vaccino johnson quale età

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Quali e quanti sono i vaccini anti Covid autorizzati in Italia? Quali i principi dei sieri? Come funzionano, a chi sono consigliati e a chi saranno somministrati? Cerchiamo di fare un po’ di ordine dopo le recenti novità (seguite ai nuovi casi di morte per trombosi cerebrale di una 18enne in Liguria) legate alla somministrazione di AstraZeneca solo per gli over 60 e, per chi ha ricevuto la prima dose di vaccino AstraZeneca la somministrazione della seconda con un vaccino differente, un siero mRna.

Sono al momento quattro i vaccini che hanno già ottenuto le autorizzazioni d’uso dall’Agenzia europea dei medicinali Ema e dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa: il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca, il vaccino Moderna, il vaccino Comirnaty di Pfizer-BioNTech ed il vaccino Janssen  della Johnson & Johnson.

I vaccini Comirnaty e Moderna utilizzano la tecnologia a Rna messaggero (mRNA), mentre Vaxzevria e Janssen si basano sull’utilizzo della piattaforma a vettori virali. Ad oggi, solo il vaccino Cominarty (Pfizer) è stato approvato anche per l’utilizzo sui minori, ovvero negli adolescenti dai 12 ai 15 anni.




AstreZeneca

Vaxzevria (AstraZeneca): l’ultima circolare del ministero della salute di ‘aggiornamentò del parere del cts sui vaccini indica che il vaccino vaxzevria «viene somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni» (ciclo completo di vaccinazione, ovvero prima e seconda dose). per persone che hanno ricevuto la prima dose di tale vaccino e sono al di sotto dei 60 anni di età, è l’indicazione del ministero, «il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mrna (comirnaty o moderna), da somministrare ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose». questo vaccino si basa sulla tecnologia del vettore virale: viene cioè utilizzato un virus simile a sarscov2 ma non aggressivo (un adenovirus da scimpanzè) cui vengono aggiunte le informazioni genetiche che allertano la risposta immunitaria dell’ organismo. in questo caso, l’adenovirus trasporta la proteina spike di sarscov2, che è l’artiglio molecolare utilizzato dal virus per agganciare le cellule sane e invaderle. previste 2 dosi a 8-12 settimane.




J&J

janssen (johnson & johnson): è un vaccino monodose e viene raccomandato per soggetti di età superiore ai 60 anni. «qualora si determinino specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione ed in assenza di altre opzioni – ha però precisato il comitato tecnico scientifico – il vaccino janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del comitato etico territorialmente competente». come quello di astrazeneca è un vaccino a vettore virale, composto da un vettore ricombinante basato su adenovirus umano di tipo 26 incompetente per la replicazione, opportunamente modificato per contenere il gene della proteina spike del virus.

Pfizer

Comirnaty (Pfizer-Biontech): è autorizzato per i soggetti a partire dai 16 anni, e più recentemente è stato autorizzato da ema e aifa anche per gli adolescenti da 12 a 15 anni. prevede due dosi e utilizza una tecnologia innovativa, quella dell’rna messaggero. questa tecnica consiste nell’utilizzare la sequenza del materiale genetico del nuovo coronavirus, ossia l’acido ribonucleico (rna), che rappresenta il messaggero molecolare che contiene le istruzioni per costruire le proteine del virus. l’obiettivo è somministrare direttamente l’mrna che controlla la produzione di una proteina contro la quale si vuole scatenare la reazione del sistema immunitario. in questo caso la proteina è la spike.




Moderna

Il vaccino creato dall’americana Moderana è autorizzato per i soggetti a partire dai 18 anni e utilizza anch’esso la tecnologia a Rna messaggero. lo scorso 7 giugno anche l’azienda Moderna ha richiesto all’Ema l’autorizzazione all’uso per gli adolescenti da 12 a 18 anni per il suo vaccino anti-Covid. 

Campagna vaccinale ai raggi X

Ieri erano 40.719.560 le dosi di vaccino contro il Covid somministrate in Italia, l’89.9% di quelle consegnate, pari a 45.284.269 dosi. Nel dettaglio, sono state distribuite 30.633.232 dosi del siero di Pfizer/BioNTech, 8.993.570 di quelle di Vaxzevria (AstraZeneca), 4.097.767 di quelle di Moderna e 1.559.700 di quelle di Janssen. A livello regionale, la Lombardia è la regione più virtuosa facendo registrare il 92,4% del rapporto tra dosi somministrate e dosi consegnate. Seguono le Marche (92%) e l’Abruzzo (91,7%). In coda alla ‘classifica’ troviamo la Sardegna (84%), poi la Calabria (86,8%) e la Sicilia (87,2%). Le somministrazioni sono state effettuate nei 2.673 principali punti di tutta Italia. Le persone che hanno completato il ciclo vaccinale sono 13.713.224, il 25,28% della popolazione over 12.




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