in quale modo temi moderni vengono trattati da parini

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1. Il poeta critica duramente la classe aristocratica in quanto è oziosa , vuota e improduttiva:
sul piano economico, poiché si accontenta di sperperare le ricchezze che derivano dal lavoro altrui;
sul piano intellettuale, poiché i nobili dedicano il loro ozio a coltivare studi che servano all’avanzamento della cultura e della scienza; e poi sul piano civile , poiché nella loro vita protesa ad una ricerca del piacere , non si curano di ricoprire cariche e magistrature che siano utili al pubblico.
Definizione del giovane signore nel proemio del Vespro: colui che da tutti servito a nullo serve.
Parini si scaglia soprattutto contro l’uso del cavalier servente , che non è altro che una legalizzazione dell’adulterio , che distrugge la famiglia.
Tuttavia Parini riconosce che in epoche passate la nobiltà aveva avuto una funzione sociale: difendere la patria in guerra, rivestire le magistrature e amministrare la cosa pubblica, migliorare le colture , dedicarsi agli studi.
Tali funzioni venivano a cancellarne il peccato.
Ciò che muove il suo sdegno è la decadenza attuale della classe aristocratica , il fatto che essa abbia abbandonato queste attività utili.
Si può capire allora come Parini non sia ostile alla nobiltà in se , ma solo alla sua degenerazione.

Socialmente e politicamente Parini è un moderato riformista allineato con la politica del governo illuminato di maria Teresa.
Parini giudicava anche il gruppo illuministico lombardo che faceva capo al “caffè” e l’Accademia dei pugni .
Innanzi tutto Parini non condivideva il cosmopolitismo di quegli intellettuali, ammiratori degli illuministi francesi.
Alle preoccupazioni di carattere morale si aggiungeva anche il timore che l’assorbimento della cultura francese snaturasse i caratteri originari della cultura italiana e compromettesse la purezza della lingua.
Parini invece era rigorosamente fedele ad un’idea classica della letteratura ed era animato da un vero e proprio culto della dignità formale e dei modelli antichi.
Anche Parini apprezza le scoperte scientifiche ed è convinto che siano fonte di progresso e di benessere per l’umanità, ma è urtato dal fatto che la scienza sia diventata una moda, una mania frivola di salotti aristocratici e di dame oziose.
FONTE: https://www.skuola.net/settecento-letteratura/700-autori-opere/parini-vita-opere4247x.html
2. http://lafrusta.homestead.com/Riv_foscolo_sepolcri.html
3. A tale proposito Foscolo ricorda il caso di Giuseppe Parini, il quale, sepolto senza onore, giace vicino a comuni malfattori.
FONTE: http://comecreaturaeternamentediveniente.blogspot.it/2010/11/saggio-breve-dei-sepolcri_5491.html
il poeta immagina che le reliquie del Parini giacciano accanto a quelle di un delinquente morto sul patibolo. Il passo presenta una tonalità macabra, ben distante dal patetismo che contraddistingueva la prima parte del componimento, e in linea con le suggestioni preromantiche coeve, quali si ritrovano nei già citati Canti di Ossian. Talia è la musa della poesia comica, e quindi, per estensione, satirica. Il Parini, qui definito – con ricorso al linguaggio della religione pagana – “sacerdote” (a ribadire il valore eternanate della poesia, tema principale dell’ultima parte del carme), vi si cimentò con la stesura del Giorno (l’autore dei Sepolcri vi allude implicitamente nei versi successivi, dedicati al “lombardo Sardanapalo”). FONTE: http://www.****.org/lezione/carme-dei-sepolcri-parafrasi-ugo-foscolo-8506.html



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