per quale motivo lo stile severo è definito così

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Stile severo

Tra il periodo arcaico e quello classico vi è una fase intermedia detta età severa per le pose rilassate, le raffigurazioni realistiche e l’espressione calma che sostituiva il sorriso arcaico. Essa viene considerata una fase intermedia poiché presenta caratteristiche che si avvicinavano molto allo stile classico, ma sono ancora, per una parte, legate all’arte arcaica. Vi è un’evidente conoscenza più approfondita dell’anatomia umana, si tende ad affidare alla statua una posizione meno statica mediante la posizione delle gambe, infatti, mentre una reggeva il peso dell’intera statua, l’altra era flessa e poggiava a terra con solo la punta del piede.

I tratti sono cesellati. Tra i più famosi esempi di arte pre-classica abbiamo l’Efebo di Kritios, lo Zeus(o Poseidon) di Capo Artemisio, l’Auriga di Delfi e i Bronzi di Riace.
L’Efebo di Kritios, dal greco εφεβος, cioè “giovinetto”, datato 480 a.C. circa, fu costruito da Kritios(scultore ateniese), ed è una delle statue della colmata persiana sotterrata dagli ateniesi affinché non venisse distrutta dai nemici, anche se nonostante ciò ci è pervenuta mutila. L’Efebo è caratterizzato dalla testa leggermente ruotata verso destra, gamba destra e i due avambracci mutili, spalle non perfettamente allineate e altezza fuori dal comune, visto che corrispondeva a 86 cm, ovvero la metà dell’altezza di una statua normale.
Lo Zeus(o Poseidon) di Capo Artemisio, statua in bronzo, materiale ampiamente utilizzato in questo periodo grazie alle sue proprietà che permettevano più libertà compositiva e precisione nella definizione, oltre che per la sua lucentezza, indice di perfezione, e per il fatto che potesse essere sciolto per creare altre statue. Esso venne chiamato così perché rinvenuto sui fondali di Capo Artemisio agli inizi del 1900, ma si crede che il suo autore, Calamede, si fosse ispirato a Antenor, scultore ateniese del V secolo a.C.. Esso è caratterizzato da gambe divaricate e braccia sollevate quasi a formare una croce in modo da conferire alla statua una forma richiudibile in un quadrato.

L’Auriga di Delfi è un’opera di Satade di Tespie in bronzo, datata 475 a.C. e forse realizzata per commemorare la vittoria di un certo Hieron ai giochi Pitici. Viene rappresentato un giovane “racchiudibile in un chitone”, da lui stesso indossato e fittamente piegato secondo linee diagonali su spalle e avambracci, sempre più morbidi sul busto, stretto da una cinta, possiede ricci cesellati che si gonfiano sulle tempie, occhi in pietra e vetro e tiene nella mano destra delle redini.
I Bronzi di Riace sono due sculture rinvenute nel 1972 nel mar Ionio al largo di Riace Marina(Reggio Calabria), attualmente esposte nel Museo Archeologico di Reggio Calabria. Essi sono definiti esclusivamente “bronzi” perché non si conosce per certo né l’autore, né chi rappresentino. Vengono distinti in Bronzo A e Bronzo B:
1. Bronzo A: raffigura un giovane dalla lunga capigliatura e la barba arricciata, dalle spalle larghe, il busto dritto, saldamente poggiato a terra con gamba sinistra appena flessa, braccio destro disteso lungo il fianco, mentre l’altro è piegato. La testa è rivolta a destra.
2. Bronzo B: nella stessa posizione dell’altro, ma dalla linea alba flessuosa e arcuata.
Entrambi presentano tracce di policromia(es. gli occhi sono in pietra e avorio, labbra e capezzoli in rame), ed è probabile che fossero colorati. Essi sono tra le poche statue in bronzo rinvenute e si crede avessero delle armi in mano. Non è possibile attribuirgli una precisa data di produzione, ma dal confronto con altre statue è possibile dedurre che siano state prodotte intorno al V secolo a.C. poiché presentano caratteri tipici dello stile severo, come la gamba destra rigida e la destra flessa, in contrapposizione con il braccio destro rigido nell’atto di reggere l’arma, mentre il sinistro disteso lungo il fianco a creare il principio del chiasmo. Riguardo agli autori, sono state fatte diverse ipotesi: Mirone, Policleto, Fidia, Agelada il Giovane e Alcamene il Vecchio. In particolare, si crede che il Bronzo A sia stato prodotto da Agelada il Giovane, mentre l’altro da Alcamene il Vecchio. Tutti gli scultori citati appartenevano alla stessa bottega. Si dice che il Bronzo A sia stato riprodotto prima rispetto al Bronzo B. Probabilmente entrambi sono stati realizzati per l’agorà di Argo e forse rappresentano due dei Sette contro Tebe, ovvero, Tideo e Anfiarao.



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