qual è il bank key

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NUOVE COORDINATE BANCARIE

Cos’è
il BBAN

Il BBAN
(Basik Bank Account Number) è la coordinata bancaria nazionale
che consente di
identificare, in maniera standard ed univoca, il conto corrente del
beneficiario
permettendo all’ordinante o alla banca di quest’ultimo di verificarne
la
correttezza grazie alla presenza del carattere di controllo.
La struttura del BBAN è fissa ed è stata dettata, per il
nostro paese, da
standard dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana); in particolare la
lunghezza di 23 caratteri è fissa ed è così
composta:

CIN ABI CAB NUMERO
CONTO
codice
di controllo
(UNA LETTERA)
banca
destinataria
(CINQUE CIFRE)
filiale
destinataria
(CINQUE CIFRE)
lunghezza
fissa di 12 CARATTERI
(LETTERE MAIUSCOLE E NUMERI)
X 06055 00000 000000000000

Il BBAN
non può
contenere caratteri speciali, deve essere composto da numeri e lettere
maiuscole; il numero conto effettivo deve essere allineato a destra e
riempito,
eventualmente, di zeri a sinistra fino all’effettivo riempimento del
campo.

Il primo
carattere del BBAN (CIN) ha la funzione di carattere di controllo
dell’esatta
trascrizione dei successivi 22 caratteri.

Il CIN
deve
essere un car attere alfabetico, l’ABI e il CAB numerici.

Dal
16 giugno
2003 l’esecuzione di bonifici Italia con coordinate bancarie incomplete
o
inesatte è assoggettata ad una penale a carico dell’ordinante
del bonifico
(per il momento il carattere di controllo CIN rimane un dato
facoltativo non
assoggettato a penale). Pertanto, onde evitare l’applicazione della
penale
medesima, si suggerisce di richiedere, comunicare ed utilizzare sempre
le
coordinate bancarie complete – BBAN
 

Il
codice BBAN è
riportato su ogni estratto conto e su ogni contabile di conto corrente;
il
personale della Filiale è a vostra disposizione per fornire ogni
informazione.

 

Cos’è
il IBAN

L’IBAN
(International Bank Account Number) è la coordinata bancaria
internazionale che
consente di identificare, in maniera standard, il conto corrente del
beneficiario permettendo all’ordinante o alla banca di quest’ultimo di
verificarne la correttezza grazie ai due caratteri di controllo.
La struttura dell’IBAN è basata sugli standard dettati dalla
ECBS (European
Committee for Banking Standards), mentre la sua lunghezza varia a
seconda della
nazione con un massimo di 34 caratteri alfanumerici; per l’Italia
è fissata
in 27 caratteri: IT, 2 caratteri numerici di controllo internazionali,
1
carattere alfabetico di controllo nazionale (CIN), 5 caratteri numerici
per il
codice ABI, 5 caratteri numerici per il CAB, 12 caratteri alfanumerici
per il
numero di conto.
Ecco alcuni esempi di IBAN:

IBAN italiano

IBAN IT17 X060 5502 1000
0000 1234 567
IBAN
tedesco
IBAN DE85 3703 0044 0053
2013 00
IBAN
francese
IBAN FR14 2005 1010 0505
0004 3M02 606

Sui
bonifici tale
coordinata va inserita omettendo l’acronimo IBAN ed inserendo la
stringa senza
spazi:
DE85370300440053201300

Di seguito vengono riportati i paesi che hanno aderito alla convenzione
sull’IBAN:

Tutti i Paesi
U.E.:
Austria,
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda,
Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia
Altri Paesi: Islanda,
Norvegia, Polonia, Svizzera

 

Cos’è
il BIC

Il BIC
(Bank Identifier Code) è un codice (codice SWIFT) utilizzato nei
pagamenti
internazionale per identificare la Banca del beneficiario; è
disponibile
praticamente per quasi tutte le banche del mondo e può essere
formato da 8 o da
11 caratteri alfanumerici.

Ecco
alcuni
esempi di BIC:

BANCA DELLE MARCHE S.P.A.
– ANCONA
BAMAIT3A
COMMERZBANK
AG – FRANKFURT AM MAIN
COBADEFF
CREDIT
LYONNAIS – BORDEAUX
CRLYFRPPBOR

 

UTILIZZO

Il BIC e
l’IBAN
o il BBAN devono essere comunicati dal beneficiario all’ordinante di un
bonifico affinché quest’ultimo li fornisca alla propria banca.
Tali dati sono
sufficienti per effettuare tutti i pagamenti in Europa (o in Italia per
il BBAN)
e rendono superflue tutte le altre indicazioni; essi sono anche
necessari per
rendere i pagamenti più veloci e più a buon mercato (vedi
Regolamento
del Consiglio d’Europa
)

SE DOVETE PAGARE

SE
DOVETE
INCASSARE

Comunicate sempre il vostro BBAN – IBAN ed il BIC ai vostri
clienti.
Potete trovare tali coordinate sui vostri estratti conto oppure possono
essere
richieste alla vostra filiale.
Inoltre Banca delle Marche è in grado di stampare etichette
personalizzate con
il vostro IBAN, BIC ed intestazione del conto; richiedetele presso la
vostra
filiale.

