1]

Le fonti di energia rinnovabili (energia eolica, energia solare, energia idroelettrica, energia oceanica, energia geotermica, biomassa e biocarburanti) costituiscono alternative ai combustibili fossili e contribuiscono a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, a diversificare l’approvvigionamento energetico e a ridurre la dipendenza dai mercati volatili e inaffidabili dei combustibili fossili, in particolare del petrolio e del gas. La legislazione dell’UE sulla promozione delle energie rinnovabili si è evoluta in maniera significativa negli ultimi 15 anni. Nel 2009 i leader dell’UE hanno fissato l’obiettivo di una quota del 20 % del consumo energetico da fonti rinnovabili entro il 2020. Nel 2018 è stato concordato l’obiettivo di una quota del 32 % del consumo energetico da fonti rinnovabili entro il 2030. Il futuro quadro politico per il periodo successivo al 2030 è in fase di discussione.

Base giuridica e obiettivi

Articolo 194 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Risultati conseguiti

A.

Direttiva sulle energie rinnovabili

1.

Direttiva sulle energie rinnovabili (RED I): verso il 2020

La direttiva originaria sulle energie rinnovabili, adottata mediante codecisione il 23 aprile 2009 (direttiva 2009/28/CE recante abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE), ha stabilito che, entro il 2020, una quota obbligatoria del 20 % del consumo energetico dell’UE doveva provenire da fonti rinnovabili. Inoltre, tutti gli Stati membri erano tenuti a derivare il 10 % del carburante utilizzato per i trasporti da fonti rinnovabili.

La direttiva ha altresì stabilito i requisiti relativi ai diversi meccanismi che gli Stati membri potevano applicare per raggiungere i propri obiettivi (come regimi di sostegno, garanzie di origine, progetti comuni e cooperazione tra Stati membri e paesi terzi), nonché criteri di sostenibilità per i biocarburanti.

Fino al 2020 la direttiva ha confermato gli obiettivi nazionali esistenti in materia di energia rinnovabile per ciascun paese, tenendo conto della situazione di partenza e del potenziale complessivo in termini di energia rinnovabile (da una quota di energie rinnovabili del 10 % a Malta a una quota del 49 % in Svezia). Ogni paese dell’UE ha definito il modo in cui prevedeva di raggiungere il proprio obiettivo individuale e la tabella di marcia generale per la sua politica in materia di energie rinnovabili in un piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili. I progressi compiuti verso gli obiettivi nazionali sono stati misurati ogni due anni, contestualmente alla pubblicazione, da parte degli Stati membri dell’UE, delle relazioni nazionali sullo stato di avanzamento delle energie rinnovabili.

2.

Direttiva sulle energie rinnovabili (RED II): verso il 2030

Nel dicembre 2018 è entrata in vigore la direttiva riveduta sulle energie rinnovabili (direttiva (UE) 2018/2001), nel quadro del pacchetto «Energia pulita per tutti gli europei», inteso a far sì che l’UE rimanga un leader globale nelle fonti energetiche rinnovabili e, più in generale, ad aiutare l’UE a rispettare i propri impegni di riduzione delle emissioni ai sensi dell’accordo di Parigi. La direttiva riveduta è in vigore dal dicembre 2018 e deve essere recepita nel diritto nazionale dei paesi dell’UE entro giugno del 2021. Sarà applicabile a partire dal 1° luglio 2021.

La direttiva stabilisce un nuovo obiettivo vincolante per l’UE in termini di energie rinnovabili per il 2030, pari ad almeno il 32 % dei consumi energetici finali, con una clausola su una possibile revisione al rialzo entro il 2023, e un obiettivo più elevato, pari al 14 %, per quanto riguarda la quota di energia rinnovabile nel settore dei trasporti entro il 2030.

In assenza di obiettivi nazionali riveduti, gli obiettivi nazionali in materia di energie rinnovabili per il 2020 dovrebbero rappresentare il contributo minimo di ciascuno Stato membro per il 2030. I paesi dell’UE proporranno il proprio obiettivo energetico nazionale e definiranno piani nazionali decennali in materia di energia e clima nell’ambito di Orizzonte 2030, cui faranno seguito, ogni due anni, relazioni sui progressi compiuti. Tali piani saranno valutati dalla Commissione, che potrà adottare misure a livello dell’UE per assicurare che siano coerenti con gli obiettivi complessivi dell’Unione.

