quale tra gli aspetti sotto elencati riguarda la comunicazione paraverbale

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comunicazione paraverbale

Quest’estate ho avuto modo di partecipare a diversi tour guidati e poiché il mestiere  delle guide si prestava particolarmente bene, ho colto l’occasione per osservare  la loro comunicazione paraverbale e non verbale e notare tra le cose che facevano quali avessero più successo e fossero più ascoltate.

Come prevedibile i “Ciceroni” che riuscivano maggiormente ad interessare il pubblico, a catturarne l’attenzione e ad apparire come dei veri e propri accentratori carismatici erano quelli che utilizzavano un linguaggio del corpo aperto, una buona mimica facciale e sapevano anche far vibrare la loro voce enfatizzando le parole giuste.

Ovviamente tutte queste guide erano anche molto preparate dal punto di vista tecnico.

Gli elementi della loro comunicazione che più di altri  contribuivano  a suscitare  maggior  interesse  e ascolto erano quelli relativi  alla comunicazione paraverbale.

Parlare è la peggiore forma di comunicazione. L’uomo non si esprime pienamente che attraverso i suoi silenzi. Frédéric Dard 

Comunicazione paraverbale.

Il paraverbale è quell’area della comunicazione che si riferisce al linguaggio; in particolare non riguarda quello che dici ma il modo in cui lo dici (il come).  Include parametri come il tono della voce, la velocità con cui parli, il volume e il timbro vocale.

Assumere maggior consapevolezza e controllo di questi elementi renderà il tuo modo di  comunicare più persuasivo, carismatico e interessante.

Vediamo meglio  quali sono questi parametri:

1. Tono della voce.

Il tono della voce è uno dei fattori più importanti ai quali rispondiamo. Può essere descritto con uno spettro di termini come: arrabbiato-sereno, triste-felice, dolce-duro, seduttivo, sarcastico etc. Rappresenta lo stile usato. E’ talmente potente che  a prescindere dal contenuto verbale può far assumere a quello che dici un significato oppure un altro, anche di tipo opposto a quello che in senso letterale le  parole dovrebbero trasmettere.

Un esempio illuminante a  tal proposito  si trova nel film  Shining quando Jack Nicholson rincorre sua moglie per le scale e le dice “Wendy, tesoro, luce della mia vita”. Se ricordi il film, ti apparirà palese come il messaggio che  il tono della voce  di  Jack  trasmette sia  esattamente  il contrario di quello che le sue parole dicono.  Infatti sua moglie non solo non crede a  ciò che dice ma dopo qualche istante lo colpisce con una mazza da baseball. 🙂

Prova a pensare alla voce autorevole di un insegnante che riprende un bambino, lo stesso rimprovero con un tono di voce incerto non sortirà gli stessi effetti.  Quando Peter, il mio cane, ne combina una delle sue, per farmi ascoltare lo riprendo con la stessa voce con la quale da piccolo mi riprendevano i miei insegnanti. Anche se a  dire il vero con me non funzionava bene come con lui :-).

Il tono della tua voce è quindi determinante nel definire l’impatto emotivo che trasmetterai al tuo interlocutore. Attraverso esso puoi comunicare noia o  entusiasmo, felicità oppure tristezza. Se vuoi  essere ascoltato con maggior interesse  assicurati  quindi di  variare il tono della tua voce a seconda dell’emozione che vuoi trasmettere.

2. Ritmo.

La velocità dell’eloquio può indicare il tuo stato di tensione o di relax, infatti è fortemente influenzata dal tuo stato emotivo. Un esempio tipico è il parlare molto velocemente quando ci si sente in imbarazzo in un discorso pubblico.

Una voce veloce di solito suscita tensione (ma se usata in modo appropriato anche motivazione),  mentre una voce lenta può trasmettere calma, rilassamento e tranquillità. Anche questo parametro è molto importante nel determinare ciò che si trasmette, prova infatti a immaginarti un terapeuta che ti parla velocemente :-).

