per quale motivo la città di milano fu circondata di risaie

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Il riso era noto in Europa già dal tempo dei Romani, ma fu a partire dal Tardo Medioevo che la sua coltivazione fu introdotta su larga scala in Europa.
Uno degli Stati di allora che investì molto in questa coltivazione fu il Ducato di Milano che allora comprendeva (oltre a gran parte dell’odierna Lombardia) anche Novarese, parte del Vercellese, Parma e Piacenza.
In modo particolare si era notato che la Pianura Padana si prestava particolarmente bene alla coltivazione di questo cereale, anche per via delle condizioni climatiche simili a quelli dei suoi luoghi d’origine, per cui si decise di sostituire, in alcune aree, la coltivazione del grano o di altri cereali con quelli del riso.
Inoltre nel Sud Milanese, grazie anche ai Monaci di Chiaravalle, erano già diffuse le marcite. Questa ingegnosa tecnica idraulica fu ottenuta grazie all’irregimentazione delle acque che consentirono la bonifica delle paludi che occupavano buona parte della pianura, permettendo, dalla primavera all’inizio dell’autunno, di mantenere il terreno con una temperatura costante, ideale per la coltivazione.
Era evidente che questa tecnica si adattava perfettamente anche alla coltivazione del riso, che richiede ingenti quantitativi d’acqua.
Fu così che da allora le campagne del milanese (ma, ancora di più, del pavese, novarese e vercellese) periodicamente vengono allagate per consentire la coltivazione di questo prezioso cereale. Oltretutto, tolti i Paesi Asiatici che per tradizione sono anche grandi consumatori di riso, l’Italia è prima in Europa con ben il 50% del riso prodotto nel Continente e lo 0,38% a livello mondiale.

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