B.

Green Deal europeo

L’11 dicembre 2019 la Commissione ha pubblicato la sua comunicazione sul Green Deal europeo (COM(2019)0640). Questo patto verde definisce una visione dettagliata per rendere l’Europa un continente climaticamente neutro entro il 2050 mediante la fornitura di energia pulita, economicamente accessibile e sicura.

1.

Energia pulita per tutti gli europei

Il 30 novembre 2016 la Commissione ha pubblicato un pacchetto legislativo dal titolo «Energia pulita per tutti gli europei» (COM(2016)0860), nell’ambito della più ampia strategia relativa all’Unione dell’energia (COM(2015)0080). Esso comprende una proposta di rifusione della direttiva sulle energie rinnovabili, volta a rendere l’UE un leader mondiale nel campo delle energie rinnovabili e a conseguire l’obiettivo di un consumo di energia da fonti rinnovabili pari ad almeno il 27 % del totale dell’energia consumata nell’UE entro il 2030. La nuova proposta di direttiva presentata dalla Commissione promuove inoltre l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili attraverso:

  • una maggiore diffusione delle fonti rinnovabili nel settore dell’energia elettrica;
  • l’integrazione delle energie rinnovabili nel settore del riscaldamento e del raffreddamento (è stato introdotto un aumento annuale indicativo dell’1,3 % per le energie rinnovabili nel settore del riscaldamento e del raffreddamento);
  • la decarbonizzazione e la diversificazione del settore dei trasporti:
    • una quota di energie rinnovabili pari al 14 % del consumo totale di energia nel settore dei trasporti nel 2030;
    • una quota del 3,5 % di biocarburanti avanzati e biogas nel 2030, con un obiettivo intermedio dell’1 % entro il 2025;
    • un limite massimo del 7 % per la quota di biocarburanti di prima generazione nel trasporto su strada e su rotaia e piani per l’eliminazione graduale dell’uso dell’olio di palma e di altri biocarburanti prodotti da colture alimentari che aumentano le emissioni di CO2 entro il 2030, attraverso un sistema di certificazione;
  • il rafforzamento dei criteri di sostenibilità dell’UE per la bioenergia;
  • la garanzia che l’obiettivo vincolante a livello dell’UE sia conseguito in tempo e in modo efficace in termini di costi.

2.

Meccanismo di finanziamento dell’energia rinnovabile

La Commissione ha istituito un meccanismo di finanziamento dell’UE (regolamento 2020/1294) sulla base dell’articolo 33 del regolamento sulla governance ((UE) 2018/1999) nell’ambito del pacchetto «Energia pulita per tutti gli europei». Tale meccanismo è in vigore dal settembre 2020 e la Commissione continua a essere impegnata nel processo di attuazione.

L’obiettivo principale di tale meccanismo è aiutare i paesi a conseguire i rispettivi obiettivi individuali e collettivi in materia di energie rinnovabili. Il meccanismo di finanziamento mette in collegamento i paesi che contribuiscono al finanziamento di progetti (paesi contributori) con i paesi che acconsentono alla costruzione di nuovi progetti sul loro territorio (paesi ospitanti). La Commissione definisce il quadro di attuazione e gli strumenti di finanziamento per il meccanismo e stabilisce che, nell’ambito del meccanismo, possono essere finanziate azioni dagli Stati membri o attraverso fondi dell’UE e contributi del settore privato.

L’energia generata attraverso questo meccanismo di finanziamento contribuirà agli obiettivi in materia di energie rinnovabili di tutti i paesi partecipanti e alimenterà l’ambizione del Green Deal europeo di conseguire la neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2050.

C.

Azioni future

1.

Rete transeuropea dell’energia

Nel luglio 2020 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla revisione degli orientamenti per la rete transeuropea dell’energia (RTE-E), che mira ad aggiornare tali orientamenti allineandoli alla politica dell’UE sul clima. La decisione n. 1254/96/CE originaria è stata rivista più volte e il regolamento (UE) n. 347/2013 ha stabilito gli attuali orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee.

Nel dicembre 2020 la Commissione ha adottato una proposta di revisione di tali norme (COM(2020)0824) al fine di collegare le regioni attualmente isolate dai mercati dell’energia europei. L’obiettivo della revisione è promuovere un incremento significativo dell’energia rinnovabile nel sistema energetico europeo, in linea con l’obiettivo generale del Green Deal europeo di conseguire la neutralità climatica entro il 2050.