Le pause sono parte della velocità e sono….molto potenti. Ti fanno venire il desiderio di scoprire…..cosa verrà detto. Le pause danno il tempo alle persone per riprendere quello che stavano dicendo, consentono di pensare e formarsi un’opinione su ciò che è stato detto. Se utilizzate correttamente  possono essere uno strumento molto  potente nella tua comunicazione.

3. Volume.

Cambiare il volume della voce aiuta a variare l’intensità di quel che viene detto e ad enfatizzare alcune parole. Le persone che parlano con un volume di voce basso (e magari accompagnano ciò con un linguaggio del corpo chiuso) sono spesso percepite come timide, insicure e con una bassa autostima.

Le persone che parlano con un volume di voce alto, al contrario, possono trasmettere una forte sicurezza in se stessi, molti leader o manager aziendali parlano con voci alte. Una persona che parla a voce troppo alta potrà anche sembrare aggressiva e prepotente. Ricorda quindi di variare il volume della  tua voce quando desideri apparire più sicuro di te stesso, enfatizzare e  dare maggior rilievo a ciò che dici.

4. Timbro.

Riguarda il registro vocale tipico della persona, anche chiamato colore vocale ed è l’aspetto del paraverbale più legato alla personalità. Può essere descritto con uno spettro di termini come: vivace, avvolgente, caldo, rauco, profondo, stridulo, ect. Il timbro vocale dipende anche dalla parte del corpo che fa da cassa di risonanza: voce di testa, voce di petto, voce di diaframma. 

Variando ritmo, volume e tono della voce potrai arricchire il tuo timbro e renderlo più interessante e unico.

paraverbale

Infine, trasmetti passione.

Questo non riguarda il paraverbale in particolare ma tutta la comunicazione non verbale ed è un parametro importantissimo per ammaliare chi ti ascolta. Lascia che il tuo entusiasmo e la tua passione passino in quello che dici. Prova eccitazione, amore per quello che fai e condividilo con gli altri. Le persone sentiranno la passione nella tua voce, percepiranno l’eccitazione nel tuo corpo e difficilmente resteranno indifferenti.

La guida turistica che mi ha maggiormente colpito era proprio quella che trasmetteva più passione mentre parlava, lo notavo dai termini che usava nel descrivere le opere d’arte, dalla vibrazione della sua voce, dal suo linguaggio del corpo e dal luccichio nei suoi occhi.

Le emozioni sono l’ingrediente fondamentale della comunicazione umana e sono proprio loro che fanno la differenza tra una persona e un testo letto dal computer. Ora che sei maggiormente consapevole di questi parametri del paraverbale puoi migliorare di molto l’efficacia della tua comunicazione. Per aiutarti  in questo ti ho preparato il seguente  esercizio.

7 Giorni per comunicare in modo più incisivo e magnetico.

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1)Osserva il paraverbale di un buon comunicatore.

Per i prossimi 2 giorni quando interagirai con le altre persone presta maggiore attenzione agli elementi della loro comunicazione paraverbale. Nota tra questi quelli che hanno maggior impatto sul tuo stato emotivo e che aumentano o diminuiscono il tuo interesse verso ciò che ascolti.

2) Osserva come usi la tua voce.

Una volta assunta  consapevolezza degli elementi paraverbali delle altre persone sei pronto per  soffermati sui tuoi e fare caso alle modalità attraverso le quali sei solito esprimerti.

3) Migliora la tua comunicazione paraverbale.

Per i successivi 5 giorni inizia quindi  a sperimentare variando il tono, il volume e il ritmo di quello che dici notando gli effetti che questi cambiamenti suscitano in chi ti ascolta.  Nota quale caratteristica vocale cattura maggiormente l’attenzione e cosa invece la allontana.

La parola comunica il pensiero, il tono le emozioni. Ezra Pound

Per concludere.

Una buona comunicazione paraverbale ti permetterà di: trasmettere maggiore entusiasmo e motivazione variando il tuo tono di voce, ottenere più ascolto semplicemente alzando il volume della tua voce e creare  interesse utilizzando le pause nel modo più appropriato. 

E ricorda che a nessuno piace ascoltare una voce monotono simile a un sintetizzatore vocale Smile

A presto.

firma

[sneaky]

comunicazione paraverbale

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