quale strumento viene utilizzato per misurare il prurito nei pazienti psoriasici


Milano, 10 aprile 2014 – 11:25

L’indice PASI combina la valutazione della gravit delle lesioni e l’area interessata in un unico punteggio compreso tra 0 (assenza di malattia) a 72 (massima malattia)

di Vera Martinella

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Le caratteristiche peculiari della malattia fanno s che per giungere alla diagnosi di psoriasi sia sufficiente l’esame clinico delle lesioni cutanee durante la visita con uno specialista. Il medico si basa sull’anamnesi (eventuale storia familiare di psoriasi, andamento attuale della malattia, presenza di prurito, fattori scatenanti, trattamenti precedenti) e sull’esame fisico che prende in considerazione l’aspetto delle lesioni, con particolare attenzione alle loro dimensioni, morfologia, distribuzione nelle diverse regioni corporee interessate. Nei casi dubbi (assai rari) pu essere necessario l’esame istologico attraverso il prelievo di un piccolo campione di tessuto. Esistono inoltre diversi strumenti per seguire l’andamento della malattia nel tempo o per valutarne la sua gravit. I pi comuni sono scale di valutazione che, considerando nel complesso le caratteristiche della malattia (la desquamazione o l’estensione delle placche, per esempio) restituiscono un punteggio complessivo dell’attivit della malattia.

Il punteggio da 0 a 72

Il Psoriasis Area Severity Index (PASI, introdotto nel 1978) lo strumento di misura pi utilizzato per valutare la psoriasi. L’indice PASI combina la valutazione della gravit delle lesioni e l’area interessata in un unico punteggio compreso tra 0 (assenza di malattia) a 72 (massima malattia). In pratica il punteggio prende in considerazione l’estensione, la localizzazione, lo spessore e la sintomatologia delle lesioni in modo che lo specialista possa stabilire la terapia pi adeguata per il singolo paziente. Pi complesso giungere a una diagnosi di artrite psoriasica. Oltre all’esame clinico, in questo caso, pu essere necessario ricorrere a esami strumentali come la radiografia, l’ecografia articolare e tendinea o la risonanza magnetica, che vanno valutati in collaborazione con il reumatologo. In ogni caso, visto l’impatto della malattia sulla qualit di vita di chi ne soffre, fondamentale che al momento della diagnosi, oltre a valutare la gravit delle lesioni, venga preso in considerazione anche l’eventuale disagio psicologico del paziente.


10 aprile 2014 | 11:25

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