quale liquido bagna ogni cellula del corpo umano

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Plasma

Il termine plasma (dal greco πλάσμα, “cosa plasmata, forma”) in ematologia indica la componente liquida del sangue, costituita da una soluzione acquosa di proteine, glucosio, lipidi, sali minerali, proteine ad azione enzimatica e ormonale, immunoglobuline e, in quantità minime, altre sostanze organiche e inorganiche (v. cap. Circolatorio, apparato).

sommario: 1. Struttura e funzioni. 2. Filogenesi. □ Bibliografia.

1. Struttura e funzioni

Il plasma è un liquido acquoso normalmente confinato all’interno dei vasi sanguigni dell’apparato circolatorio e mantenuto in costante movimento dalle contrazioni cardiache. Come la linfa (v.), che rappresenta il liquido di drenaggio degli spazi interstiziali, e il liquido interstiziale, che occupa tutti gli spazi compresi fra le cellule, può essere definito un liquido extracellulare o intercellulare; viene detta invece fase intracellulare dei liquidi corporei, quella costituita dal liquido interno di ogni cellula. Il plasma è virtualmente in continuità con il liquido interstiziale, o liquido tessutale, che si forma continuamente da esso per filtrazione attraverso le pareti dei capillari. Insieme alla componente corpuscolata – globuli rossi, globuli bianchi e piastrine – il plasma costituisce il sangue nella sua interezza. La sua composizione corrisponde a una soluzione complessa, in cui figurano numerose sostanze inorganiche e organiche, tutte di grande importanza funzionale. Tra i sali inorganici hanno particolare rilievo: il cloruro di sodio (NaCl), da cui deriva il sapore leggermente salato del sangue e che conferisce al plasma gran parte della pressione osmotica; il carbonato di calcio (CaCo₃) e il fosfato di sodio (Na₃PO₄) che, fungendo da tamponi biologici, mantengono la concentrazione degli ioni idrogeno (pH) del sangue a un valore quasi costante, benché esso trasporti numerose sostanze prodotte nel corso delle attività cellulari.
Tra i costituenti organici la preminenza spetta alle proteine e, accanto a esse, alle molecole con ruolo nutrizionale, come il glucosio, vari aminoacidi, i lipidi. Nel plasma si trovano inoltre varie molecole trasportatrici che legano ioni e ormoni, impedendone il passaggio attraverso il filtro renale. Pur essendo simile sotto molti punti di vista a quella del liquido interstiziale, la composizione del plasma presenta una differente concentrazione dei gas disciolti: l’ossigeno ha una concentrazione più alta, rispetto ai liquidi interstiziali, per cui il plasma può diffondere dal sangue ai tessuti periferici, mentre è più bassa la concentrazione dell’anidride carbonica e la molecola diffonde in direzione opposta.
Una seconda differenza significativa tra liquidi interstiziali e plasma è che quest’ultimo contiene grandi quantità di proteine, la cui presenza aumenta la pressione osmotica all’interno dei vasi. Questa proprietà è molto importante nella funzione dei capillari, in quanto il flusso dei liquidi è basato su un delicato equilibrio tra la pressione sanguigna e la pressione osmotica del plasma: data la differente concentrazione tra plasma e liquido interstiziale, l’acqua dovrebbe essere assorbita osmoticamente all’interno dei vasi sanguigni; tuttavia, nei capillari arteriosi regna una pressione che si oppone a questo richiamo dei liquidi e permette anzi al plasma di filtrare all’esterno, mentre nei capillari venosi la pressione sanguigna è inferiore, per cui si crea un riflusso di liquido dallo spazio intercellulare. Le proteine del plasma possono essere distinte in tre classi: albumine, globuline e fibrinogeno. Le albumine sono le più abbondanti, rappresentando circa il 60% delle proteine totali, e contribuiscono in modo rilevante a mantenere elevato il valore del potenziale osmotico del plasma, evitando così un’eccessiva perdita di liquido. Le globuline, che ammontano a circa il 33%, includono le immunoglobuline, o anticorpi. Sia alle albumine sia alle globuline possono legarsi lipidi, insolubili in acqua, quali trigliceridi, acidi grassi e colesterolo. Entrambi i tipi di proteine possiedono, inoltre, una funzione tampone. Il fibrinogeno, infine, è responsabile della coagulazione del sangue, fenomeno complesso che richiede la presenza delle piastrine e di molti fattori correlati in una serie concatenata di eventi (v. coagulazione).

