perché si urla di notte


Dott.ssa Annalisa Scarpini- Psicologo Ancona

 

 Il terrore notturno, noto anche come Pavor Nocturnus,  è un disturbo specifico del sonno tipico dell’età pediatrica ma che è possibile riscontrare anche negli adulti. 
L’esordio oscilla tra i tre e i dieci anni.
Si può descrivere come un risveglio parziale dal sonno profondo accompagnato da grida, pallore, agitazione, sudorazione, accelerazione battito cardiaco e del respiro.
Gli episodi, si verificano di solito nella prima parte della notte e la durata dell’episodio va dai 30 secondi ai 5 minuti. 
Sono diversi i fattori precipitanti che influenzano il disturbo, come per esempio: asma notturna, reflusso gastroesofageo, apnee e deprivazione di sonno e  avere familiari che hanno o soffrono di  parasonnie. 

Segni e sintomi del terrore notturno

  • Risveglio improvviso seguito da  paura,  pianto, urla 
  • Agitazione 
  • Tachicardia, sudorazione, aumento del battito cardiaco e del respiro
  • Inconsolabilità
  • Al risveglio: confusione, disorientamento e amnesia per quanto riguarda l’evento
  • A volte può essere accompagnato da sonnambulismo

In età adulta, il terrore notturno potrebbe essere collegato ad un  Disturbo Post-traumatico da Stress    e a disturbi d’ansia.

Diagnosi
La diagnosi viene fatta utilizzando la polisonnografia per escludere altre possibili cause del problema  e basandosi sulla  storia clinica della persona.
I  terrori notturni  devono essere distinti da:

  • normali incubi notturni che a differenza del Pavor di solito si ricordano e avvengono nella fase finale del sonno
  • attacchi di panico notturni che consistono in un risveglio associato a tachicardia, sudorazione e sensazione di soffocamento ma che, a differenza del Pavor , qui viene ricordato al mattino. 

Gestione del disturbo
Generalmente l’andamento  del disturbo è benigno e la remissione è spontanea.

Alcuni consigli:

  • creare un ambiente stabile e adottare  adeguate abitudini del sonno. 
  • sorvegliare l’andamento del problema e la gravità del comportamento messo in atto durante gli episodi 
  • adottare misure di sicurezza in casa (rimuovere gli oggetti che potrebbero essere d’intralcio in un possibile percorso, chiudere il portone di casa, rimuovere oggetti pericolosi)
  • evitare di risvegliare il bambino o l’adulto durante l’episodio perché  ciò potrebbe aumentare l’agitazione e prolungare l’evento
  • adottare tecniche di rilassamento all’addormentamento
  • in caso di bambini evitare di raccontare quanto avvenuto durante la notte poiché questo potrebbe causare disturbi d’ansia

L’ intervento specialistico è consigliato quando la diagnosi viene confermata e il disturbo perdura presentandosi ogni notte o comunque più volte durante una settimana.

La terapia cognitiva comportamentale consiste nella somministrazione di un protocollo di risvegli notturni programmati, il bambino/adulto viene svegliato prima che si verifichi l’episodio, in questo modo si alterano i cicli del sonno e si modificano i pattern elettrofisiologico che sottende il disturbo.



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