quale partita iva per vendere online

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Il Negozio online segue delle regole fiscali ben precise, sia in Italia che per i rapporti con l’Estero. In questa guida leggerai tutto ciò che è necessario sapere su come aprire Partita iva per E-Commerce e come regolarizzare la tua attività digitale. 

Iniziamo questo lungo articolo su come aprire partita iva per e-commerce dicendo che l’evoluzione esponenziale del commercio elettronico non rappresenta più alcuna novità nel panorama economico mondiale. Aspetto riconfermato anche in periodo di Covid-19.

Tuttavia io e il mio studio parlando con imprenditori digitali di ogni tipo notiamo grosse lacune in materia fiscale, che spesso portano a problemi importanti e ad esporsi a dei rischi che potrebbero compromettere l’intero progetto imprenditoriale.

Se non mi conosci, mi chiamo Angela Amato e sono dottore commercialista specializzata in business online.

In questo articolo andremo a vedere tutti i casi in cui è necessario avere partita iva per un e-commerce e come regolarizzare le tue vendite online per evitare problemi.

Inoltre, ti parlerò di come il fisco definisce il tuo e-commerce, in Italia e all’Estero, e come muoverti nella giungla delle pratiche amministrative da registrare. Iniziamo!

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partita iva per e-commerce

Come il Fisco definisce il Negozio Online: la differenza tra E-Commerce Indiretto e Diretto.

Quando ci approcciamo a una materia nuova è sempre cosa buona e giusta partire dalla definizione con concetto centrale. In questo caso stiamo parlando di Partita Iva per E-commerce dunque per prima cosa devi capire cosa si intende per commercio elettronico anche detto negozio online.

Il Fisco distingue il Negozio Online in base a due macro categorie, l’e-commerce on-line e off-line, che hanno delle caratteristiche peculiari.

Il Commercio Indiretto (off-line) comprende tutte quelle vendite commerciali che utilizzano internet in almeno una fase delle operazioni di transazione, ma che non terminano esclusivamente grazie all’uso di internet.

Il Commercio elettronico Diretto (on-line) rappresenta quelle transazioni che, in tutte le fasi di vendita, avvengono necessariamente tramite l’uso della rete elettronica. Parliamo quindi della vendita online di beni digitali e di servizi.

Al contrario, l’e-commerce indiretto si caratterizza per l’acquisto online di beni e con la consegna fisica dei prodotti al domicilio del consumatore.

Questa distinzione tra On-line e Off-line è fondamentale poiché è dovuta alla modalità di consegna e di fruizione dei beni acquistati, anziché dalle modalità in cui il bene viene ordinato e pagato.

Faccio un esempio pratico: la vendita di un brano musicale in CD e la sua medesima versione online downloadable in mp3. Il contenuto venduto online è identico, tuttavia la modalità di vendita comporta un cambiamento della natura del prodotto da materiale (CD) a digitale (Mp3).

Quindi il negozio di CD che decide di vendere online i suoi prodotti fisici si colloca nell’e-commerce indiretto, mentre l’app-store che vende file digitali scariabili in remoto rientra nell’e-commerce diretto.

Quando è obbligatorio aprire partita iva per il Negozio Online? 

Esistono dei criteri fondamentali da verificare per capire se hai la necessità di aprire la partita iva per l’e-commerce. La soglia dei 5 mila euro non è una di queste.

Di quali criteri sto parlando?

Te li elenco:

  • Stabile organizzazione;
  • Continuità dell’attività;
  • Professionalità.

Se esistono questi tre presupposti potrai già contattare un Commercialista esperto nel tuo business online. Io ad esempio offro una consulenza preliminare durante la quale vengono approfonditi tutti i dettagli aziendali utili per capire se è necessario o meno aprire partita iva per l’e-commerce.

Ma cosa significano stabile organizzazione, continuità dell’attività e la professionalità?

Te lo spiego con un caso pratico e reale, che riscontro quasi ogni settimana nelle mie consulenze private.

Se sei un consulente di web marketing o di altre professioni legate al digitale che, tramite il sito, organizza corsi online con un prezzo specifico… beh, esistono tutte le condizioni che ti ho citato. Questa è già un’attività, stabile e continuativa, da regolarizzare immediatamente.

E-Commerce e Vendita Online occasionale: quando il Fisco ti permette di non avere la Partita Iva.

Ci sono casi in cui non è necessario avere la partita iva per l’e-commerce?

Certo che sì.

Nel caso in cui effettui vendite online ma in maniera sporadica e senza alcuna programmazione nel tempo, il Fisco ti dà la possibilità di indicare gli incassi che ottieni di queste transazioni in una sezione ad hoc della Dichiarazione redditi annuale, tra i cosiddetti Redditi diversi art. 67 del Tuir.

Parlo dei corrispettivi derivanti dalle Vendite Commerciali Occasionali.

