tasse cosa cambia

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Manca un mese alla presentazione della legge delega con cui il Governo guidato dal premier Mario Draghi deve effettuare la riforma fiscale. Un primo pezzo è stato compiuto con l’introduzione dell’assegno unico universale ai figli che partirà dal 1 luglio 2021 con una soluzione ponte fino a fine anno. A questo si aggiunge la circolazione in questi giorni della bozza del documento con cui le Commissioni Finanze delle Camere e Senato nella quale si apprende che si sta valutando di tagliare micro-tasse che più che generare gettito fiscale, determinano un costo per la riscossione. Ma da contraltare a questo quadro c’è il documento con cui, l’Agenzia delle Entrate, con molto ritardo, spiega in 500 pagine come ottenere detrazioni fiscali o deduzioni dal reddito imponibile nella compilazione del modello 730/2021. Se un contribuente deve leggere 500 pagine per poter avere l’eventuale rimborso Irpef, forse di riforma fiscale non è proprio il caso di parlare, se non iniziando proprio dalla semplificazione.

Tasse: nel modello 730 si recupera l’Irpef

Durante tutto l’anno il contribuente che paga l’Irpef, incluse anche le addizionali regionali e comunali, si vede sottrarre dalla sua retribuzione una fetta consistente che va dal 23% fino al 41%, man mano che la la remunerazione sale. Ma nello stesso anno di produzione del reddito, il contribuente sostiene anche delle spese che possono essere riprese nell’anno successivo per andare a ridurre l’Irpef pagata e quindi ottenere un rimborso. Tra le spese ammesse alle detrazioni fiscali ci sono ad esempio gli interessi passivi sul mutuo, le spese mediche, le assicurazioni sulla vita, gli abbonamenti dei figli a scuole sportive, le spese universitarie. Ma anche le spese per gli interventi edilizi. Quest’anno poi c’è stato anche il bonus vacanza che può essere portato in detrazione, solo nella parte che è rimasta a carico del contribuente, cioè che non fu immediatamente scontata dalla struttura alberghiera. Per ogni spesa c’è una percentuale di detraibilità. La somma delle varie detrazioni va in riduzione dell’Irpef lorda. Se l’Irpef netta, calcolata sottraendo dall’Irpef lorda tutte le detrazioni, è inferiore alle trattenute Irpef operate durante l’anno, si ha diritto al rimborso pari alla differenza. In caso contrario si ha un debito con il Fisco.

Il rimborso del credito o l’addebito della maggior Irpef dovuta sono saldati nella busta paga di luglio.

Tasse: il Fisco spiega il 730 in 500 pagine

La dichiarazione dei redditi nella forma pre-compilata poteva essere accettata dal 19 maggio. Ma solo il 25 giugno l’Agenzia delle Entrate con la circolare 7/E ha reso chiarimenti sulla compilazione del modello. Un volume di oltre 500 pagine che lasciano chiaramente il contribuente completamente stordito. Si parla di semplificazioni ed innovazione della pubblica amministrazione, e oltre al ritardo nella comunicazione di informazioni importanti come i documenti utili per far valere detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta, c’è anche la beffa della complicazione di dover leggere un libro. Ma proprio la complicazione è la madre dell’alto tasso di evasione fiscale. Non stupisce, quindi, che ancora oggi siano molti i contribuenti che anziché inviare la dichiarazione dei redditi in autonomia, ad esempio utilizzando il modello precompilato del 730/2021, preferiscono rivolgersi a un esperto, visti tutti gli aspetti che bisognerebbe conoscere prima di inviare il modello (e limitare le possibilità di errore).

Fisco amico del contribuente?

L’obiettivo cui si giungerà con l’intera riforma fiscale e quello di rendere il rapporto tra contribuente e Fisco il più “amichevole” possibile. La stessa guida che, annualmente l’Agenzia delle Entrate, emana per indirizzare il contribuente ad effettuare una dichiarazione dei redditi senza errori o omissioni, ne è un esempio. Nella guida,  l’Agenzia delle Entrate tratta i singoli capitoli delle detrazioni, oneri deducibili e crediti di imposta. Lo fa anche dando tutte le informazioni sulle novità introdotte. Nel caso specifico per il 2021, ci sono una serie di novità legati ai bonus Covid 19. Ad esempio il superbonus 110%, il bonus vacanza, la possibilità di detassare i canoni di locazione per effetto dell’impossibilita di effettuare lo sfratto. Un vero manuale per contribuenti e professionisti scritto a quattro mani tra Agenzia delle Entrate e Consulta nazionale dei CAF. Come ha spiegato l’Agenzia delle Entrate nella lettera di accompagnamento al manuale, le novità vengono

illustrate attraverso l’analisi sistematica delle disposizioni relative a ritenute, oneri detraibili, deducibili e crediti di imposta, con riguardo agli obblighi di produzione documentale da parte del contribuente al Centro di assistenza fiscale o al professionista abilitato e di conservazione da parte di questi ultimi per la successiva produzione all’amministrazione finanziaria.

