perché non mi trovo bene con gli altri

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Un pensiero
Buongiorno Noalarms,
mi è facile spiegare la mia visione di questo tuo comportamento. Parlo di “mia” perchè ogni persona che attraversa questo tipo di fase, lo fa per disparati motivi e analizzandosi ne trova sempre di differenti. Cerco di essere breve e semplice nelle parole e nei concetti, di quello che è stata la mia esperienza.

“Quando voglio so essere molto estroversa e sfacciata, infatti all’università ho conosciuto tantissime persone. Sono il tipo di ragazza che non si fa problemi a fare due chiacchiere con gli sconosciuti, a conoscere gente nuova. Esco nel week-end, ho una vita sociale”

Di base, quello che dici è così, ma è indicativa la parola “quando voglio…”
Questo vuol dire che molto spesso non vuoi, perchè per la tua natura, per lo più vorresti qualcuno che capisse le tue esigenze senza doverti sforzarti. Di base questo indica la tua insicurezza interiore sulla persona che sei e sul fatto che esiste, e a 19 anni ci sta, il timore che hai del giudizio delle persone. Con gli sconosciuti è facile parlare, sono persone che si sa, attraversano la nostra vita brevemente e per questo inconsciamente non sono una minaccia, poichè un loro giudizio non ci fa effetto.

La tua insicurezza è ben visibile in questo tuo passo.

“E’ così da sempre, dalle elementari. Ho trascorso tutta l’adolescenza a dirmi che non è colpa mia, che forse sono gli altri a non capirmi, ci ho faticato molto, e alla fine un po’ me ne sono convinta. Ma davvero poco, perchè altrimenti sfocerei in una presunzione davvero insensata. Talvolta ho dei crolli: non voglio stare con nessuno, non voglio parlare, voglio stare sola. Mi vergogno di me stessa, delle cose che dico, delle battute che faccio. Ma in cuor mio io lo so -ci ho messo, ripeto, tutta l’adolescenza a convincermene- che non sono una stupida, che non sono una cattiva persona, che non è colpa mia. Io faccio del mio meglio. Faccio finta di ridere alle loro battute, ma non le trovo divertenti. Esco, ma mi annoio quasi sempre. Non parlo mai di me. A me piacciono le persone, sul serio, vorrei tanto starci bene, ma non ce la faccio. “

Pensare che … siamo noi stessi ad essere sbagliati è il più classico dei sintomi di insicurezza e timidezza. La poca consapevolezza del proprio se è evidente in queste parole. Questo perchè ci si basa sulla consioderazione che gli altri hanno di noi, di quello che la società insegna e dice sia corretto.
QUesto, però, è il primo passo per capire una cosa ben precisa. CHE NON APPARTIENI AI PIU’.
Ho passato la medesima fase adolescenziale. Tutte le persone parlavano di cose che non mi interessavano, banali, superficiali … sempre e comunque. Nessua profondità, nessun tentativo di produrre un pensiero più profondo del normale.

“Il problema è che tutto questo è superficiale.”

frase nota a me che ben presto divenne, una volta compreso che non ero io quello sbagliato ma la mediocrità che impera, “non devo per forza parlare con tutti”. Potrebbe essere ciò che inizi a pensare, ma ti garantisco che non è il modo giusto per andare avanti. Una frase del genere fa operare distinzioni troppo nette. Il fatto è che, erroneamente, queste distinzioni vengono fatte senza un approfondimento.

“E questo, oltre a mettermi profondamente a disagio, oltre a farmi sentire estraniata e sempre sola, ha conseguenze “visibili”. Intendo dire che, dopo un poco, gli altri se ne accorgono. E mi mettono all’angolo, come se fossi una persona cattiva, come se non meritassi certe cose. Non ho mai avuto, per esempio, una migliore amica, una persona che preferisse me, qualcuno con cui avere un rapporto un po’ più stretto, qualcuno da cui andare a dormire, o da telefonare nel bisogno. So che l’amicizia vera non esiste, ma, ecco, io proprio non vado oltre la conoscenza. Sono sola e non trovo nessuno adatto a me. Mi sento terribilmente limitata, come se dovessi tenere la bocca chiusa costantemente, perchè gli altri non capirebbero. E’ così da sempre e sono stanca di fingere di stare bene con loro. Vorrei solo sapere perchè, vorrei capire cos’ho sempre avuto che non va, cosa c’è nel mio cervello di così distorto.”

punto centrale della questione in queste tue parole. E qui è parte del tuo “blocco” … della tua prova di vita del momento. si una prova, tutti ne dobbiamo superare in continuazione. La tua è stare bene con te stessa. Quando capirai che puoi stare bene con te stessa, la prova non ti si ripresenterà in continuazione e di conseguenza potrai stare bene con gli altri. Tutto è apposto in te … tutto è a posto negli altri, ognuno è come è e bisogna accettare le diversità. Hai necessità di comprendere meglio te e comprenderai meglio ciò che ti circonda.
Devi parlare agli altri di ciò che ti piace parlare e inizierai a trovare piacere e ti stupirai a scoprire che le persone, a volte, apprezzano parlare di cose più profonde e pure loro non si sbilanciano per paura di avere giudizi sulle proprie idee e su di se.

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