Se vuoi vendere dei tuoi oggetti fatti a mano oppure degli accessori che non usi più, puoi inserire i tuoi annunci sui market place più o meno noti come eBay o Amazon.

Ricorda che tale forma di vendita online, per non ricadere in obblighi di natura formale, dovrà essere svolta occasionalmente.

Il Fisco non definisce un numero prestabilito di volte in cui è possibile effettuare vendite occasionali oppure un limite di fatturato da non superare per essere definiti Imprenditori ed avere l’obbligo di aprire partita iva per l’e-commerce che hai messo in piedi.

La stessa Agenzia delle Entrate afferma che anche la sola vendita effettuata in un anno può condurre ad obblighi di natura formale. Quindi bisogna fare attenzione e capire se la tua attività online ha la necessità di essere regolarizza.

Parlo per esperienza, ho visto tantissime situazioni in cui la superficialità degli aspiranti imprenditori digitali ha comportato multe e sanzioni. Quindi attenzione!

Non tutte le attività di commercio elettronico rispettano il requisito della “occasionalità” e sempre più frequentemente la Guardia di Finanza esegue accertamenti sui venditori che si celano dietro finto commercio occasionale.

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Le Agevolazioni che il Fisco ti propone se vuoi avviare il tuo E-commerce.

La Partita iva per l’E-commerce potrebbe garantirti delle agevolazioni, sia fiscali che contributive, che non ti saresti mai aspettato.

In Italia, se hai determinate condizioni soggettive di partenza, puoi avviare il tuo Business Online sfruttando la tassazione agevolata del Regime Forfettario.

Il Regime Forfettario rimane l’unica scelta di risparmio sul panorama fiscale nazionale. Per il Commerciante online, avviare una nuova attività non sarà oneroso poiché le imposte da versare sono minime e non solo in fase di start up.

Queste sono le imposte a cui il Commercio online è soggetto:

  • imposta ridotta al 5% per le start up
  • imposta sostitutiva del 15% dal sesto anno di attività
  • nessuna Irap, Irpef e addizionali
  • riduzione del 35% dei contributi previdenziali dovuti solo per la categoria degli Artigiani e Commercianti
  • non soggezione agli Studi di Settore
  • nessun obbligo di tenere i registri Iva obbligatori ma solo di numerare
  • progressivamente le fatture, certificare i corrispettivi e conservarli
    sulle fatture non andrà addebitata l’Iva
  • nessuna la deduzione analitica di costi/spese (non si possono scaricare i costi dell’attività ma solo i contributi previdenziali)
  • possibilità di utilizzare la Fattura elettronica ed ottenere uno sconto sugli anni di accertamento fiscale

Per poter utilizzare il regime forfettario 2020, nell’anno solare precedente, si devono possedere una serie di requisiti:

  • compensi annui dell’attività non superiori al nuovo limite di € 65.000, valido per tutte le categorie reddituali;
  • lavoratori dipendenti (art. 49 TUIR) e percettori di redditi assimilati (art. 50 TUIR) ma che non esercitano attività d’impresa, arti o professioni prevalentemente nei confronti di uno dei datori di lavoro dei 2 anni precedenti o, in ogni caso, nei confronti di soggetti agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili. La condizione che tale reddito non superi i 30.000 euro lordi annui è stata nuovamente introdotta.

L’Attività di Commercio Online in Regime Forfettario viene “tassata” in base ad una percentuale di redditività, applicando poi un’Imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni di attività, o del 15% nei casi restanti.

Se vuoi sapere di più sul Regime fiscale agevolato, te ne parlo in dettaglio in questo articolo.

Le regole fiscali per l’E-commerce: le vendite online in Europa e nel Mondo Extra Ue.

Il Commercio online non ha confini geografici. Sai bene che se vendi i tuoi prodotti dal tuo sito internet oppure tramite un Market Place, potresti raggiungere un acquirente che risiede in un altro Stato, in Europa o nel Mondo Extra UE.

Il Fisco detta delle regole ben precise per le esportazioni ed è fondamentale che tu che le conosca in anticipo per non incorrere, in seguito, a delle verifiche fiscali particolarmente onerose.

Per questo motivo la mia specializzazione come commercialista non è limitata solo al territorio nazionale, ma si estende oltre i confini, perché il digitale impone una conoscenza dettagliata delle dinamiche mondiali e delle regole fiscali di ogni singolo Paese estero.

Ti faccio un altro esempio pratico così ci capiamo meglio.

La vendita a operatori economici di altro Paese UE prevede anche l’iscrizione nella banca dati VIES (Vat Information Exchange System) e l’applicazione dell’Iva in Reverse Charge sulle fattura di acquisto e vendita.

Le regole Iva cambiano se venderai i tuoi beni a Consumatori privati. Difatti, se vuoi esportare dei prodotti in altri Paesi dell’Unione Europea devi conoscere quali sono i limiti di fatturato da non superare per avere l’obbligo di Identificarti fiscalmente negli Stati UE.