Ecco un esempio delle etichette per la canalizzazione dei pagamenti
esteri:

  Please credit our account
with:
BANCA DELLE MARCHE S.P.A.
BIC SWIFT: BAMAIT3A
Account No.
IBAN IT17 I060 5564 8600 0000 1234 567
MARIO ROSSI & C. SPA

 

Regolamento
del consiglio d’Europa

Scarica
il testo
del Regolamento del
Consiglio d’Europa (2560/2001) sui
bonifici transfrontalieri
(File in formato Adobe Acrobat)
 
Regolamento
del Consiglio d’Europa

Allo
scopo di
fornire un contributo importante per un corretto funzionamento del
Mercato
Unico, fin dal 1997, il Parlamento Europeo ha provveduto ad emanare una
Direttiva (97/5/EC) sui bonifici bancari transfrontalieri, quelli,
cioè,
disposti per un importo massimo di € 50.000,00 da cittadini di uno
stato
membro dell’Unione Europea a favore di cittadini di un altro stato
membro,
allo scopo di renderli più veloci e più a buon mercato.

Non
essendo stato
raggiunto l’obiettivo di pervenire ad una tariffazione unica, o quanto
meno
simile, tra i pagamenti transfrontalieri e quelli nazionali, il
Consiglio
d’Europa, nel dicembre del 2001, ha emanato un Regolamento (2560/2001)
che
all’Art. 3 stabilisce:

Dal 1° Luglio 2003 le commissioni applicate da un ente sui
bonifici
transfrontalieri in euro fino ad un massimo di 12.500 EUR sono uguali a
quelle
addebitate dallo stesso ente sui bonifici corrispondenti in euro
eseguiti nello
Stato membro dove è stabilito detto ente. A decorrere dal 1°
Gennaio 2006
l’importo di 12.500 EUR è portato a 50.000 EUR
”.

Il
Regolamento
prevede però anche misure per facilitare l’esecuzione dei
bonifici
transfrontalieri, e all’Art. 5.2 stabilisce:

Il cliente fornisce, su richiesta dell’ente che esegue il
bonifico, il
codice IBAN del beneficiario e il codice BIC dell’ente del
beneficiario. Se il
cliente non fornisce le informazioni precitate, l’ente può
addebitargli
commissioni supplementari…
”.

L’IBAN
(International
Bank Account Number) è la coordinata bancaria internazionale che
consente di
identificare, in maniera standard, il conto corrente del beneficiario,
permettendo inoltre alla Banca ordinante di verificare la correttezza
dei dati
grazie ai due caratteri di controllo. Il BIC (Bank Identifier Code)
è il codice
SWIFT che identifica la Banca del beneficiario; entrambi gli elementi
sono
necessari per conferire a detti pagamenti il più elevato grado
di automazione
possibile. Le commissioni supplementari che saranno richieste, per la
mancanza
di questi dati, serviranno solo a coprire le spese richieste alla Banca
ordinante dalla Banca del beneficiario, che non avrà potuto
trattare in maniera
automatica i pagamenti.

A
proposito
dell’IBAN e del BIC, il Regolamento, all’art.5.3, stabilisce ancora:

A decorrere dal 1° Luglio 2003, gli enti indicano negli
estratti conto
di ogni cliente, o in un allegato di tali estratti, il codice IBAN e il
codice
BIC dell’ente
”.

Per
qualsiasi fatturazione transfrontaliera di beni e servizi nella
Comunità il
fornitore che accetta il pagamento tramite bonifico comunica ai suoi
clienti il
proprio codice IBAN e il codice BIC del suo ente
”.

A
seguito di
quanto stabilito all’art.4, la Banca delle Marche metterà a
disposizione dei
propri clienti informazioni sulle commissioni che verranno applicate
sui
pagamenti transfrontalieri e interni, comprese le commissioni
supplementari di
cui si è detto.

Scarica
il testo
del Regolamento
del
Consiglio d’Europa (2560/2001) sui
bonifici transfrontalieri
(File in formato Adobe Acrobat)

Allo
scopo di
fornire un contributo importante per un corretto funzionamento del
Mercato
Unico, fin dal 1997, il Parlamento Europeo ha provveduto ad emanare una
Direttiva (97/5/EC) sui bonifici bancari transfrontalieri, quelli,
cioè,
disposti per un importo massimo di € 50.000,00 da cittadini di uno
stato
membro dell’Unione Europea a favore di cittadini di un altro stato
membro,
allo scopo di renderli più veloci e più a buon mercato.