L’altra importante novità che è bene tenere a mente, è l’obbligo, dalla dichiarazione dei redditi 2021, di effettuare i pagamenti per le spese oggetto di detrazioni al 19% attraverso strumenti tracciati. 

Appare comunque evidente che da un lato si chiede al contribuente di inviare in autonomia la propria dichiarazione dei redditi, dall’altro lato non si può pretendere che lo stesso contribuente legga 500 pagine di guida. Urge una profonda semplificazione.

Fisco: la riforma parte dalla semplificazione

Non ci può essere riforma fiscale senza semplificare. Non solo la mole di tasse e balzelli, ma anche le procedure. Al momento le commissioni finanze di Camera e Senato si sono concentrate su quali tasse eleminare in ottica di una riforma del fisco efficiente ed efficace. Nella bozza del documento elaborato, sono riportate una serie di proposte di semplificazione del coacervo di tasse. Eliminazione del superbollo, della tassa di laurea, ed altre micro-tasse come le addizionali locali alla TARI. 

L’obiettivo alla base della proposta di abolizione delle micro-tasse è semplificare e razionalizzare il sistema tributario. Tra imposte, tasse e diritti, la perdita per le casse dello Stato e per Regioni e Comuni sarebbe esigua.

Ad esempio dalla tassa per la concessione della caccia, lo Stato incassa solo 1 milione di euro. Un gettito irrisorio se si pensa al costo delle strutture amministrative necessarie per far rilasciare un permesso simile. 

Semplificare come chiede l’Unione Europea per arrivare ad un Fisco sicuro, equo, trasparente ed affidabile. 

Abolizione tasse: quali sono le proposte

Nella bozza in circolazione ci sono diverse proposte come abbiamo anticipato poco sopra. Ma ci sono anche l’eliminazione di tasse assurde ed anacronistiche come le accise sulla benzina, che finanziano tra l’altro la guerra in Etiopia del 1935 o ancora il terremoto del Belice del 1968. Ma si propone anche di abolire la tassa sugli zerbini e sull’ombra (parte della TOSAP). Sulla bozza le Commissioni stanno ancora lavorando per poter consegnarlo al Governo che entro il 31 luglio deve definire la legge delega sulla riforma fiscale. Al momento si può fare un elenco esemplificativo di quali tasse potrebbero essere eliminate:

  • il superbollo,
  • la tassa di laurea,
  • le tasse di pubblico insegnamento,
  • l’imposta sugli intrattenimenti,
  • la maggiorazione del tributo comunale sui rifiuti,
  • la tassa regionale di abilitazione all’esercizio professionale,
  • l’addizionale regionale sui canoni per le utenze di acque pubbliche,
  • i diritti di licenza sulle accise,
  • l’imposta erariale sui voli dei passeggeri di aerotaxi e sugli aeromobili privati,
  • la tassa sulle emissioni di anidride solforosa e ossidi di azoto,
  • l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili.

Cancellazione tassa superbollo: approfondiamo la proposta

La proposta di cancellazione del superbollo è stata presentata dalla parlamentare Manuela Gagliardi del Gruppo misto ed è arrivata sui banchi del Parlamento. Il fatto che sia stata inserita anche nella bozza di documento delle micro-tasse da eliminare, fa bene sperare. Il superbollo si paga sulle auto con una potenza fiscale superiore a 185 kw. Oltre a pagare il bollo, per la parte eccedente la soglia dei 185 kw, il proprietario dell’auto deve pagare un ulteriore balzello, il cui costo non è indifferente. Infatti la norma, ripresa dal governo di Mario Monti, richiede il pagamento di 20 euro per ogni kw eccedente i 185 kw. Da ricordare però che il super bollo decresceva all’aumentare dell’età dell’auto. 

  • 12 euro/kw dopo cinque anni dalla data di costruzione (che salvo prova contraria coincide con la data di immatricolazione)
  • 6 euro/kw dopo dieci anni dalla data di costruzione
  • 3 euro/kw dopo 15 anni dalla data di costruzione
  • 0 dopo 20 anni dalla data di costruzione.

Esperto di etica e controlli, aspirante giornalista, classe 1976.
Sono laureato in Economia Politica presso l’Università Bocconi, ed ho un Master in Management nei settori di “public utilities” presso il MIP. Dal 2001 mi sono occupato di audit, compliance e risk management all’interno di aziende multinazionali di diversi settori, quali: *IT, Luxury, GDO, Gaming, assumendo ruoli di responsabilità e gestione di team. Appassionato di temi di etica negli affari, da alcuni anni mi occupo anche di sostenibilità etica delle imprese e di finanza alternativa.

Il mio motto è? “Si può fare qualsiasi cosa quando attraverso gli occhi si vede la verità”.



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