per quale motivo i ritratti femminili di leonardo sono così innovativi

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I ritratti femminili eseguiti da Leonardo esprimono la sua profonda sensibilità nel rappresentare la dimensione interiore della persona ritratta. Egli pone le figure di tre quarti, in modo da inserirle più efficacemente nello spazio, e vi applica la tecnica dello sfumato, per renderne con delicatezza i tratti fisiognomici, ma anche le sottili espressioni dello stato d’animo.

L’identità dei soggetti è spesso suggerita da alcuni elementi presenti nel dipinto: la fanciulla effigiata nella Dama con l’ermellino, per esempio, è stata identificata con Cecilia Gallerani, come attesterebbe la presenza dell’ermellino, il cui nome greco è galé; nel ritratto di Ginevra de’ Benci, invece, il nome sarebbe richiamato dalla pianta di ginepro sullo sfondo, che le circonda il capo.

Leonardo da Vinci, Ginevra de’ Benci, 1475. Olio su tavola, 42×37 cm. Washington, National Gallery of Art.
Leonardo da Vinci, La dama con l’ermellino, 1485. Olio su tavola, 54×40,3 cm. Cracovia, Czartoryski Muzeum.

Emblematico dell’arte di Leonardo è il ritratto detto La Gioconda. Il dipinto è frutto di una lunga elaborazione da parte dell’artista, che la ritoccò più volte e non se ne separò mai, portandola con sé, ormai anziano, anche in Francia. La fama dell’opera è dovuta all’alone di mistero che l’avvolge: non conosciamo con Acertezza il nome della donna, ma soprattutto non sappiamo comprendere appieno il significato dello sguardo e del sorriso, che appaiono mutevoli, quasi enigmatici. La posizione della figura, non simmetrica ma di tre quarti, esprime una pacata naturalezza. Busto, testa e braccia sono in posizione leggermente ruotate, tanto che la figura sembra muoversi impercettibilmente e comunicare con chi la guarda. Il volto ha un’espressione indefinibile, fra il lieto e il malinconico: Leonardo vuol esprimere, infatti, anche “i moti dell’anima”. Il paesaggio alle spalle, probabilmente una zona prossima alle sorgenti dell’Arno, sembra richiamare la purezza della natura alle origini, non contaminata dalla presenza dell’uomo. La tecnica dello sfumato accentua un effetto di indeterminatezza, eliminando le linee nette e lasciando indefiniti, in molte zone, i contorni della figura.

Leonardo da Vinci, Monna Lisa o La Gioconda, 1503-1506. Olio su tavola, 77×53 cm. Parigi, Museo del Louvre.



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