secondo la direttiva mifid in che modo vanno rappresentati i costi e oneri

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A cura degli avvocati Stefano Giavari e Alberto Prade dello Studio Legale Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners

L’intervento delle associazioni di categoria

Uno degli aspetti di maggiore rilievo introdotti dalla MiFID II riguarda l’informativa, ex ante ed ex-post, in materia di costi e oneri, che gli intermediari abilitati devono fornire alla clientela nell’ambito della prestazione dei servizi di investimento.

Senza volere in questa sede scendere nell’analisi delle specifiche modifiche introdotte dal nuovo regime, ci limitiamo a evidenziare come l’applicazione concreta di questa novità abbia evidenziato molti dubbi interpretativi, a tal punto da indurre le associazioni di categoria ad avanzare una richiesta di chiarimento relativamente ad alcune specifiche tematiche.

A titolo esemplificativo, per quanto riguarda l’informativa ex ante nel caso della gestione di portafogli, le associazioni di categoria hanno evidenziato come questa informativa possa essere fornita una tantum e possa avere ad oggetto solo i costi e gli oneri inerenti al servizio nel suo complesso e non anche i costi dei prodotti sottostanti e dei relativi costi di negoziazione, né delle eventuali commissioni di performance.

La ragione della richiesta appare evidente se, in relazione al servizio di gestione di portafogli, si considera che non sarebbe possibile per l’intermediario fornire alcuna ragionevole informativa dei prodotti investiti prima di effettuare le operazioni di investimento. Inoltre, le decisioni di investimento connesse a questo servizio sono rimesse al gestore sulla base del contratto di gestione e, dunque, effettuate su base discrezionale senza alcuna interazione preventiva con il cliente.

Le difficoltà relative all’applicazione concreta della nuova disciplina non è emersa solo in Italia, ma si è riscontrata anche altrove, come dimostra la recente comunicazione dell’FCA (Autorità di Vigilanza Finanziaria nel Regno Unito) del 28 febbraio.

Il richiamo della Consob

In questo contesto, il 1° marzo Consob ha pubblicato un richiamo di attenzione, mediante il quale ha precisato che l’insieme delle norme in materia di costi e oneri, dalla data di entrata in vigore di MiFID II, impone agli intermediari, in modo incondizionato, chiaro ed esplicito, di fornire agli investitori, ex ante ed ex post, informazioni in forma aggregata su tutti i costi ed oneri connessi ai servizi prestati ed agli strumenti finanziari, per consentire al cliente di conoscere il costo totale ed il suo effetto complessivo sul rendimento.

Su richiesta del cliente, tali informazioni devono essere presentate anche in forma analitica. Sebbene diverse fonti di informazioni avessero pronosticato un diverso scenario (proroga delle disposizioni in materia di costi e oneri e/o una applicazione “semplificata” della normativa per un determinato periodo di tempo), Consob ha precisato che la normativa europea trova applicazione senza alcuna forma di mitigazione.

L’autorità ha, inoltre, specificato che, al fine di potere ottemperare agli obblighi sopra richiamati, qualora le informazioni sugli strumenti finanziari non fossero pubblicamente disponibili, gli intermediari distributori dovrebbero mettersi nelle condizioni di ottenere i dati necessari dai produttori. Qualora l’intermediario non riesca ad ottenere i dati dal produttore in tempo utile dovrebbe in primo luogo valutare la propria capacità di fornire informazioni adeguate al cliente sui costi e gli oneri dello strumento finanziario e, qualora non dovesse ritenere di fornire informazioni sufficienti sui prodotti offerti per adempiere ai propri obblighi, dovrebbe evitare di inserire tali strumenti nella propria gamma prodotti.

Inoltre, Consob ha ribadito che le informazioni ex ante sui costi e gli oneri vanno rese in tempo utile prima della prestazione del servizio. Appare, quindi, evidente che l’intermediario, prima di commercializzare uno strumento finanziario, si debba assicurare di poter effettuare, in assenza di costi puntualmente determinabili, almeno stime ragionevoli e sufficientemente accurate da rappresentare ex ante al cliente nei termini richiesti dalla normativa.

Per quanto attiene alla rendicontazione ex post, Consob ha specificato che le informazioni sui costi e gli oneri vanno altresì rendicontate su base periodica almeno annuale. Nell’invio dei rendiconti periodici, gli intermediari si attengono alle previsioni che abbiano a tale scopo introdotto nella contrattualistica con la clientela e, in ogni caso, li trasmettono prima possibile a decorrere dalla maturazione del periodo di riferimento.

Infine, Consob ha precisato che i presidi adottati per la trasparenza ex ante ed ex post, aggregata e disaggregata, sui costi e gli oneri connessi alla prestazione di servizi di investimento e accessori e agli strumenti finanziari dovranno essere compiutamente illustrati nella relazione sui servizi di investimento prestati, da trasmettere a Consob entro il 31 marzo.

 



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