perché l'aglio fa male ai cani

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di Silvia Mastrantonio
Roma, novembre 2012. Non c’è una via di mezzo. Le scuole di pensiero sono completamente opposte. O fa benissimo ed è indispensabile nella corretta dieta del nostro amico Fido; oppure è talmente nocivo da metterne a repentaglio la salute. Aglio, questo sconosciuto e cani, questi nostri amici.

 Il dibattito sembra non chiudersi mai e si rinnova ad ogni occasione. C’è chi sostiene, e non sono pochi, che in una dieta quanto più naturale e sana possibile, uno spicchio d’aglio – o in alternativa dei prodotti farmaceutici a base della stessa sostanza – aiuta il nostro quattrozampe a difendersi dai parassiti intestinali e non solo. Altri, invece, paragonano la somministrazione ad una sorta di tentativo di avvelenamento perché, dicono, l’aglio provoca, nel cane, gli stessi effetti negativi che determina la cipolla.

Tra i primi, coloro che ritengono che la somministrazione di aglio possa sollevare il proprietario dalle profillassi antiparassiti che si mettono in pratica soprattutto nei mesi caldi. Niente Front Line, insomma, o prodotti analoghi: basta l’aglio. La stessa sostanza, inoltre aiuterebbe gli animali nella prevenzione dei tumori e avrebbe effetti positivi anche per combattere le infezioni ed eventuali reumatismi.




Di parere opposto quanti sostengono che l’aglio sia dannoso per il cane più o meno come la cipolla e che non vada somministrato al quattrozampe in nessuna occasione. Il motivo: i cani non possiedono l’enzima necessario a metabolizzarlo. Ingerire quantità rilevanti di aglio potrebbe provocare diarrea, vomito e gravi disturbi gastrointestinali. Se l’aglio, poi, viene consumato abitualmente, alla lunga può determinare gravi malformazioni nella composizione dei globuli rossi, anomalie che renderebbero le cellule del sangue troppo esposte e fragili. All’origine, una componente tossica contenuta sia nell’aglio che nella cipolla, il tiosolfato, responsabile dell’insorgenza di anemia emolitica.

Abbiamo chiesto una parola di chiarezza ad un veterinario nutrizionista, il dottor Alessandro Prota. E lui premette: contrario agli alimenti industrali. Troppi componenti di questi prodotti sono di origine dubbia>.

Ma rispetto all’aglio che cosa ritiene? Dobbiamo darlo ai cani oppure no? . .
Silvia Mastrantonio
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