olivo quale vaso

[ad_1]

L’olivo è di gran moda, non solo per la bellezza del fogliame persistente e glauco, ma anche per il significato simbolico. Soprattutto nel Nord Italia va coltivato in vaso e richiede attenzioni durante l’inverno

Da alcuni anni è molto di moda coltivare una pianta d’olivo in vaso, sul terrazzo, soprattutto – ovviamente – nel Nord Italia: la scelta di piante della varietà Pendolino o Leccino e i cambiamenti climatici degli ultimi anni permettono a questa splendida pianta di resistere anche in climi più rigidi di quelli tradizionalmente vocati alla coltivazione. Naturalmente, la produzione di olive è scarsa, ma l’olivo viene in genere coltivato in terrazzo solo per bellezza.

Com’è fatto l’olivo

Appartenente alla famiglia delle Oleacee, l’olivo (Olea europaea) – originario del bacino del Mediterraneo – è un albero alto e largo fino a 8 m, sempreverde a portamento eretto, fittamente ramificato e intensamente pollonifero. Le foglie sono strette, allungate, coriacee, verde glauco e lisce superiormente, biancastre e feltrose inferiormente.

Fiorisce in aprile, con fiori insignificanti (“mìgnole”) a impollinazione anemofila, spesso autoincompatibile. I frutti sono drupe che incominciano a maturare da settembre fino a gennaio, secondo le cultivar e la zona geografica, da 2 (varietà da olio) a 5 g (da tavola) di peso. Entra in produzione dopo il quinto anno.

Come acquistare l’olivo in vaso

Per la vita in vaso, scegliete una pianta di olivo già allevata in vaso, non un astone a radice nuda. In commercio ne potete trovare di svariate forme: ad alberello con la chioma che forma una graziosa palla di fronde; in traliccio, che si sviluppa su una griglia in legno che sostiene i rami e ne guida la forma (lo stesso tipo è disponibile, invece che adagiato su una griglia piatta, su una griglia tonda, che anche in questo caso ne guida e contiene lo sviluppo); ad arbusto, per chi ama lo sviluppo spontaneo e naturale della pianta senza forzature; a tronchi intrecciati, in genere di tre esemplari strettamente uniti fra loro e non separabili.

Nella scelta fra tutte queste forme, valutate la vostra disponibilità di tempo e le vostre competenze. È infatti facile rimanere estasiati da un albero dalla chioma perfettamente sferica trovato in un vivaio, che poi, una volta a casa vostra, con il passare degli anni perderà la forma perché le potature casalinghe si sono rivelate sbagliate. Così come non è semplice portare avanti l’intreccio fra i tronchi senza ledere le delicate strutture dei fusti…

Olivo in vaso: dove metterlo

La posizione deve essere ben soleggiata per tutto l’anno e, durante l’inverno, deve essere riparata dai venti freddi.

Come coltivare l’olivo in vaso

  • Esposizione: in pieno sole; tollera a stento l’ombra/sole.
  • Temperatura: sopporta senza danni temperature fino a 0 °C, solo sporadicamente più basse; a –5 °C si ha caduta delle foglie (normalmente sempreverdi), a –8 °C spaccature nei rami e nella parte alta del tronco, a –13 °C il disseccamento del tronco, a temperature inferiori la morte anche delle radici e quindi della pianta.
  • Precauzioni invernali/estive: in Pianura Padana, in novembre è necessario avvolgere il tronco e i rami con tessuto non tessuto in vari giri e la chioma con un ulteriore strato di non tessuto; la terra va pacciamata abbondantemente con paglia e foglie secche; il vaso va avvolto con iuta e plastica pesante. In alternativa si può spostare l’intera pianta in serra fredda o in un locale fresco, consiglio che vale anche per l’allevamento in montagna.
  • Vaso: in plastica, terracotta o legno (attenzione al peso), di diametro 30 cm per pianta alta 40 cm. Va rinvasato ogni anno in marzo quando la pianta è giovane, poi ad anni alterni, infine, quando le dimensioni sono eccessive, si rinnova solo il terriccio in superficie.
  • Terra: una parte di buona terra da giardino, una di terra calcarea e una di lapillo o ghiaia. Ottimo drenaggio sul fondo del vaso.
  • Acqua: abbondante tra maggio e settembre ma solo dopo che il substrato si è asciugato; nulla negli altri mesi.
  • Concime: in aprile, agosto e ottobre con un prodotto granulare a lenta cessione per piante da frutto (o da giardino, se non è una pianta destinata a produrre le olive).
  • Potatura: il portamento naturale è conico e aggraziato; si pota solo per ridurne l’ingombro oppure, se si vogliono ricavare le olive, per prevenire l’alternanza di produzione.
  • Riproduzione: per seme in primavera o per polloni radicali in luglio-agosto.
  • Malattie e parassiti dell’olivo

Fra i peggiori nemici ci sono la mosca dell’olivo che fora i frutti, da combattere con trappole in primavera; l’occhio di pavone, un fungo che lascia macchie colorate sulle foglie, controllato con il rame; e la rogna, sotto forma di protuberanze sui rami, ineliminabile se non attraverso la potatura. Sono però tutte malattie che difficilmente si manifestano su piante coltivate in vaso sul terrazzo e lontane da zone di oliveti.

Dall’olivo in vaso niente olio

A meno di non coltivare una decina di piante, è difficile ottenere tante olive da poterle mettere in salamoia (ancora più remota la possibilità di estrarne l’olio). Meglio accontentarsi del valore ornamentale della pianta.

Per approfondire



Clicca per leggere la risposta completa

[ad_2]

Extenzilla.it
Logo
Enable registration in settings - general