quale antenna per vhf

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Per il momento anche per non rischiare un OT, soffermiamoci sull’antenna che potremo definire come quello strumento che fisicamente è in grado di trasformare (mediante irradiazione) la corrente di alta frequenza prodotta dal radioricevitore in un campo elettromagnetico irradiato nello spazio:
con riferimento alla corrente prodotta dalla nostra radio VHF, la trasformazione riguarda il segnale che inviamo, mentre con riferimento alla corrente inviata dal VHF degli altri, la trasformazione riguarda, nel nostro apparato, il segnale radio che riceviamo.
Ovviamente, tenuto conto che le onde radio si propagano nell’aria, anche questa ha la sua importanza nel nostro “sistema”, in quanto costituisce il mezzo attraverso il quale si verifica la propagazione del segnale, sia inviato che ricevuto.
A questo punto, tralasciando i vari tipi di antenna in circolazione (dato che a noi interessa prevalentemente quella del tipo collineare) vorrei passare a descrivere come il segnale si trasmette nell’aria, ovvero attraverso le cd. “Onde Radio” che risultano di fondamentale importanza per identificare la misura dell’antenna.

Per non complicare ulteriormente le cose potremo immaginare un’onda radio (o onda elettromagnetica) inviaata da un apparato trasmittente come una sinusoide, o meglio ancora come una serie di sinusoidi in successione

sinusoide_1[1].jpg

delle quali ci interessa la distanza tra loro, misurata al vertice delle loro “creste”. Tale distanza viene denominata “lunghezza d’onda” (vedete l’immagine allegata)

250px-Lunghezza_d’onda[1].png
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e risulta importante per poter identificare sia la frequenza ideale alla quale dovremo trasmettere/ricevere, che soprattutto la misura che l’antenna dovrà possedere per irradiare correttamente il segnale ad una determinata frequenza.

Frequenza e lunghezza d’onda si possono ricavare da una formula abbastanza semplice che comprende, per l’appunto, lunghezza d’onda, velocità della luce (espressa in circa 300.000.000 metri al secondo) e frequenza.

In base a tali parametri (tenendo presente la velocità della luce come costante fissa) potremo quindi indifferentemente ricavare -se abbiamo la misura della lunghezza d’onda- la frequenza di trasmissione o, come detto prima, la lunghezza d’onda a noi necessaria per interpretare la lunghezza dell’antenna per poterla meglio “accordare” alla radio che trasmetta ad una determinata frequenza.

La formula per ricavare la lunghezza d’onda in base alla frequenza di trasmissione pertanto è la seguente:

λ = 300.000.000 (m/sec)
………….. Hertz
dove λ sta ad indicare la lunghezza d’onda in metri

Supponiamo quindi che intendiamo trasmettere sul canale 16 VHF la cui frequenza nota è 156,800 Mhz, potremo quindi calcolare attraverso la formula indicata quale sia la relativa lunghezza d’onda, nonchè la misura dell’antenna occorrente, cioè in accordo con quella frequenza, tendo conto preliminarmente che dovremo operare indifferentemente una riduzione tra Mhz ed Hz, oppure tra m/sec. ed un multiplo di 1.000.000).

Di conseguenza, 300.000.000 : 156.800.000 (oppure 300 : 156,800) daranno come risultato che la lunghezza d’onda del canale 16 VHF è pari a metri 1,913 circa

Ciò vuol dire che una antenna accordata per quel canale (o più precisamente l’elemento radiante dell’antenna, ovvero la parte metallica contenuta all’interno del fusto delle nostre antenne VHF) dovrà essere di misura pari a metri 1,913 oppure, per ciò che andrò a spiegare in appresso, ad un multiplo di tale misura

(segue…)

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