2.

Revisione della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici

In seguito all’adozione del Green Deal europeo, la Commissione dovrebbe pubblicare a breve una proposta di revisione della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici (direttiva 2003/96/CE). Tale proposta mirerà a dare seguito agli impegni assunti dall’Unione europea in merito alla quota di energie rinnovabili del mix energetico europeo.

D.

Problemi specifici relativi alle risorse

1.

Biomassa e biocarburanti

Dopo la pubblicazione di criteri non vincolanti per la biomassa nel febbraio 2010 (COM(2010)0011), la Commissione ha deciso di rivedere le misure e di determinare se in futuro saranno necessarie norme vincolanti. La direttiva riveduta sulle energie rinnovabili include criteri aggiornati per migliorare la sostenibilità e criteri per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra applicabili ai biocarburanti, ai bioliquidi e alla biomassa.

La direttiva riveduta include un sotto-obiettivo del 3,5 % per i biocarburanti avanzati e il biogas entro il 2030 (e dell’1 % nel 2025) nel settore dei trasporti. Sebbene l’attuale massimale del 7 % sui biocarburanti di prima generazione sia mantenuto nel settore del trasporto su strada e su rotaia, sono introdotti un obbligo a livello dell’UE per i fornitori di combustibili di fornire una certa quota (6,8 %) di combustibili a basse emissioni e rinnovabili, nonché un’estensione del campo di applicazione dei criteri di sostenibilità dell’UE per la bioenergia (includendo la biomassa e il biogas utilizzati per il riscaldamento e il raffreddamento e per la produzione di energia elettrica).

2.

Energia eolica offshore

Il 19 novembre 2020 la Commissione ha pubblicato una strategia dedicata dell’UE per le energie rinnovabili offshore, dal titolo «Strategia dell’UE per sfruttare il potenziale delle energie rinnovabili offshore per un futuro climaticamente neutro» (COM(2020)0741), che valuta il potenziale contributo delle energie rinnovabili offshore e che va oltre una definizione ristretta dei fattori legati alla produzione di energia. Tale strategia intende aumentare la produzione dell’UE di energia elettrica proveniente da fonti di energia rinnovabili offshore da 12 GW nel 2020 a oltre 60 GW entro il 2030, passando poi a 300 GW entro il 2050. Inoltre, mira a una revisione legislativa della rete transeuropea dell’energia al fine di renderla maggiormente applicabile alle infrastrutture offshore transfrontaliere.

3.

Energia oceanica

Nel gennaio 2014 la Commissione ha pubblicato una comunicazione dal titolo “Energia blu: Realizzare il potenziale dell’energia oceanica dei mari e degli oceani europei entro il 2020 e oltre” (COM(2014)0008). Tale comunicazione definisce un piano d’azione a sostegno dello sviluppo dell’energia oceanica, compresa l’energia generata dal moto ondoso, dalle maree, dalla conversione dell’energia talassotermica e l’energia a gradiente salino.

Ruolo del Parlamento europeo

Il Parlamento sostiene da sempre l’utilizzo delle energie rinnovabili e ha sottolineato l’importanza di fissare obiettivi vincolanti per il 2020[1] e, più recentemente, per il 2030. Nel febbraio 2014 ha adottato una risoluzione[2] in cui critica le proposte avanzate dalla Commissione riguardo al quadro per il clima e l’energia per il periodo fino al 2030, in quanto poco lungimiranti e scarsamente ambiziose. Ha chiesto una quota vincolante del 30 % di energie rinnovabili nel consumo energetico a livello dell’UE, da attuare attraverso singoli obiettivi vincolanti a livello nazionale, e l’estensione degli obiettivi relativi ai carburanti per i trasporti dopo il 2020.

Nell’approvare la direttiva sulle energie rinnovabili, il Parlamento ha rafforzato e chiarito diversi meccanismi, istituendo allo stesso tempo un sistema per garantire più efficacemente la sostenibilità ambientale dell’intera politica. In particolare, il Parlamento ha svolto un ruolo importante:

  • nella definizione della condizionalità dell’obiettivo dei carburanti rinnovabili per i trasporti, stabilendo criteri quantitativi e qualitativi di sostenibilità per i biocarburanti e richiamando l’attenzione, in particolare, sui problemi collegati al cambiamento indiretto di destinazione dei terreni;
  • nell’assicurare l’accesso delle energie rinnovabili alle infrastrutture della rete elettrica;
  • nel limitare il ruolo della clausola di revisione del 2014 al fine di evitare la rinegoziazione degli obiettivi vincolanti.

