quale parte molto sviluppata nella scimmia


scimmia Nome comune della maggior parte dei Mammiferi Primati, riferito a specie di dimensioni variabili da quella di un piccolo scoiattolo a dimensioni superiori a quelle dell’Uomo. Generalmente plantigrade, nei movimenti rapidi anche digitigrade (fig. 1), le s. hanno coda di lunghezza variabile, talvolta prensile (alcuni Platirrini, fig. 2); alcune specie ne sono prive. La pelliccia in genere è poco appariscente, ma non mancano specie con colori vistosi localizzati nei tratti di pelle nuda della faccia, delle natiche o del petto.

I caratteri scheletrici tipici sono: nel cranio, separazione completa fra le fosse orbitali e le temporali, grosso sviluppo dell’occipite; prognatismo pronunciato in molte specie nei confronti del modesto sviluppo della porzione facciale del cranio in altre; sviluppo di creste craniali sagittali e occipitali e dell’arcata zigomatica per l’inserzione della potente muscolatura della mandibola (fig. 3). Nella dentatura, che consta di 32 o 36 denti, i canini, specie nei maschi, sono molto sviluppati (fig. 4). Nello scheletro assile si contano per lo più 19 vertebre nella regione toracico-lombare della colonna vertebrale e da 12 a 13 coste (fig. 5).

Gli emisferi cerebrali, di cui è particolarmente sviluppato il lobo frontale, ricoprono il cervelletto. Un solco ventrale, o di Rolando, segna la separazione fra lobo frontale e parietale negli emisferi (fig. 6). Sviluppati in alcune s. le borse guanciali, diverticoli della cavità boccale atti a immagazzinare il cibo, e i sacchi laringei, cospicui soprattutto nei Pongidi e nelle aluatte. Lo stomaco in genere è semplice, l’intestino è lungo da 5 a 8 volte la lunghezza del tronco. L’utero è semplice e la placenta discoidale. Le mammelle pettorali hanno capezzoli spesso molto ravvicinati tra loro.

La gravidanza dura da 3 a 9 mesi secondo le specie. Partoriscono di regola un solo piccolo, che entro una settimana si muove con sicurezza attorno alla madre ed entro un mese anche lontano da essa. La crescita del giovane dura da 2 a 12 anni a seconda delle specie (fig. 7). Alle cure parentali, oltre la madre partecipa talvolta anche il padre.

Le specie di medie e piccole dimensioni sono in prevalenza forestali e arboricole. Alcune specie vivono su zone aperte, rocciose, di steppa o prateria.

Animali in genere molto agili, buoni saltatori e arrampicatori, vivono di solito in famiglie o gruppi di famiglie, guidati da un maschio adulto: i gruppi hanno spesso forte coesione sociale, che si manifesta con la protezione delle femmine, dei piccoli, degli individui deboli o malati (fig. 8). Abitudini prevalentemente diurne e onnivore, prediligono tuttavia i vegetali. Manifestano spiccate capacità di apprendimento e di memorizzazione.

S. urlatriceNome di varie specie di s. Cebide del genere Aluatta, diffuse nelle foreste e nelle praterie dell’America Centro-meridionale, di abitudini diurne e gregarie; il nome deriva dalla capacità di emettere forti grida, considerate fra i suoni più potenti emessi da un animale, utilizzate per la comunicazione tra i diversi gruppi sociali che occupano un territorio.

S. ragnoNome delle varie specie di s. Cebide del genere Atele, diffuse nelle foreste pluviali dell’America centro-meridionale, di piccole dimensioni (il corpo, esclusa la coda, è lungo 40-50 cm), che vivono quasi esclusivamente sulle chiome degli alberi, dove si spostano utilizzando la coda prensile e le lunghe e sottili zampe (da cui il nome).

S. scoiattoloSpecie (Saimiri sciureus) di s. Cebide, diurna e gregaria, di piccole dimensioni (il corpo è lungo 25-40 cm esclusa la coda); vive nelle foreste umide dell’America Centro-meridionale; i giovani presentano un accentuato comportamento esplorativo e ludico.

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