Se le tue vendite vengono spedite in Extra UE, dovrai fare attenzione alle regole di sdoganamento e ad applicare correttamente la normativa sull’Iva.

Sono quasi certa che ti è balenata l’dea di Aprire società all’Estero per il tuo e-commerce così potrai evitare tutti questi cavilli fiscali. In tal caso ti consiglio la lettura di questo mio articolo, ti illuminerà.

Le Novità del Fisco in tema di E-Commerce: nuove comunicazioni per i gestori di Market Place e Shop Online.

I Market Place come Amazon e eBay, residenti e non residenti in Italia, che facilitano la vendita a distanza di beni importati o già presenti all’interno dell’UE, sono obbligati a trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati dei fornitori che concludono compravendite avvalendosi di tali portali (art.13 c.1 DL 34/19).

Per “fornitore” si intende la persona fisica o l’ente, residente o non residente in Italia, che nell’esercizio della sua attività d’impresa effettua le vendite a distanza.

Avrai di certo compreso che se utilizzi i cosiddetti Mercati virtuali, gli stessi saranno obbligati a trasmettere i tuoi dati all’Agenzia delle entrate. Se il tuo business online è svolto in maniera occasionale e potrai dimostrarlo, non avrai alcuna problematica in sede di colloquio col Fisco italiano.

Come registrare il Negozio Online: i corretti adempimenti burocratici e amministrativi.

Siamo giunti quasi alla fine di questa lunga e approfondita guida su come e quando aprire la Partita Iva per l’E-commerce.

Il commercio elettronico riveste oggi grandi potenzialità di business. Una buona occasione per tanti giovani con brillanti idee da mettere in pratica.

Tanto più che la Direttiva 2000/31/CE stabilisce che si può avviare un e-commerce senza autorizzazioni preventive (fermi restando i requisiti professionali per lo svolgimento di specifiche attività). Te ne parlo nel dettaglio in questo articolo.

Decisa la forma sociale con cui svolgere il commercio online, seguono i classici adempimenti burocratici e amministrativi:

  • iscrizione alla Camera di Commercio (tramite ComUnica)
  • presentazione della SCIA allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune nel quale si intende avviare l’attività
  • iscrizione previdenziale e infortuni sul lavoro
  • richiesta numero partita iva in Agenzia delle Entrate e comunicazione dell’indirizzo del sito Web tramite cui si effettuano le vendite online

Tali procedure dovranno pervenire agli Enti interessati con un’unica comunicazione telematica, firmata in digitale. Il Registro Imprese mette a disposizione del Cittadino il software ComUnica necessario all’espletamento di tali adempimenti.

Personalmente non consiglio di creare tali comunicazioni in maniera autonoma poiché l’inesperienza potrebbe portare a degli errori che bloccherebbero l’istruttoria della pratica di registrazione dell’attività.

Dunque la cosa migliore che devi fare è trovare un bravo commercialista specializzato in business online e farti seguire con metodo. Noi ad esempio abbiamo elaborato il Metodo Amato, creato appositamente per gli imprenditori digitali.

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Quanto costa Aprire Partita Iva per lo Shop Online?

Per avviare un’attività vera e propria in E-commerce è necessario stabilire principalmente come svolgerla: se in forma individuale oppure societaria.

I costi di start up variano molto in base a tale decisione. Difatti, costituire una società davanti ad un Notaio può comportare spese che potrebbero superare il migliaio di euro.

Per quanto riguarda i costi amministrativi si va da poche decine di euro per il pagamento dei diritti di segreteria al Comune ove si presenta la SCIA, ad un centinaio di euro per l’apertura della Partita Iva e per il diritto annuale della Camera di Commercio.

Ricevere i Compensi delle Vendite Online in un Conto localizzato all’Estero: è legale farlo e che rischi si corrono?

Il tuo e-commerce può ricevere i suoi incassi in un conto bancario localizzato in Italia oppure all’Estero.

Devi sapere che è una pratica legale finché dichiarerai tutti i tuoi introiti al Fisco italiano. In molti utilizzano Paypal, che ha sede in Lussemburgo, come conto deposito per poi trasferire i fondi ricevuti in un conto italiano.

Ti ricordo che tale attività è del tutto plausibile se hai una regolare posizione iva in Italia per la gestione del tuo Negozio online.

Nel caso in cui tu operassi su internet senza avere una posizione fiscale regolarizzata potresti incorrere in gravose sanzioni. Ricevere i compensi delle tue vendite online in un conto all’Estero non ti metterà al riparo dai controllo fiscali. Presta molta attenzione.

Siamo giunti alla fine di questa lunga guida gratuita nella quale abbiamo visto tutto quello che ti serve sapere per aprire partita iva per l’e-commerce. Se l’articolo ti è stato utile, condividilo con i tuoi colleghi. Mi aiuterai a diffondere una corretta informazione fiscale.

angela amato
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