Nel marzo 2013 il Parlamento ha approvato la tabella di marcia per l’energia per il 2050[3] e ha invitato la Commissione a presentare quanto prima un quadro politico per il 2030, comprensivo di tappe e obiettivi in materia di emissioni di gas a effetto serra, energie rinnovabili ed efficienza energetica. Il Parlamento ha invitato la Commissione a presentare un’analisi e proposte su come utilizzare le fonti di energia rinnovabili in maniera sostenibile e più efficace nell’UE.

Nel giugno 2016 il Parlamento ha approvato una risoluzione[4] sulla relazione sui progressi nel campo delle energie rinnovabili, nella quale invitava la Commissione a presentare un pacchetto «Clima e energia» più ambizioso per il 2030, che innalzasse l’obiettivo dell’Unione relativo alle energie rinnovabili portandolo ad almeno il 30 %, la cui attuazione sarebbe dovuta avvenire attraverso obiettivi nazionali individuali. Gli obiettivi già concordati per il 2020 erano da considerare come base minima in sede di revisione della direttiva sulle energie rinnovabili. Il 17 gennaio 2018 il Parlamento si è espresso a favore di un obiettivo di una quota di energia da fonti rinnovabili pari ad almeno il 35 % di tutta l’energia entro il 2030[5] e ha ribadito l’importanza dell’autoconsumo come diritto.

Nel gennaio 2020 il Parlamento ha approvato una risoluzione[6] sul Green Deal europeo recante una serie di raccomandazioni, tra cui quella di fornire un’energia pulita, economicamente accessibile e sicura. In tale spirito, ha chiesto la revisione della direttiva sulle energie rinnovabili e la fissazione di obiettivi nazionali vincolanti per ciascuno Stato membro e ha raccomandato di attuare il principio dell’«efficienza energetica al primo posto» in tutti i settori e in tutte le politiche.

Nel maggio 2021 il Parlamento ha approvato risoluzioni relative alla strategia europea per l’integrazione del sistema energetico (COM(2020)0299) e alla strategia europea per l’idrogeno (COM(2020)0301), nelle quali ha espresso sostegno a favore della decarbonizzazione e dell’uso delle energie rinnovabili nella produzione di energia elettrica e idrogeno. Ha inoltre chiesto alla Commissione di attribuire una garanzia di origine all’idrogeno rinnovabile e di inquadrare il dibattito nell’ambito della revisione della direttiva sulle energie rinnovabili, come pure della revisione della disciplina in materia di aiuti di Stato, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili.

 

[1]Risoluzioni del Parlamento europeo del 29 settembre 2005 sulla quota di fonti energetiche rinnovabili nell’UE e le proposte di azioni concrete (GU C 227 E del 21.9.2006, pag. 599), del 14 febbraio 2006 sullo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili a fini di riscaldamento e raffreddamento (GU C 290 E del 29.11.2006, pag. 115), del 14 dicembre 2006 su una strategia a favore della biomassa e dei biocarburanti (GU C 317 E del 23.12.2006, pag. 890), e del 25 settembre 2007 sulla tabella di marcia per le energie rinnovabili in Europa (GU C 219 E del 28.8.2008, pag. 82).

[2]Risoluzione del Parlamento del 5 febbraio 2014 su un quadro per le politiche dell’energia e del clima all’orizzonte 2030 (GU C 93 del 24.3.2017, pag. 79).

[3]Risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2013 sulla tabella di marcia per l’energia 2050, un futuro con l’energia (GU C 36 del 29.1.2016, pag. 62).

[4]Risoluzione del Parlamento europeo del 23 giugno 2016 sui progressi compiuti nel campo delle energie rinnovabili (GU C 91 del 9.3.2018, pag. 16).

[6]Risoluzione del Parlamento europeo del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo (Testi approvati, P9_TA(2020)0005).

Matteo Ciucci / Albane Keravec

Clicca per leggere la risposta completa

[ad_2]

Extenzilla.it
Logo
Enable registration in settings - general