2. Filogenesi

Dal punto di vista evolutivo, lo sviluppo di un liquido interno circolante è in stretta relazione con l’aumento di complessità degli organismi. Quelli più semplici, costituiti da una singola cellula, vivono in contatto continuo con il loro ambiente e, attraverso la superficie cellulare, assorbono direttamente le sostanze nutritive e l’ossigeno e rilasciano i prodotti di rifiuto del metabolismo; la piccola dimensione di questi animali non richiede infatti la presenza di particolari sistemi di trasporto interno oltre ai normali flussi citoplasmatici. Per organismi più complessi e di dimensioni maggiori, con tessuti a più strati cellulari, la diffusione diventa invece un meccanismo inadeguato e sorge quindi la necessità di un fluido circolante che possa veicolare le sostanze alle singole cellule; a tal fine, la maggior parte degli organismi pluricellulari ha sviluppato fluidi vettori e apparati che permettono loro di circolare in tutto il corpo. La presenza di un liquido circolante si riscontra già negli Invertebrati, nel cui plasma si possono trovare disciolti i pigmenti respiratori, che nei Vertebrati, invece, sono localizzati in cellule particolari, gli eritrociti. Alcuni Crostacei contengono emoglobina in soluzione, altri hanno analoghi pigmenti contenenti ferro, come la clorocruorina o l’emoeritrina. Molluschi e Artropodi hanno un pigmento contenente rame chiamato emocianina. Inoltre, nel plasma di questi animali si trovano cellule di varia natura, spesso ameboidi, con funzioni fagocitarie e di trasporto. Alcune volte poi, gli Invertebrati presentano un apparato circolatorio di tipo aperto nel quale i vasi sanguigni non costituiscono un circuito chiuso e il liquido viene a diretto contatto con i tessuti; in questo caso non esiste alcuna differenza tra il plasma e il liquido interstiziale e si parla, quindi, di emolinfa. Artropodi e Molluschi presentano esempi di sistemi circolatori aperti. Negli Insetti il plasma è ricco di aminoacidi con funzione osmotica, contrariamente alla maggior parte degli altri animali in cui tale funzione è affidata agli ioni inorganici; esso non presenta inoltre pigmenti respiratori, poiché il trasporto dell’ossigeno è devoluto a un particolare sistema di minuti condotti aerei.
Tranne rarissime eccezioni, tutti i Vertebrati presentano sospesa nel plasma la componente corpuscolata, costituita da globuli rossi, globuli bianchi e, nei Mammiferi, anche da piastrine. Alcune specie di Pesci, abitanti dei mari antartici, non presentano globuli rossi e quindi emoglobina e, di conseguenza, il loro sangue risulta incolore. Nonostante la taglia notevole, per questi animali, che vivono in acque freddissime e hanno un metabolismo lento, sono sufficienti gli scambi gassosi attraverso il plasma sanguigno.

bibliografia

C.P. Hickman jr., L.S. Roberts, A. Larson, Integrated principles of zoology, St. Louis (MO), Mosby, 19939 (trad. it. Zoologia, Napoli, EdiSES, 1995).
E. Padoa, Manuale di anatomia comparata dei Vertebrati, Milano, Feltrinelli, 199615.
W.K. Purves, G.H. Orians, H. Craig Heller, Life. The science of biology, Sunderland, Sinauer, 19954 (trad. it. Corso di biologia, Bologna, Zanichelli, 1995).

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