Non
essendo stato
raggiunto l’obiettivo di pervenire ad una tariffazione unica, o quanto
meno
simile, tra i pagamenti transfrontalieri e quelli nazionali, il
Consiglio
d’Europa, nel dicembre del 2001, ha emanato un Regolamento (2560/2001)
che
all’Art. 3 stabilisce:

Dal 1° Luglio 2003 le commissioni applicate da un ente sui
bonifici
transfrontalieri in euro fino ad un massimo di 12.500 EUR sono uguali a
quelle
addebitate dallo stesso ente sui bonifici corrispondenti in euro
eseguiti nello
Stato membro dove è stabilito detto ente. A decorrere dal 1°
Gennaio 2006
l’importo di 12.500 EUR è portato a 50.000 EUR
”.

Il
Regolamento
prevede però anche misure per facilitare l’esecuzione dei
bonifici
transfrontalieri, e all’Art. 5.2 stabilisce:

Il cliente fornisce, su richiesta dell’ente che esegue il
bonifico, il
codice IBAN del beneficiario e il codice BIC dell’ente del
beneficiario. Se il
cliente non fornisce le informazioni precitate, l’ente può
addebitargli
commissioni supplementari…
”.

L’IBAN
(International
Bank Account Number) è la coordinata bancaria internazionale che
consente di
identificare, in maniera standard, il conto corrente del beneficiario,
permettendo inoltre alla Banca ordinante di verificare la correttezza
dei dati
grazie ai due caratteri di controllo. Il BIC (Bank Identifier Code)
è il codice
SWIFT che identifica la Banca del beneficiario; entrambi gli elementi
sono
necessari per conferire a detti pagamenti il più elevato grado
di automazione
possibile. Le commissioni supplementari che saranno richieste, per la
mancanza
di questi dati, serviranno solo a coprire le spese richieste alla Banca
ordinante dalla Banca del beneficiario, che non avrà potuto
trattare in maniera
automatica i pagamenti.

A
proposito
dell’IBAN e del BIC, il Regolamento, all’art.5.3, stabilisce ancora:

A decorrere dal 1° Luglio 2003, gli enti indicano negli
estratti conto
di ogni cliente, o in un allegato di tali estratti, il codice IBAN e il
codice
BIC dell’ente
”.

Per
qualsiasi fatturazione transfrontaliera di beni e servizi nella
Comunità il
fornitore che accetta il pagamento tramite bonifico comunica ai suoi
clienti il
proprio codice IBAN e il codice BIC del suo ente
”.

A
seguito di
quanto stabilito all’art.4, la Banca delle Marche metterà a
disposizione dei
propri clienti informazioni sulle commissioni che verranno applicate
sui
pagamenti transfrontalieri e interni, comprese le commissioni
supplementari di
cui si è detto.

Scarica
il testo
del Regolamento del
Consiglio d’Europa (2560/2001) sui
bonifici transfrontalieri
(File in formato Adobe Acrobat)
 
Regolamento
del Consiglio d’Europa

 

Convenzione
Interbancaria sui Pagamenti
(ICP) versione 1.0

La convenzione ICP dispone il divieto, per le banche
intermediarie, di decurtare commissioni dall’importo del bonifico
nonché individua l’opzione SHA (spese condivise, ovvero
l’ordinante ed il beneficiario pagano rispettivamente le spese delle
loro banche) come unica soluzione tariffaria standard per i bonifici
coperti dal Regolamento.

Per poter beneficiare delle Convenzioni sopra
descritte il bonifico dovrà avere inderogabilmente le seguenti
caratteristiche:

  • Nome/ragione sociale completa dell’ordinante
    incluso il suo indirizzo;
  • Importo da trasferire espresso in euro e con un
    massimo di 12.500 euro;
  • Nome/ragione sociale del beneficiario;
  • IBAN e BIC validi del beneficiario;
  • Opzione spese SHA (spese condivise con il
    beneficiario);
  • Motivo del trasferimento (non obbligatorio). (2)

(1) Data alla quale ricorrono tutte le condizioni
richieste dalla banca dell’ordinante per l’esecuzione di un ordine di
bonifico, relative all’esistenza di una copertura finanziaria
sufficiente e alle informazioni necessarie per l’esecuzione di detto
ordine.

(2) La lunghezza massima delle informazioni per il beneficiario non
deve superare il limite di 140 caratteri (4 righe per 35 caratteri
ognuna), come fissato dagli standard SWIFT. Poiché tali bonifici
vengono lavorati nel canale domestico di ogni singolo Paese, vi
è comunque la possibilità che queste informazioni siano
troncate dalla banca ricevente (es.il sistema inglese accetta un
massimo di 18 caratteri).

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